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Milano è la prima Sharing City italiana: 5 esempi top

Un mese fa si è svolto aMilano The Collaborative Week, una 8 giorni a tema Sharing Economy che ha decretato la nostra come la prima Sharing City italiana. I trend topic di questo nuovo modello di business sono condivisione e collaborazione.
Saltando a piè pari il capitolo dedicato al carsharing, ormai un classicone aMilano, passiamo direttamente alle forme meno conosciute, ma che si stanno facendo progressivamente spazio. Dalla casa al marito, per finire col cane, aMilano è SHARING-ECONOMY-MANIA.

5_ HOME-SHARING

melrose
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Avete presente la serie tv anni ‘90 Melrose Place? Quella che raccontava le storie di un gruppo di giovani vicini di casa, con il denominatore comune del divertimento, che vivevano in un complesso di mini appartamenti con piscina? CHESTORIA.
Ecco, il cohousing porta aMilano qualcosa di simile. Un villaggio urbano costruito sulle necessità comuni, ma con il plus dell’abitazione privata. Si tratta di un nuovo modello abitativo (ed economico) basato sulle relazioni sociali con i vicini: tu fai uno sbatti per me, io ne faccio uno per te, e il sabato siamo tutti e due senza sbatti. Sembra surrealismo ma non è: aMilano ne sono nati già diversi, da Urban Village Bovisa (per cohouser con il grano) a Residence e Cosycoh (per cohouser che barcollano tra un contratto a progetto e una partita iva).
Insomma, fine delle storie con i coinquilini presimale e delle mini stanze a 500 eurini mese? SPEREM!

4_ HUSBAND-SHARING

gleeden
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Insieme alle pubblicità assurde tipo Chi è sergio? e Io ti cerco firmato Dio, per un po’ hanno abitato aMilano anche quelle di Gleeden, il sito dedicato agli incontri extraconiugali tra persone sposate. Secondo una ricerca rilasciata dal sito, a novembre, i milanesi (sposati) iscritti sarebbero 250mila (il 42% donne). MACELAFANNO?!

Il senso è divertirsi con i propri “simili” e limitare il rischio delle richieste nosense dell’altra metà, tipo smollare figli e famiglia in nome dell’amore. Così, se il marito Milanese Imbruttito passa le domeniche al campetto di golf o sul divano a comandare col telecomando il campionato della serie A, la moglie Imbruttita può darsi da fare con il marito di un’altra Imbruttita e così via. DISAGIO IN LOOP. Comunque, pregiudizi morali a parte, se volete provare l’husband-sharing scordatevi la Carta Fedeltà e i punti Fidaty.

3_ IL GRANO-SHARING 
Milano è la fabbrica delle start-up e il crowfounding è una recente tendenza nata a favorirne la realizzazione. Come? Con le piattaforme dedicate e con il popolo dell’internet (sempre presobene e collaborativo) che caccia il grano. In pratica, scegli il sito di crowfounding che ti fa sentire più confident, carichi nella sezione dedicata il tuo PIANOB e speri che le persone contribuiscano a darti una mano.
E aMilano? Addirittura è il Comune a mettere a disposizione la prima piattaforma in italia di Crowfonding Civico. Sul sito c’è il bando, bisogna presentare progetti utili alla riqualificazione territoriale: si parla di App, ponti e strutture per accogliere il disagio cittadino. Quelli che riusciranno a ottenere più del 50% del valore del progetto verranno premiati dall’Amministrazione Pubblica, che sgancerà il resto. Insomma, tu metti l’idea… il Comune e i Milanesi il grano.

2_ IL PET-SHARING

petsharing
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aMilano ci sono molti single, e non sei un vero single se non hai con te un’animale da piazzare all’amico sfigato ogni volta che devi fare un weekendino fuori.
Proprio a favore degli amici sfigati nasce l’Associazione Pet-Sharing. Anche questa ha la sua base nel mondo dell’Internet e agisce tramite gps, mettendoti in contatto con persone pet-disponibili che terranno l’animaletto con sé mentre sei a raccogliere i funghetti ad Amsterdam.
È richiesta solo una quota associativa annuale per accedere alla crew-smolla-pet, e ovviamente la disponibilità a ricambiare il favore. NON FARAI MICA IL PRESO MALE?!

1_ IL BIBLIO-SHARING

Ovviamente non stiamo parlando di andare alla Biblioteca Civica come un Giargiana a prendere il libro per il weekend con la tessera comunale negli orari prestabiliti dal Comune, ma di BiblioShare, una community del libro a KMZERO, aperta quando vuoi e in cui puoi trovare anche il best seller in cima alla classifiche del momento da leggere gratuitamente. Quello che ti serve è una connessione a internet e vivere nella zona giusta (culturalmente parlando) diMilano.

Se leggendo vi è venuta in mente un’ideona a tema sharing e volete fare due chiacchere-real con qualcuno di presobene sul tema, la base milanese dello sharing per i prossimi due anni è CO-Hub (vicolo Calusca 10, zona Porta Ticinese). Noi vi abbiamo avvisato.

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