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Abbiamo fatto due chiacchiere con gli operai ai cantieri Expo

di Samuele Tramontano

Il Milanese Imbruttito è già in ansia all’idea che tra poche settimane scatterà l’ora X e andare in office con i mezzi sarà più sbatti di andare all’Ikea al sabato pomeriggio così come trovare un posto al ristorante sarà tanto impossibile quanto trovare un milanese in piazza Duomo.

Detto questo, finalmente arriva Expo!

Una opportunità di business per alcuni? Altri fattureranno come se non ci fosse un domani? Probabilmente si (e ben venga). Ma prima di tutto cerchiamo di arrivarci preparati.

Secondo il New York Times, Milano è la destinazione numero 1 del 2015. E il New York Times non è l’ultimo degli stro**i.. ci possiamo credere.

Ci sarà un’ondata di turisti (si è parlato di 20 milioni in sei mesi), e il turista medio di certo non valuterà gli indagati e gi arrestati per Expo degli scorsi mesi, quanto piuttosto le cose più evidenti e tangibili: i soliti cantieri, l’efficienza dei mezzi pubblici, i servizi etc. etc.

Ma queste sono Ovvietà!

Pochi giorni fa Giuseppe Sala, commissario unico di Expo ha dichiarato: “Padiglione Italia, ce la faremo. Tutto quello che i visitatori devono vedere lo vedranno. La visita a Palazzo Italia sarà possibile”.

Sala dice che ce la faremo. Sperèm, ma abbiamo preferito farci un giro di persona. Cià, si va a Rho.

Pheega! A vederlo dalla tangenziale il sito di Expo è davvero enorme. Un cantiere gigantesco, maestoso. Costruzioni vertiginose, ruspe e gru ovunque, operai che si dannano l’anima. Ma rimane sempre un cantiere!

expo

Proviamo ad avvicinarci ad uno dei varchi d’entrata del cantiere e ci sono due guardie che ridono; appena ci vedono, assumono lo sguardo e la postura del buttafuori di corso Como. Niente, non si può entrare: il cantiere di Expo è blindatissimo.

Cerchiamo allora altre soluzioni e con la macchina facciamo il giro del cantiere finche non becchiamo un operaio che lavora vicino alla strada.

Domandiamo: “Maquindi, ce la facciamo a finire per il 1° di Maggio?”

E lui, con marcatissimo accento bergamasco risponde: “certo, al novantaperzento!”.

Noi: “Il 100 % no?”

Lui: “Non esiste in Italia il zentoperzento – scrivilo, scrivilo!”.

SCRITTO!

expo2

Facciamo un tentativo anche da un altro varco. Stessa storia, non si entra. Incontriamo però un operaio a fine turno. Gli faccio la stessa domanda: ce la faremo?

“Il primo maggio apriamo ad occhi chiusi. Saranno pronti quasi tutti i padiglioni: su centoquarantacinque potrebbero rimanerne indietro una ventina per delle piccole cose da mettere a posto all’interno.Robe piccole, da due o tre giorni. Comunque si potranno vedere tutti. Rimarranno indietro forse alcune cose all’esterno come i marciapiedi o i giardinetti”.

E il Padiglione Italia?

“Padiglione Italia è grosso, ci sono dentro un sacco di cose. Sono 6 piani. All’esterno si finisce, dentro rimarrà qualcosina da mettere a posto”.

Insomma, bene ma non benissimo. Secondo gli operai al cantiere dovremmo farcela ma al 90 %!

Sperèm!

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