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Cooking show e MasterClass: 5 motivi per cui l’Imbruttito si prende bene

Ci risiamo, è ricominciata la psicosi Masterchef Italia, il principe di tutti i Cooking Show. Chi vincerà questa edizione a colpi di sfide all’ultimo uovo in camicia, sfilettamenti di branzini e, novità delle novità, pacche sulla schiena degne di Bud Spencer?

L’Imbruttito ovviamente ama pagare per avere un servizio tailor made. Quindi, parabola sul tetto e impianto di ultima generazione installato nel loft. Non ci si può perdere nemmeno un passaggio di ciascuna ricetta, mentre in dolby surround viene pompato nelle casse il celestiale suono delle planetarie ultrafighe assegnate in dotazione ai concorrenti. Proprio quel modello è lì intonso, in bella mostra sulla penisola del living.  Grande oggetto di design!

Durante le pause caffè in office sorgono parecchie incomprensioni con i colleghi “tacca”, dalle abitudini televisive giargianiche. Dopo discussioni animate sul concorrente che non si ricordava come si fa la pasta brise’ (“Maseifuori? era la sfoglia ed era una donna! Ne sono certo al millepercento”), qualcuno di meno invasato ricorderà ai duellanti che uno di loro si sta riferendo all’edizione precedente, in replica aggratis sul digitale terrestre.

Qui non vogliamo disquisire su quale dei giudici sia il più simpatico o su chi uscirà alla prossima puntata. Vogliamo solo rilevare quali sono i topics che rendono l’Imbruttito irresistibilmente attratto da questi format (e da programmi similari attinenti comunque al mondo del food). Vedrete, è una passione incontenibile.

1_Il lavoro – “Almeno questi si sbattono”

1_il lavoroCredit immagine

Mentre i Reality Show generalisti pullulano di gente che non fa un c***o, spaparanzata in piscina o su di un’isola a mangiare noci di cocco, qui i concorrenti sono operativi e sgobbano come muli per inseguire un sogno. Che sia il desiderio di prendersi una rivincita sulla vita, l’evoluzione di una passione, la volontà di cambiare mestiere (o di averne uno per la prima volta), l’hard work è condizione necessaria per imporsi sugli avversari e intraprendere la strada del successo. L’Imbruttito gode quando i concorrenti si sporcano le mani pulendo un pesce, si tagliano con un maxi coltello o si grigliano la faccia nelle prove in esterna. Serve per crescere! In ogni caso THE (COOKING) SHOW MUST GO ON.

2_Il carisma del Capo – Lo CHEF (meglio se pluristellato)

2_craccoCredit immagine

Tutti sognano di essere cazziati di brutto da un capo carismatico come gli Chef Stellati che “bucano” quotidianamente lo schermo. Autentiche icone di successo capaci di trasformare quei quattro ingredienti buttati lì a caso nel frigorifero in un piatto sublime. Le biografie di questi personaggi, a partire da quando a cinque anni osservavano la nonna impastare, vengono ripetute incessantemente; le librerie pullulano di bestseller sulla corretta cottura del piccione o sulla pasta e fagioli (l’importante è la foto in copertina accompagnata dal fascino della giacchetta di ordinanza); sul web spopolano gli aforismi, manco fossero il Dalai Lama; le massaie (e non) sbavano dietro a cotanti filetti di uomini. Qualcuno inizia a ventilare l’ipotesi di introdurre lo studio dei comportamenti di Cracco in HK all’interno del programma di qualche master bocconiano, al fine di motivare gli aspiranti manager di qualche cosa. Altri criticano un celebre spot sulla patata dicendo che al limite è roba da pornoattori. STATUS (AND SEX) SYMBOL

3_Business is Business – Il fatturato si impenna

businessCredit immagine

Non si può negare. Di cash ne gira parecchio e l’Imbruttito si esalta ogni volta che riesce a beccare il  passaggio di un prodotto  “inserito per finalità promozionali” (la funzione ferma immagine conferisce la giusta sacralità al momento). Inoltre, il Cooking Show si presenta come società di consulenza gastronomico/finanziaria in ogni stadio della vita aziendale di un ristorante. Si parte dalla Start Up con possibilità di acquisire finanziamenti importanti per lanciare un’idea vincente, passando per sfide tra quattro ristoranti avviati per ottenere cifre a fondo perduto da reinvestire nell’attività. Si può inoltre scongiurare l’Incubo del fallimento sfigurando davanti a tutta Italia (o USA) facendosi  ristrutturare il locale e resuscitare nel giro di tre giorni. Grazie a piatti “semplici, veloci, colorati e bbuoni” inseriti nel menù e a due ricette cucinate in affiancamento allo Chef, si passa da sguatteri a professionisti provetti. ADIOSSS!! direbbe il grande, in tutti i sensi, Antonino.

4_La competizione sfrenata – il Risiko del frullatore

risikoCredit immagine

Mentre nelle prime edizioni i format erano concentrati più sugli aspetti tecnici e sulla bravura individuale in cucina, ora le regie stanno evolvendo verso una narrazione fatta di intrighi, moti carbonari e congiure di fornello. Le notti dei lunghi coltelli sono raccontate attraverso confessionali infuocati e vengono introdotte regole volte a fomentare l’odio reciproco (“puoi decidere tu chi mettere in difficoltà, non sprecare questa occasione”). Ogni battuta maligna scambiata sottovoce tra i concorrenti viene captata, amplificata e trasmessa con i sottotitoli. La somiglianza con qualsiasi ambiente di lavoro competitivo è tale, che presto l’Imbruttito decide di schierarsi con una o con l’altra cordata. Ricordiamoci sempre però che, come chiosa il grande Joe, alla fine ne resterà soltanto UNO e quindi, WATCH YOUR BACK.

5_L’orgasmo dell’efficienza – la deadline impossibile e l’umiliazione del fallimento.

il-più-grande-pasticcereCredit immagine

“Per replicare questo dolce alla perfezione avete solo cinque minuti e ne son già passati sei. In dispensa potete trovare delle macchine del tempo, ma solo chi sarà più veloce riuscirà a prenderle”. Gli altri dovranno cucinare bendati e su una gamba sola con il maestro pasticciere alle calcagna, pronto alla cazziata siderale nel caso si sfori la dose di farina di ben un microgrammo. Inutile dire che osservare un tale tripudio dell’ottimizzazione di risorse rende l’Imbruttito fiero dell’avere investito la serata davanti alla televisione. TU VUOI CHE IO MUORO?

Credit immagine di copertina

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