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Note d’amore per Milano: 5 canzoni belle belle dedicate alla città

Ogni città ha il suo cantautore. Ogni città di dimensioni ragguardevoli, perché non siamo sicuri che qualcuno abbia dedicato canzoni a Proserpio, paesino di 900 abitanti nel comasco. Forse sì, qualcuno l’ha fatto ma non lo conosciamo e Last.fm non può aiutarci, nemmeno Spotify.

Se Roma fa la voce grossa- quella di Califano e Venditti, ad esempio-, Milano certo non sta a guardare. Abbiamo una tradizione musicale che non teme il confronto con nessuno e la città, discreta com’è, anche se è stata immortalata con note –musicali- di merito tante volte, non se l’è mai menata. L’umiltà dei grandi. Abbiamo scelto alcune canzoni, quelle più significative per noi, che vi faranno venir voglia di andare a comprare vinili il 27 dicembre. Ricordatevi, nel caso, che il giradischi che avete in sala non funziona, è solo ornamentale. Vi serve per fare colpo, poi la musica la fate partire dal computer. Così digitali, ma così analogici: che roba struggente.

N.B.: non ci sono Gaber e Jannacci. Ma solo perché li amiamo troppo e non avremmo saputo scegliere. Tutto qua.

Milano: Lucio Dalla

Anche chi a Milano non ci è nato, può amare la città fino in fondo, con tutte le sue contraddizioni. Il grande Lucio Dalla, le dedica una canzone “bella come le vie di Brera la mattina di una giornata d’agosto” (licenza poetica, riproduzione riservata). Cosmopolita, sempre in movimento, così la vede il cantautore bolognese. Comunque, una città che lo prende allo stomaco. Come tutte le cose belle e complesse, non come una peperonata rimasta indigesta.

Milano e Vincenzo: Alberto Fortis

Una storia d’amore finita male, una delusione, delle ferite che solo Milano può lenire. “Fredda, frenetica e senza pietà”, lo dici a qualcun’altra. Fortis lo sa. A non capirlo, son solo quelli che non sanno amare. Lacrimoni. La canzone, in realtà, è stata scritta da Fortis contro un discografico con cui si era preso male. Ma a noi, che interessano poco i retroscena se rovinano la magia, piace di più concentrarci sul metaforone/storia d’amore.

Il ragazzo della Via Gluck: Adriano Celentano

Prima di diventare un guru ambientalista e un predicatore da bar di provincia, Adriano faceva musica e film molto belli e particolari- tipo Yuppi Du. Era così avanti già allora, che ha fatto un po’ il giro, forse. Questa è un delle sua canzoni più famose: c’è la nostalgia di una Milano che fu, con il verde un po’ sparso prima della cementificazione, nella via dove Celentano è cresciuto, a Greco, che non è solo un ristorante ma anche un quartiere. Canticchiata spesso, anche ai concertini-saggio delle scuole medie.

 

Milano, Milano: Articolo 31

“Sei troppo bella per dirti addio”. Vale per tante cose, figurati se non vale per Milano. Che lo sappiamo che quando sei a Malpensa e stai per partire, già ti mancano pure i ticket della ZTL. Alla fine, Milano è una religione più che una città. Il suo nome lo nominiamo spesso invano, ma ci crediamo tantissimo pure quando ci incazziamo.

Un Romantico a Milano: Baustelle

 

Perfetta da ascoltare in cuffia in un bar del quartiere Isola o anche meglio, in Brera. La canzone, infatti, è dedicata a Luciano Bianciardi, un toscanaccio che a Milano è diventato grande scrittore e che la città un pochettino la amava, un po’ la odiava. La vita era più agra allora, forse, nonostante non ci fosse Expo. Una canzone piena di citazioni che ha fatto innamorare tante studentesse di Lettere. Ma ha fatto innamorare anche noi, inutile negarlo.

Credit immagine di copertina

Il Milanese Imbruttito

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