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I cinque motivi per cui l’Imbruttito e Siri non potranno mai essere veri amici

Lo sappiamo tutti: non c’è Imbruttito che si rispetti che non utilizzi lo smartphone dal primo minuto in cui si sveglia a poco prima di andare a dormire. Va da sé, anche in macchina, perché il cellulare suona sempre e qualsiasi tratta è buona per ottimizzare e fare una telefonata di lavoro o mandare un sms. A chi si stupisce di ricevere messaggi sapendolo alla guida nel traffico caotico, lui risponde brillante: “Uè, io uso il Siri!”. Il Siri è diventato la sua segretaria (parliamo al femminile perché femminile è la voce) personale, che interpella per ogni cosa, come un piccolo HAL (come nel film “2001 – Odissea nello spazio”) a cui affidarsi fiduciosi. Peccato che HAL si rivelasse alla fine poco amichevole e – come lui – anche Siri qualche problemino, nel rapportarsi con l’Imbruttito, ce l’ha. Così, davanti all’apparente sicurezza dell’Imbruttito con i suoi amici, in macchina in realtà si scatena l’inferno. Ecco cinque tra i motivi per cui la loro non potrà mai essere una vera, profonda e duratura amicizia:

1_”Chiama laChicca”

telefono R

L’Imbruttito proprio non riesce a realizzare che i programmatori degli smatphone non impostino il gergo milanese. Se “laChicca” è registrata in rubrica con il nominativo di Chiara Colombo, il povero Siri non potrà che rispondere “Mi dispiace, non trovo la Chicca tra i tuoi contatti”. L’Imbruttito neanche a dirlo andrà in sbatti e comincerà a litigare col Siri: “Come, non la trovi? LaChicca è laChicca!”, cominciando a cercare il suo contatto in rubrica e imprecando a mitraglia. “Eccola qua: “Chiara Colombo”, ci voleva tanto?”

Disciules!

2_”Scrivi un sms a…”

DETTATO R

Questa è una frase che l’Imbruttito sa già di non dover pronunciare mai. Perché, anche qualora Siri capisse al volo il destinatario del messaggio, con questa applicazione fornirebbe all’utente dai 2 ai 4 secondi per dettare tutto. Nel bel mezzo del discorso, ecco il campanello e la vocina indisponente: “Devo inviare il messaggio?” “Eh, no, figa! Sto ancora parlando!! Non senti che non ho finito?”. Ecco allora che l’Imbruttito aprirà manualmente l’applicazione dei messaggi e si limiterà a dettarli direttamente, bypassando il Siri. Le insidie però non sono finite. A messaggio inviato, troverà una sequela di errori ortografici da far venire i capelli bianchi. “Guarda te che adesso passo pure per analfabeta!”. Approfittando del primo rosso, invierà un altro sms di scuse (a mano) con la doverosa chiusura “Correttore di m…”.

Gnuranta!

3_”Che canzone è?”

CANZONE R

Da quando il Siri ha aggiunto l’applicazione Shazam, l’Imbruttito può avvalersi di un valido alleato le volte in cui per radio trasmettono una canzone che non conosce e non ci sia un DJ ad annunciarla. Figo! Tutto bene, dunque? Macchè: per definizione il cellulare dell’imbruttito suona sempre. Così ecco puntuale la chiamata di lavoro in arrivo alle 19.45, che interrompe l’ascolto del brano. Per tutto il tempo della telefonata, l’Imbruttito farà un countdown mentale dei minuti della canzone,  sperando di riuscire a chiudere prima che sia finita. Ovviamente, vana speranza. Il titolo non lo saprà mai.

NCS!

4_”Fissami un appuntamento….”

organizer R
Credit immagine

Se negli anni Novanta l’Imbruttito non poteva separarsi dal suo organizer Montblanc o Serapian, oggi lo conserva per vezzo e imposta comunque i suoi impegni anche nello smarphone. Peccato che, per via di incomprensioni linguistiche o di un’imprecazione tirata a uno che in quel momento passa col rosso, non sempre chiedere questo servizio alla segretaria virtuale si dimostra un’operazione agevole. Si presenterà quindi dal dentista il giorno in cui doveva andare al colloquio con gli insegnanti del suo junior. Ma tant’è.

Al prossimo fallo la licenzio!

5_”Cia’, raccontami una barzelletta…”

barzelletta R

Traffico bloccato per qualche oscuro motivo. Tutti i contatti di lavoro già chiamati. Gli amici anche. E quelli non ancora chiamati sa già che non ci sono. Alla radio, solo cose noiose. Tristezza! Inconcepibile solo l’idea di avere davanti 10 minuti di noia. E qui, la folgorazione: cia’, Siri, vediamo se mi tieni compagnia… “raccontami una barzelletta”. E il Siri, puntuale: “Cosa disse Isaac Newton quando gli cadde in testa la mela? – Strano, sono sotto un pero!”.

Vabbè, Siri, fissami anche un appuntamento dallo psicanalista. 

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