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Perché i gruppi di WhatsApp sono il male

Il Milanese Imbruttito, si sa, detesta perdere tempo, e quale inutile ed estenuante perdita di tempo sono i gruppi che ultimamente spuntano come funghi sulla più nota chat di messaggistica personale che utilizziamo (quasi) tutti?

Se WhatsApp già contribuiva a notti insonni e chat infinite con gli amori di turno, dibattiti tra amiche circa messaggi con doppie spunte blu, visualizzazioni, frasi lette ma poi ignorate etc, la possibilità di creare gruppi ha dato il colpo di grazia relegando definitivamente questa App tra quelle detestabili,  ma di cui sostanzialmente non si può più fare a meno.
Problemi da primo mondo, ne siamo consapevoli.
Ciononostante, chi vi scrive ha sempre pensato che i messaggini, anche quando si chiamavano più semplicemente sms, fossero indispensabili solo in alcune circostanze.

Un esempio? Il più classico dei classici: “Arrivo, sono in ritardo di 5 minuti“. Utilissimo per tenere a freno l’indomito spirito dell’Imbruttito che vi stava aspettando e per placare al contempo la coscienza del ritardatario.

Altro modo di usare gli sms con intelligenza era quello di comunicare con brevità e chiarezza delle cifre: “Mi devi 30 euro per il biglietto del concerto”. “Quanto devo a Paolo che non ricordo? Ah ecco, 30 euro!”. Informazione chiara, messaggio diretto, un appunto mentale che grazie all’sms diventava reperibile in qualsiasi momento.

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Credit immagine

Oggi su WhatsApp si litiga, ci si innamora e si discute di massimi sistemi: a seconda dell’età, vi ritroverete sicuramente invischiati in uno o più dei seguenti gruppi.

1_ Gruppi di amici dai nomi improbabili, come ad esempio “Fenomeni” (leggi cazzeggio), che nascono al solo scopo di scambiarsi via chat foto imbecilli, frasi simil-divertenti, gag. In pratica, la roba più inutile del pianeta.

2_ Gruppi temporanei con scopi ben precisi tipo “Festa di compleanno Luca”. Di solito a questi gruppi appartengono anche persone che non si conoscono tra loro, dunque i toni sono generalmente più formali ed abbottonati. In sintesi, senza che tu l’abbia chiesto, ti ritrovi inserito da un giorno all’altro in un gruppo nato per organizzare un regalo o un evento. Benissimo. Peccato che quasi sempre ci sia un iscritto che non avendo ancora ben capito come usare una chat esordisce creando una specie di monologo che dura 25 messaggi da solo.

Ciao
allora per
la festa andiamo tutti lì
insieme o
ci vediamo davanti al
locale?
Ho l’auto
se qualcuno è
di zona potrei passare
a prenderlo
fatemi sapere
ciao.

L’unico vantaggio di questi gruppi temporanei è nel nome: sono temporanei appunto e una volta terminato l’evento ci si può sganciare senza tanti complimenti.

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3_ Gruppi di scuola in cui – quasi sempre le mamme – i genitori si confrontano sulle attività scolastiche dei figli. Temutissimi da chiunque abbia un figlio in età scolare, questi gruppi hanno dinamiche e vita proprie. Siccome tutto lo sbattimento in genere lo fa la capoclasse, i restanti si sentono in dovere (anche giustamente) di ringraziare. Ora, dato che in genere racchiudono minimo una ventina di persone, tra tutti i messaggi di ringraziamento non solo si perde definitivamente il punto per cui la capoclasse aveva scritto, ma finiscono per somigliare ad associazioni pseudo religiose o alla peggio a ritrovi di alcolisti anonimi.

4_ Gruppi stabili (uno dei miei si chiama Villa Arzilla) nei quali amici di vecchia data si scambiano messaggi, idee per il week end, appuntamenti. Il problema di questi gruppi è che spesso gli stili di vita di chi ne fa parte non coincidono più. Qualcuno si è sposato e vive tra casa, lavoro e impegni familiari, mentre altri sono single o single di ritorno e vivono una vita fatta di bagordi. Altri poi si sono trasferiti all’estero. Complice l’amicizia di lunga data e il pensiero (totalmente errato) che WhatsApp non sia invasivo, la gente si ritrova a scrivere messaggi a qualsiasi ora del giorno ma sopratutto della notte. Così, quello che fa una vita regolare e in fondo abbastanza monotona si sveglia al mattino alle otto e si ritrova una roba come 46 notifiche di messaggi. Nessuno dei quali è rivolto a lui.

C’è poco da girarci intorno: indipendentemente dalla loro natura, i gruppi di WhatsApp sono il male. Se potete evitateli come la peste e se proprio non potete, l’unica arma a disposizione resta quella di silenziarli.
Personalmente li ho silenziati tutti.
E voi? Quali sono i vostri gruppi? Come si chiamano? Raccontateci qualcosa nei commenti.

Credit immagine di copertina

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