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I tram diMilano se la viaggiano più di noi: le “perteghette” in giro per il mondo

C’è un po’ diMilano dappertutto, e non è solo un modo di dire. Non come quando si dice “La felicità si sente nell’aria”: i cuori che si materializzano fisicamente sopra le nostre teste quando siamo felici, purtroppo, non li hanno ancora inventati. Aspettiamo Google, ma nel frattempo non prendiamo ogni cosa  letteralmente.

Anzi, prendiamone solo tre di lettere: ATM. I milanesi hanno un rapporto a dir poco controverso e conflittuale con l’azienda dei trasporti pubblici milanesi. Tra ritardi, scioperi, multe infide come calcioni a gioco fermo con l’avversario a terra, appostamenti dei controllori che nemmeno Rambo se combattesse in via Meravigli, spesso sono più gli insulti dei sorrisi. A volte, insulti sorridendo, al massimo. Per capirsi, l’ATM su Facebook ha una “reputation” tipica dei personaggi più discussi della cronaca nera italiana: pro o contro, ma vincono i contro, esattamente come per la Franzoni.

Bisogna dire la verità, però. Ci possono essere delle incomprensioni, come in tutte le storie d’amore, ma alla fine non si possono mica scordare le cose belle. Perché l’amore, come in ogni commedia romantica che non vorremmo guardare – ma alla fine ci caschiamo con tutte le scarpe-di gomma, così le lacrime scorrono via in un attimo – si rimette sempre sui “binari” giusti.

I tram diMilano, quelli vecchi non quelli nuovi, brutti veri e scomodissimi, sono uno spettacolo. Sono una figata. PUNTO. Si chiamano “Serie 1500”, ma sono noti come “ventotto”. Costruiti dal 1927 al 1930 in 502 esemplari, vanno ancora che è una meraviglia, anche se ne girano molto meno. Ma girano a testa alta.

Sono molto stilosi: infatti percorrono il centro e si abbinano alle pellicce delle sciure bene e ai sacchettoni eleganti dei negozi di Montenapo.

Forse non tutti sanno, però, che anche i tram diMilano “dettano moda”. Li si trova qua e là in giro per il mondo. Ecco alcuni esempi, così se volete partire, ma avete paura possiate avere nostalgia diMilano, sapete dove andare.

1_ BRUXELLES/ MADRID

tram madrid
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Negli anni ’30, Bruxelles, non era famosa solo per cioccolato, birra e cozze. Un altro vanto, erano i tram milanesi. Una sola unità, venduta dalla Breda, ha circolato in giro per la capitale belga dal 1929 al 1935. Erano bei tempi, sobri e in bianco e nero. Poi, forse a causa del freddo, la vetttura ha traslocato a Madrid, dove si è sentita a casa fino al 1965 -alcuni dicono fino al 1972, gli anni d’oro della movida spagnola. Vero, se andaste ora a Bruxelles o a Madrid, niente tram de Milan. Ma non eravate tutti fissati con Ritorno al Futuro un paio di mesetti fa? Allora inventatevi qualcosa, no? Sennò è facile parlare, così son bravi tutti.

2_ MELBOURNE

tram melbourne
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Più lontano di così, devi solo chiedere alla NASA l’affitto di uno shuttle per Marte. Ma conoscendovi, aspettereste un improvement del servizio di Car2Go ed Enjoy.

Anche in Australia c’è un pezzo di Milano. E vista la quantità di milanesi che cercano fortuna lì, come un Alberto Sordi che le vocali le pronuncia apertissime, c’è la concreta possibilità di ascoltare un “Oh Mia Bèla Madunìna” canticchiato con la voce rotta dalla nostalgia, nella terra dei canguri. Il tram che circola a Melbourne, è il modello “1692”. Ma se capitate da quelle parti, lo riconoscerete anche senza star lì a cercare il numero di matricola.

3_ SAN JOSE

tram milano 3
Il tipico clima di San Jose, California. Credit immagine

Il sole della California, la produttività creativa della Silicon Valley, una squadra di hockey che ha nel crest uno squalo. Ma perché non ci siete ancora andati a San Jose? Se la storia della squadra di hockey con lo squalo vi ha fatto venire voglia di partire, prendete il tram per andare allo stadio. Anche se dovesse fare un altro percorso e non passare nei dintorni dello stadio, che vi importa? A voi l’hockey nemmeno piace.

4_ SAN FRANCISCO

tram san francisco
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Chiudiamo in bellezza e con l’abbondanza che tanto ci piace. La città della beat generation, tutta sali e scendi, parla un bel po’ di dialetto milanese. Le “perteghette” in servizio nella città di Ginsberg, sono ben 35. I tram milanesi si rifanno una vita in America: perché alla fine, c’è una seconda possibilità per tutti, mica solo per gli esseri umani. Una morale finale un po’ stantia, come i panettoni da discount che alcuni comprano a Natale per risparmiare. “Alcuni”, ma di certo non noi.

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