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Fuga dal Natale nei cinema diMilano: a ognuno, il suo Imbruttito

Tutto l’anno a dirsi “Eh, ma di andare al cinema non ho mai tempo, ma dove lo trovo?”. Se poi preferite bervi due Negroni invece di pagare il biglietto per l’ultimo film di Alessandro Siani, non possiamo biasimarvi. Anzi, brindiamo alla vostra. Ora però, basta scuse. Arrivano i giorni migliori per rifugiarsi in sala e scappare dalla quindicesima cena coi parenti. Ma lo sappiamo benissimo che non c’è storia più splatter di quella che racconta vostra zia sulla sua unghia incarnita. Brividi veri. Anche se non arrivate ai titoli di coda.

Prima però di inaugurare l’abbonamento cinema che vi regaleranno a Natale e che poi resterà lì a marcire nel comodino, scegliete bene “cosa”, ma soprattutto “dove”. Ogni Imbruttito ha il suo cinema di riferimento: quindi, se pure questo Natale devi imbruttirti, fallo nella sala giusta.

1_ Anteo

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Perfetto per fare colpo su persone che amano il “cinema d’autore”, anche se poi lì ci fanno i film di Castellitto e della Mazzantini, quelli sul razzismo così politically correct da far bestemmiare anche Mandela e Martin Luther King. Tanto, alla fine, “se li hanno messi in programmazione all’Anteo, saranno belli, no?”. Ottima meta per le serate invernali. Dovesse fare troppo freddo, basta accoccolarsi sotto i visoni delle sciure della Milano Bene. Attenti a scegliere il film giusto, però: quelli con scene di nudo, attirano i fastidi del pubblico meno progressista. Ad esempio, durante la proiezione di Vita di Adele, c’era chi, alla seconda scena di sesso, se ne uscì così: “ Ma basta con questa roba qua eh!”. Probabilmente, si aspettava un biopic sulla cantante. Bigotta.

2_ The Space

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Siamo ancora tutti un po’ disorientati. Per noi rimane “l’Odeon”, quello in galleria. Il nome è cambiato, alcune cose invece non cambieranno mai: il pavimento appicciaticcio come quello dei vecchi cinema porno – ma sono solo caramelle e popcorn, una cosa sporca ma in un altro modo, solo letteralmente – le code infinite e le cassiere presemale. Durante la visione di Godzilla, uno zarone latinos molto simpa, mimando pugni allo specchio durante l’intervallo: “Godzilla es el plu forte del mondo. Godzillaaaaa!”. Non gli si può dare torto. Le scene di nudo, soprattutto quelle dei cinepanettoni, qui non scandalizzano nessuno. Unico neo: non accettano i biglietti del cinema Esselunga, quelli che si ottengono con i punti fragola. Peccato.

3_ Cinema Colosseo

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Il Milanese Imbruttito più campanilista, lì al Colosseo, nemmeno ci va. Troppi brutti ricordi a sud del Po’.

Se si riesce a trovare parcheggio in zona Montenero, basta entrare a godersi il film. Questo però non accade quasi mai: si smadonna e si parcheggia in seconda fila, si entra di corsa ma il film è iniziato da più di quindici minuti. Pieni di rabbia, la multa sul cruscotto è assicurata. Si finisce al Mom, ad ammazzare l’amarezza in una birra. Che poi diventano due: le birre e le multe. Anche lì, parcheggio assassino in seconda fila. Vigili urbani, state a sentire: gli slanci culturali vanno incoraggiati, non puniti. Le reazioni alle scene di nudo, non pervenute: tanto non si riesce mai a vederlo, un film.

4_ Uci Cinemas

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Vale per il Certosa, per il Bicocca e per tutti gli altri. Come per gli aeroporti, quella roba di “non-luoghi” e mancanza di identità che vi ha fatto rimorchiare per venti minuti all’Uni, vale anche per gli Uci. Ristoranti mega “junk food”, burger e messicani, paccottiglia pazzesca e persino – al Bicocca – una bocca della verità di pregevolissima fattura. Spesso ingiustamente bistrattati, dagli UCI non bisogna certo pretendere l’ultimo Wim Wenders in lingua originale – la lingua della noia, universale dappertutto. Almeno, però, potete godervi un horror a mezzanotte mangiando burritos. Mentre ai vostri amici con giacche e vedute simili a quelle di Giolitti, toccherà soffocare gli sbadigli davanti all’ultimo film del duo Castellitto e Mazzantini.

All’Uci le scene di nudo hanno parecchio successo. Anche nei bagni, spesso.

5_ Eliseo

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Non solo dalle cene coi parenti: L’Eliseo è anche il rifugio ideale dallo shopping natalizio, che si articola in quella Salerno-Reggio Calabria di passanti che è la zona Colonne/Via Torino. Nascondetevi, approfittando della posizione tattica “a rientrare” del cinema, in una delle sale. Lì fuori, anche un solarium bello zarro, nel caso voleste rendervi irriconoscibili alla fidanzata/o malata  di shopping. L’Eliseo accetta i biglietti del cinema Esselunga. Chi l’avrebbe mai detto che tutte quelle patatozze e quei birroni avrebbero assecondato i vostri slanci culturali? Molto meglio dei vigili urbani.

6_ Apollo

apple store
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Non è ancora diventato un Apple Store? Firmate la petizione, nel caso, e mandatela alla persona che vi piace. Così scappate dalla cena coi parenti per un paio di limoni. Un altro tipo di intrattenimento, ma non per questo meno valido.

 

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