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E poi vi lamentate che non broccolate: 5 passi falsi stilistici che vi possono costare una one night stand

È universalmente noto che l’estate – oltre a scatenare ogni anno il festival dell’ascella pezzata con conseguente showcase di odori al limite dell’umana sopportazione – apre le gabbie dello zoo in tema di fantasie stilistiche aberranti, tanto da parte femminile, quanto maschile.

Già, perché se fino a poco tempo fa era soprattutto il gentil sesso a sfoderare look improbabili e a improvvisare tendenze di dubbio gusto che ci avrebbero accompagnato fino all’arrivo dell’autunno, è altrettanto vero che da qualche stagione a questa parte pure gli uomini si stanno dando un gran da fare per vincere il premio “top of the flops”.

A Milano, d’altronde, chi di outfit ferisce, di outfit perisce, ma poiché il detto “uomo avvisato, mezzo salvato” è ancora valido, ecco allora una lista dei vari epic fail che – quando commessi – vi possono costare una one night stand al termine del terzo spritz.

Il borsello colpisce ancora

borsello

Ora. È comprensibile che tenere in tasca portafoglio, chiavi, cellulare e – per i fumatori – pacchetto di sizze, spesso non sia piacevole e rischi di creare strane protuberanze laddove in linea teorica ce ne dovrebbe essere una soltanto, ma non è comunque una giustificazione. Meglio quindi la domanda “sei solo felice di vedermi, o hai un sacco di roba in tasca?”, piuttosto che esibire all’aperitivo un delizioso borsello contenente i vari effetti personali. Agli ingenui che credono di rendere meno aberrante questo accessorio, scegliendolo di Gucci, Louis Vuitton e compagnia cantante, o ai più sportivi che optano per un comodo ritrovato anni ’80 come il marsupio, diciamo no. Ricordatevi che sancite la vostra condanna a una notte senza compagnia nel momento stesso in cui estraete uno di questi due oggetti dal vostro armadio… anzi, forse nell’esatto istante in cui decidete di acquistarne uno. Anziché ostinarvi, compratevi uno ZAINO – che con somma gioia è stato invece sdoganato – e non dimenticate condom e spazzolino da denti, per ogni evenienza.

Make the logo bigger

polo

È ancora da capire se l’esigenza di avere un logo enorme derivi dalle richieste insistenti di un designer in crisi creativa, o se ciò vada incontro alle necessità di una popolazione mondiale sempre più afflitta da problemi di miopia, fatto sta che ultimamente il cavallo delle Polo Ralph Lauren sembra abbia mangiato il fungo magico di Alice nel Paese delle Meraviglie, e abbia raggiunto dimensioni a dir poco ragguardevoli. A chi ancora lo considera uno status symbol e ha sognato più volte di essere il coraggioso fantino ancorato alla sua sella, va sottolineato che gli anni ’90 sono sì tornati di moda, ma (fortunatamente) questo trend non è annoverato tra quelli resuscitati: smettetela quindi di fare show-off, tenete a bada le vostre perversioni equestri e optate per una soluzione un po’ più sobria TIPO QUESTA. Vedrete che il pubblico femminile – ma anche il vostro outfit – ve ne saranno grati.

Colazione da Tiffany

collana

Un numero sempre maggiore di uomini ritiene – a torto – che per presentarsi all’aperitivo sia necessario svaligiare una gioielleria: bene, da adesso in poi siete cortesemente pregati di lasciare anelli, collanine, bracciali a noi, e di abbandonare questa malsana attitudine ad agghindarvi manco foste usciti dal sequel di “Colazione da Tiffany”. Lo stesso vale per quel trend dal retrogusto etnico davvero duro a morire, uno strano mix di talismani cambogiani, pendagli thailandesi, braccialetti scaccia-sfiga balinesi e scapolari brasiliani: figa, non riuscite a impegnarvi con una donna per più di un mese e poi volete farci credere che meditate nella posizione del loto almeno una volta al giorno e temete l’ira distruttiva di Shiva? A scanso di sembrare un picciotto in pieno stile “Quei Bravi Ragazzi”, o uno che c’è rimasto sotto col misticismo orientale, se proprio la mancanza dell’accessorio vi dà il tormento, almeno andate sul sicuro unendo l’utile al dilettevole e comprando un orologio da perfetto Youccie COME QUESTO: per di più è unisex, e il trend (pare) in crescita.

San Francesco d’Assisi

sandali

Ok, lo sappiamo: fa un caldo infernale. E sappiamo pure che levarsi le scarpe e avere immediatamente il dubbio di trovarsi alla Baita del Formaggio di via Foppa è questione di un attimo. Questa tuttavia non è una giustificazione valida per uscire in infradito oppure – orrore, orrore! – calzando bizzarri sandali in cuoio e/o corda da peccatore redento sulla via di Damasco. Cazzosiete, San Francesco d’Assisi? Il saio dove l’avete lasciato? Come se non fosse sufficiente, spesso questa opinabile scelta stilistica è accompagnata da pedicure che farebbero sobbalzare tutte le timide ed educate signorine cinesi di Tong Tong Nails, e insieme a loro le poverette che tentate di broccolare all’aperitivo. Se la cura delle unghie non è esattamente il vostro forte, e preferite spendere la modica cifra di 25 euro in drink piuttosto che nell’uccisione delle cuticole, allora occultate i vostri piedi dentro un paio di SNEAKER, tanto più che adesso le Vans le trovate pure in sconto.

Pinocchio non abita qui

pinocchietto

Chissà perché, ma ogni tanto ereditate dalle donne i tratti peggiori del carattere, così come le mode che nessuno vorrebbe ricordare, tra cui i famigerati pinocchietti. Che in un certo senso sono molto democratici, dato che stanno male proprio a tutti, maschi, femmine, alti, bassi, magri, grassi. A questo capo d’abbigliamento responsabile di improvvisi ed irreversibili cali di libido va posto un veto senza se e senza ma: pensateci bene, tra jeans risvoltati, pantaloni con fantasie estive non troppo sfacciate e i sempreverdi bermuda (ergo, a filo di ginocchio), avete un sacco di alternative (magari un pant TIPO QUESTO) che vi permettono di aggirare elegantemente l’ostacolo. Non cedete quindi al richiamo suadente delle lunghezze sfiora-polpaccio, ma fate piuttosto una scelta di campo e non accontentatevi di sembrare una via di mezzo tra il famoso burattino e il ben più simpatico – ma comunque mal vestito – Lucignolo.

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