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Il Milanese Imbruttito meets Umberto Smaila

 

Protagonista della MilanoDaBere degli anni 80 assieme ai grandi della comicità meneghina (Il Dogui, unico grande mito indiscusso, Iannacci, Abatantuono, ecc…) Umberto Smaila risponde ad un po’ di domande imbruttite del nostro Cesare Granati.

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Lo Smaila’s Club di Porto Rotondo è l’alter ego contemporaneo del mitico Smaila’s di Poltu Quatu. Siamo sempre in Costa Smeralda e il nuovo locale, come il suo leggendario predecessore, è frequentato dalle celebrità più in vista e sul suo palco si esibisce il vero padrone di casa. Il 28 agosto noi del Milanese Imbruttito ci siamo recati in Sardegna per beccare uno dei cantanti/comici/attori/presentatori TV più celebri d’Italia, Umberto Smaila che dagli anni ’70, sotto diverse forme e con diversi ruoli, non ha mai smesso di fare spettacolo, buona musica e far ridere gli italiani. Il locale è davvero stupendo e Umberto, mentre aspetta di esibirsi, si rilassa in un angolo, fumando un buon sigaro e sorseggiando un Mojito, in compagnia della Rosy, una bella signora bionda che non si toglie mai gli occhiali da sole, nonostante nel locale di luce ce ne sia ben poca. La direttrice del locale (gentilissima) ci presenta a Smaila che dice di conoscerci grazie a suo figlio, gli ha parlato di noi proprio l’altro giorno, ci fa sedere e iniziamo l’intervista.

Milanese Imbruttito: Lei è di Verona ma il suo esordio avviene a Milano sul palco del Derby Club: cosa si porta ancora dentro di quel mitico periodo?
Umberto Smaila: Mi porto ancora dentro dei grandi ricordi di una grande stagione che fu, quella del cabaret milanese, di Cocchi e Renato, Paolo Villaggio, Enzo Iannacci, poi Boldi e Abatantuono, Porcaro, Di Francesco, il povero Faletti… erano anni importanti ma soprattutto legati ad una grande spensieratezza dovuta alla giovane età di noi che calcavamo quelle scene.

M.I.: Quest’anno avrebbe compiuto 80 anni un Imbruttito doc, uno dei primi, un grande milanese e un assiduo frequentatore della Costa Smeralda, Guido Nicheli (lo so… chiamarlo così è una giargianata ndr). Un ricordo, un aneddoto legato a Guido che le fa piacere ricordare?
U.S.: Intanto il Guido non era il Guido ma era il Dogui (e infatti Smaila non è un giargiana! ndr), perché lui come tutti quelli del bar Gatullo di Milano parlava il gorge, e noi l’abbiamo imparato da loro nei primi anni ’70, quindi non era il Guido ma era il Dogui (Capittooo?! ndr). Lui veniva a Poltu Quatu ad aprile e se ne andava ai primi di novembre, era il cocco della moglie del capitano del Porto, quindi aveva un bonus, era ospite per sei mesi all’anno. Dogui non aveva famiglia, la famiglia la trovò lì, eravamo tutti una grande famiglia e lui con le sue frasi storiche spesso e volentieri veniva allo Smaila’s ed era un habitué.

M.I.: Quali sono secondo lei i punti in comune tra la mitica Milano da bere e la Costa Smeralda che l’accoglie sempre con tanto affetto?
U.S.: I milanesi sono stati tra i primi a scoprire la Costa Smeralda, che comunque bisogna capire che cos’è, dove inizia e dove finisce. Porto Rotondo è Costa Smeralda? Secondo i puristi no, ma secondo me sì. La Costa Smeralda è tutta la zona a nord di Olbia, da porto Rotondo fino a Baia Sardinia ed Arzachena, la zona che si affaccia sulle magnifiche isole dell’arcipelago della Maddalena. I milanesi hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con la zona a nord di Porto Cervo, mentre Porto Rotondo inizialmente è stato frequentato dai romani e soprattutto dai veneti, infatti qui i primi a costruire sono stati i Conti Donà dalle Rose. La Costa Smeralda è stata una scoperta di questi turisti privilegiati, che furono i primi a frequentarla quando ancora c’era meno gente, quando era ancora un turismo d’elite. Noi abbiamo iniziato a fare i primi spettacoli qui con “I Gatti di Vicolo Miracoli”, con il cabaret e poi a Poltu Quatu c’è stata l’esplosione della mia iniziativa artistica.

M.I.: Veniamo al presente, qual è il suo rapporto oggi con la città di Milano?
U.S.: Ma… aspettiamo questo Expo, vedremo se farà del bene alla città, secondo me sì. Personalmente, passandoci sempre per tornare a casa, apprezzo molto le nuove strutture nella zona di Porta Garibaldi. Milano è una città che adoro, è la mia città perché ormai ci vivo da quarant’anni e nonostante continui a leggere sui giornali che si è imbruttita (e che male c’è?!? ndr) che si è involgarita (questo non ci piace ndr) io ancora la amo, soprattutto per la grande statura europea che ha la nostra città. Io ancora oggi mi meraviglio di quali grandi e tali manifestazioni culturali abbiano luogo a Milano: non solo la Scala, ti parlo delle grandi orchestre di musica classica, del jazz. Abbiamo uno dei locali più esclusivi al mondo: il Blue Note, che c’è solo a Milano e a New York. Abbiamo il Milan, che di più non ce n’è… E poi c’è Smaila, c’è la Rosy (che ci sorride ma continua a nascondersi dietro ai suoi occhiali ndr), cosa volete di più?

M.I.: Un suo giovane collega è suo figlio Rudy: qual è la lezione più importante che vorrebbe trasmettere a lui e ai giovani che sognano di fare una carriera come la sua? (non risponde alla domanda… fa molto di meglio ndr)
U.S.: Se parliamo di Milano, non devo insegnargli molto, perché tutta la mia famiglia, non credo per caso, adora la città di Milano. Roy e mia figlia sono andati più volte a Roma, Rudy è andato più volte a Roma, che è la città con la quale si fa più spesso il confronto, e nessuno mi ha mai detto che è meglio Roma, tutti mi hanno detto “Papà non vivrei mai a Roma, vivrei solo a Milano!”. Uno che è abituato a vivere a Milano con tutti i lati positivi della nostra città, se va a vivere a Roma impazzisce. Intanto perché passa la maggior parte della sua vita in macchina che è l’unico mezzo con il quale è possibile spostarsi, e poi perché è una città bella solo di notte, perché solo di notte la puoi girare in lungo e in largo e apprezzarne le qualità, di giorno ti metti le mani nei capelli. Noi milanesi forse non sappiamo neanche apprezzare quanto è bella la nostra città. Dico noi milanesi perché se vai a vivere in una città a vent’anni e ci resti per tutta la vita diventa la tua città, è el nos milan. I milanesi sono simpatici, sono diretti, sono leali, si fanno il mazzo… adesso li stanno mettendo a dura prova, con questo problema delle invasioni barbariche, detto tra virgolette senza dire nulla di male, con tutti questi poveracci… è una dura prova cui siamo sottoposti e poi tutte queste piste ciclabili mi sembrano un po’ una stronzata (grande!!! ndr). Per il resto viva Milano, è una città meravigliosa.

M.I.: Lei è stato un musicista da disco d’oro, un cabarettista, un presentatore TV, un manager di locali: come si fa a rinnovarsi sempre senza mai perdersi?
U.S.: Dirò una cosa banale, niente di originale, bisogna amare molto questo lavoro, farlo sempre come se fosse il primo giorno. Io faccio la vita del marines, sono sempre sugli aerei, col sacco a pelo… beh no, il sacco a pelo no (fffiga… ndr), però quasi. Quest’estate ho fatto il giro d’Italia, a settembre vado in Turchia poi riapre Sharm El Sheikh (dove c’è un altro Smaila’s Club ndr), non è mai finita. Bisogna amare molto questo lavoro e poi… CHI SEMINA RACCOGLIE!

Dopo quest’ultima perla di saggezza Smaila e la Rosy ci salutano, ci augurano buona fortuna per il futuro e prima di salire sul palco Umberto si ordina un altro Mojito… numero1!

Ecco l’intervista video:

 

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