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Dal frigo che piange allo sbocciare manco fosse Capodanno: gli Ape Imbruttiti HOME EDITION

Parliamo un po’ di questa stagione, l’autunno, che manda in sbatti pesante il Milanese di MilanoMilano.

Eh sì… perché ca**o si fa durante i week-end delle mezze stagioni? Ben poco pheeega. In montagna non c’è neve; al mare piglia la depression perché la Liguria in questo periodo diventa la capitale degli over 80, quindi… tocca organizzare qualche ape a casa.

E allora TAAAC, scatta l’organizzazione Imbruttita: definizione scientifica e chirurgica degli invitati; creazione Gruppo WhatsApp “Ca**o Fate Sto Week End? Ape dal Pier?”; invio del messaggio/invito super dettagliato: data-ora-via-citofono-piano onde evitare ridda di risposte spaccamaroni del tipo: a che ora; dove abiti; hai il citofono; vaglio delle risposte e conseguente definizione del menù.

drinks

È a questo punto che il M.I. deve aprire il frigo (ovvero uno SMEG Anni’50 per i nostalgici retrò; un doppio ante Side by Side Samsung per i teorici del “grande è bello” versione high-tech) accorgendosi che…

Ecco le 5 Espressioni che definiscono inviti ad ape casalinghi Imbruttiti:

I suoi amici non avranno fame, avranno famissima

Il MI – si sa – non ha mezze misure e quindi, anche quando è invitato a casa di altri, non si limita ad avere fame ma si presenta dicendo: “Bell’idea Pier organizzare l’ape da te. Un grande, come al solito, io avrei avuto zero voglia di tutta ‘sta sbatta. Tra l’altro guarda che ho famissima. Oggi in office tutto il giorno di corsa e ho mangiato pochissimo. Cià che vado in cucina, va’”. L’amico Imbruttito, infatti, si aggira per casa con grande scioltezza ingenerando nel padrone di casa pensieri del tipo: “Certo, fai pure, manco fossi a casa tua!”. Tra lo stizzito ed il divertito, a seconda del grado di intimità.

Non ha un frigorifero vuoto, ha un frigorifero che piange

Ca**o… appena ricevute le conferme il MI affronta lo SMEG o il Samsung accorgendosi che: “Madonna, ho il frigo che piange… Che palle, mi toccano almeno 100 eurazzi di spesa, alcolici esclusi”. Il MI, infatti, non si limita a dire – anche tra sé e sé – che il suo frigorifero è vuoto: il suo frigorifero piange esattamente come il suo portafoglio alla fine della spesa che dovrà fare all’Esselunga per rifocillare i suoi amici che avranno famissima.

champagne

Non compra lo spumante, compra le bollicine 

“E cià che tocca l’Esselunga”. Via di trasferta a “casa Caprotti” oppure di click selvaggio per l’acqusitone on-line. I primi, probabilmente, saranno i proprietari dello SMEG; i secondi, altrettanto probabilmente, del doppia-anta: conservatori e reazionari i primi; futuristi e geek i secondi. Ma veniamo al dunque e lasciamo perdere le congetture. Se sul food il MI non ha dubbi, parte qualche para mentale per le bollicine (il MI, infatti, non parla MAI di spumante o di champagne, ma di bollicine): “Champagne che fa sempre figo; oppure Spumante da campanilista convinto?”. Un dilemma profondissimo, tra etica ed estetica, degno di uno Shakespeare meneghino. “Non è una questione di prezzo pheeega; ma ’sti francesi che sembra che il formaggio l’abbiano solo loro; il vino pure e lo champagne anche hanno poi stra-rotto i co***oni”. Quindi: “Vada di Spumantino… ” ma poi: “Però farò mica la figura del barbone. Mi tocca dare i soldi ai discendenti di Asterix? Che palle…”. Ma non finisce qui: “Deciso: mezzo mezzo. Tre bocce di Spumante e Tre bocce di Champagne”!

Non stappa, sboccia

“Quando si sboccia, Pier?”. Insomma, l’invitato non saluta neanche! Suona il campanello e appena gli si apre la porta esordisce con questa frase, che funge da vero e proprio presagio, poiché il padrone di casa si troverà depredato di tutto quanto possiede in termini di beverage. Champagne e spumante acquistati per l’occasione ma anche: bottiglia di cognac che teneva da parte da 2 anni circa quasi fosse una reliquia; bottiglione di Ouzo di categoria acquistato a Paros; rum pagato a peso d’oro che prevedeva mescita col contagocce e che ora va giù come fosse acqua fresca; vino bianco scrauso da usare per cucinare.

woodstock

L’amico non mangia, scofana    

E come finisce l’Ape? Che gli amici si sono scofanati tutto, che gli invitati si sono schiodati all’alba delle due di notte, che invece di 15 persone ne sono arrivate 30 perché sai “scusa Pier, ho portato un amico”. E quindi tu, si proprio tu, che hai organizzato il tuo bell’ape ti trovi a pensare: “Ca**o ho invitato, le cavallette? Il frigorifero piange di nuovo e domani mi ritocca rifare la spesa, erano la metà di 1000, anche se si era fatta una certa non schiodavano… Va bene l’aperitivo lungo, ma dalle sette di sera alle due di notte è più devastante di una maratona di Star Trek o del Signore degli Anelli”.

Quindi, caro lettore Imbruttito, ocio a organizzare un aperitivino intimo… perché tra un po’ ti costa meno andare da Cracco a cena che invitare quattro amici a casa.

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