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Il Milanese Imbruttito meets Alessandro Gentile

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alessandro Gentile, capitano dell’Olimpia Milano…

L’Emporio Armani Olimpia Milano, dopo lo scudetto conquistato nella stagione passata, continua a far sognare i suoi tifosi e venerdì a Monaco di Baviera i ragazzi di coach Banchi hanno ottenuto la prima e fondamentale vittoria in Eurolega. Periodo super intenso per la compagine meneghina che ieri sera è scesa in campo per il Monday Night ad Avellino e poi ripartirà alla volta di Atene per affrontare il Panathinaikos. Un grande protagonista dello scudetto numero 26 dell’Olimpia e un simbolo della squadra di proprietà di Re Giorgio, è senza dubbio il Capitano, Alessandro Gentile. Figlio d’arte (sua padre Nando è una leggenda del basket italiano), nasce il 12 novembre 1992 a Maddaloni, paese in provincia di Caserta. Nel 2006 viene inserito nelle giovanili della Virtus Bologna ma dopo solo un anno approda alla Benetton Treviso, è lì che inizia a farsi notare e a mostrare a tutti il suo talento. Quello che colpisce fin da subito gli addetti ai lavori è l’intelligenza alla base del gioco di Gentile, giovanissimo ma con la testa di un campione. Nel 2011 arriva a Milano, e dopo due tentativi falliti, proprio nell’anno in cui diventa il più giovane capitano nella storia dell’Olimpia, conquista lo scudetto che la società più titolata d’Italia aspettava da ben diciotto anni. Tra un aereo e l’altro, questo fenomeno dello sport italiano, già scelto dalla NBA l’estate scorsa, concede al Milanese Imbruttito una breve intervista.

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Milanese Imbruttito: Qual è stato, appena arrivato a Milano, l’aspetto della città che l’ha più colpita
Alessandro Gentile: “Tutti sanno che Milano è una città che offre tanto, ma quando ci vivi ti rendi conto meglio, e tocchi con mano, che in effetti hai tantissime opportunità, Milano ti offre un pochino di tutto. Se ti annoi a Milano, non è colpa di Milano. Questo l’ho capito subito”.

MI: Quali sono le zone della città che più le piacciono? Ce ne può “raccontare” una più bella di giorno e una che preferisce frequentare la sera?
AG: “Vivo in zona Sempione e mi piace molto Corso Sempione, mi piace il Parco… Di giorno il luogo più affascinante è il centro e mi capita spesso di andarci. La sera la mia zona preferita è Brera. Ma in generale apprezzo anche via Marghera, via Ravizza, quella zona lì, vibrante e ricca di buoni ristoranti”.

MI: Ormai è il capitano dell’Olimpia, l’idolo di molti giovani sportivi e un pilastro della nostra nazionale. Qual è il suo rapporto con il successo? L’ha cambiata?
AG: “Non mi sento una persona di successo, solo perché gioco a basket e molta gente mi conosce. Di conseguenza non posso essere cambiato da un qualcosa che non avverto. Io sono sempre lo stesso e sarei così qualunque cosa facessi. Il basket per me è una passione sconfinata, non un mezzo per la notorietà”.

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MI: Essere scelto al Draft NBA è un sogno per chiunque abbia mai preso in mano un pallone da Basket. Quanto è stato importante per lei?
AG: “Essere scelto da una squadra NBA non significa che poi ci andrai nella NBA ma convalida quanto di buono hai fatto fino a quel momento. Significa che si sono accorti di come ho lavorato, quanto ha lavorato, con quali risultati. La NBA è un sogno per tutti, io non sono malato di NBA, ma certo che mi ha fatto piacere”.

MI: Dopo tre anni di vita a Milano, ha imparato un po’ di dialetto milanese? Quali sono le espressioni più curiose che ha sentito in giro per Milano?
AG: “Oh mia bella Madunina… arrivo fino a lì, alla canzone che cantano i nostri tifosi prima delle partite ma sinceramente non conosco nulla del dialetto milanese, e avendo vissuto in tante zone diverse sono anche abbastanza privo di inflessioni dialettali”

Sperando che il Capitano visiti più spesso la nostra pagina Facebook per imparare lo slang imbruttito di MilanoMilano, noi gli facciamo un grande in bocca al lupo e continuiamo a tifare per la squadra Campione d’Italia e, sicuramente, più cool d’Europa.

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