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Le 7 scuse dell’Imbruttita per ordinare delivery food per una settimana

Ciò che nella vita ci salva sono le auto-giustificazioni. Non c’è nulla di meglio di un «avrei voluto, ma non ho davvero potuto fare altrimenti» per mettere al riparo la propria coscienza da eventuali recriminazioni amorose, lavorative, amicali o alimentari. Sì, le auto-giustificazioni sono una grande e accogliente panacea in cui ci si rifugia anche quando c’entra il cibo, e qui di cibo, appunto, si parla. Ho vissuto di delivery food per una settimana, e non me ne vergogno. Non avevo altra scelta, sul serio. Sono sopravvissuta, sto bene e sono sazia, non fosse che il mio giro-coscia è evidentemente aumentato di qualche centimetro di troppo, e ora non entro più nei miei jeans preferiti. Poco male, prima di andare a correre al Parco Ravizza con i bocconiani, è meglio passare in rassegna le sette scuse che chi tende ad abusare di Deliveroo utilizza… e sperare che nel frattempo la nostra fantasia ne trovi di nuove, anche migliori.

 

1_ «Non ho avuto tempo di fare la spesa»

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Non è colpa mia se aMilano i supermercati chiudono in media alle 21. Stessero aperti almeno un’ora in più, come negli Stati Uniti, il problema non si porrebbe. Ma se un cristiano deve lavorare fino a tardi e quando torna a casa trova il frigorifero vuoto, cosa deve fare, digiunare? Questa, signori, è una questione di civiltà, e l’unica alternativa percorribile è – ahimè – ricorrere a una cara, vecchia e puntuale consegna a domicilio.

 

2_«Domenica a pranzo voglio il pollo arrosto»

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Se il vostro fidanzato esordisce con questa bizzarra richiesta durante un qualsiasi sabato sera, mentre state (già) mangiando, non avete scampo. Trascorrere la domenica mattina cercando volatili arrosto in giro per la città non è un’ipotesi percorribile, ed è il terrore di questa eventualità a ricordarvi che – proprio vicino a casa vostra – c’è un ristorante specializzato in polli, e che tale paradiso del pollo è servito da Deliveroo. Il gioco, anche questa volta, è fatto.

 

3_«Ho chiamato il ristorante, ma non hanno posto»

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Se in un anonimo lunedì avete in programma di vedervi con un’amica per spararvi una cena a base di sushi, chiacchiere e vino, ma il vostro ristorante giapponese di fiducia è preso d’assalto non si sa per quale motivo, non avete che una possibilità a disposizione. Indovinate qual è.

 

4_«Devo vedere Vinyl e ho bisogno del classico cibo da mangiare davanti alla tv»

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Ora, non so voi, ma io ho atteso Vinyl con la stessa impazienza con cui da piccola aspettavo la gita di terza elementare. Roba da conto alla rovescia. Quindi, il giorno della prima puntata non volevo distrazioni, soprattutto alimentari. O, meglio, volevo sì mangiare, ma senza sbattimenti di dover tagliare, affettare, condire etc. La risposta più ovvia è stata un bicchierone di noodles con dentro la qualsiasi. Ah, il biscotto della fortuna recitava «Raggiungerai il tuo scopo grazie a un piccolo aiuto»: nulla di più pertinente.

 

5_«Piove»

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Se la consueta uscita settimanale con la vostra migliore amica è messa a repentaglio da un meteo infame, siete entrambe in motorino e non avete c***i di arrivare dall’altra parte diMilano per provare quel locale nuovissimo che ha appena aperto, avete soltanto una soluzione a portata di mano. Rimanere a casa, aprire quella bottiglia di Dolcetto d’Alba che giace intonsa nella credenza e strafogarvi di hamburger e patatine fritte recapitati ancora caldi in meno di mezz’ora dall’ordine. Perché la vita è troppo breve per mangiare (sempre) sano.

 

6_«Devo espiare, ho bisogno di qualcosa di veramente light»

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Il post-hamburger si fa sentire. Con gli interessi. Non avendo più il metabolismo di una ventenne, il giorno successivo all’abbuffata di junk food è dedicato all’espiazione dei propri peccati alimentari. Il rischio di aprire il frigorifero e iniziare a spalmare sul pane strati spessi di Philadelphia buttandoci sopra fette di salmone o di prosciutto crudo è troppo alto, così decido che la categoria “Healthy” è il mio personale salvacondotto per pareggiare le calorie ingurgitate la sera precedente. Riso in bianco (poco) e (pochissimo) polipo con (molte) verdure. Ed è subito fame.

 

7_«Sono in hangover, se non mangio qualcosa subito credo morirò»

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Svegliarsi il sabato mattina e avere un gruppo di mariachi al posto del cervello, che si divertono a suonare le loro marimbas all’altezza delle vostre tempie, è la quintessenza del fastidio. Se poi si aggiungono a questo anche un vago retrogusto di gin tonic ancora in bocca e un misto di nausea-fame-vuoto-nello-stomaco, la situazione diventa davvero insopportabile. Dato che la forza di mettersi ai fornelli o di uscire non ce l’ha nessuno, ordinare i due bagel più unti e farciti del menu corredati di patatine fritte è il gesto più logico e sensato che potrete compiere. Almeno per rientrare in grande stile nel girone infernale dell’alcol in tempo per l’aperitivo.

Credit immagine di copertina

Articolo scritto in collaborazione con Deliveroo

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