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I Corteggiatori Imbruttiti più molesti su Facebook: guida al riconoscimento

Essere corteggiate fa sicuramente piacere a tutte, però ultimamente sembra che Facebook stia diventando una succursale di Happn o Tinder. Tutto bene? Insomma… Se già nella vita reale il milanese non è proprio un asso nel corteggiamento, sul web la situazione gli sfugge spesso di mano, e – anche se magari (davvero?) le intenzioni sono buone – finisce spesso per ottenere l’effetto contrario a quello sperato. Ci sono poi alcune categorie di corteggiatori che per noi Imbruttite sono davvero moleste. Eccole qua:

1_ I #piacioni

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Li si riconosce subito perché nonostante l’inclinazione eterosessuale si fanno più selfie di Kim Kardashian. La loro raccolta di “foto profilo” in realtà somiglia molto di più ad un book fotografico scattato da Mario Testino che a un insieme di qualche foto carina e altre rubacchiate qua e là come normalmente ha il resto dell’umanità maschile. Insomma, i piacioni sono belli e lo sanno benissimo. Abituati a schiere di donzelle che ad ogni “buongiorno mondo” postato sul wall si strapperebbero le mutande, quando decidono di corteggiarvi si limitano spesso a un “ciao” o (peggio) ad uno smile. Se magari poi a voi non interessa il genere “manzo di prima scelta” o se magari avete da fare e non rispondete nel giro di dieci minuti, il piacione si offende e vi toglie immediatamente l’amicizia. Poco male. Addio.

2_ altra categoria molestissima sono i #poeti

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Quelli per farla breve che a ogni foto profilo che posti, anziché limitarsi a un generico complimento carino si inventano improbabili voli pindarici: si parte dagli scontatissimi “Sei una dea“, “Sei un’opera d’arte” per arrivare a robe tipo “I tuoi occhi come gioielli dalle cave del paradiso, hanno catturato la mia curiosità”. Roba che Dante si rivolterebbe nella tomba.

3_ al terzo posto ci sono poi i #pokeristi

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No, i giochi da tavolo stavolta non c’entrano, qua si parla di poke, probabilmente la funzione più inutile di Facebook. Ora, in inglese il poke è quel tap tap che si farebbe sulla spalla di un amico o di qualcuno per “attirare” la sua attenzione. Ecco, il “pokerista tipo” di Facebook manda un poke dopodiché sparisce senza una parola. Cosa ci dovremmo fare con un poke? Immaginatevi la stessa scena nella vita reale: sei in un bar per il solito ape dopolavoro e vedi una tipa che ti interessa: vai lì, le bussi sulla spalla mentre con l’altra mano reggi lo spritz e poi vai via. Minimo minimo lei penserà che sei un idiota. Ecco…

4_ la categoria più molesta di tutte, i #naturisti

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Capita magari di accettare un’amicizia da un qualche sconosciuto, magari ci si fanno anche due chiacchiere in chat oppure nemmeno quelle e poi, una notte, all’improvviso: sbadabam! Forse in preda all’ormone impazzito (loro) o più probabilmente a qualche delirio di onnipotenza, decidono che è finalmente giunto il momento che tu li conosca a fondo, molto più a fondo! E così apri la chat la mattina e ti ritrovi una foto delle loro grazie en plain air in tutto il loro – ehm -vigore. Questi pazzi qua (diciamolo) probabilmente si aspettano che noi donne al cospetto di cotanto splendore verremo folgorate sulla via di Damasco, quando invece la verità è che l’uomo che invia foto nude non richieste nell’immaginario femminile somiglia molto più al pervertito che si apre il soprabito al parco piuttosto che ad un uomo interessante e da conoscere. Sfido chiunque ad aver cuccato con una tattica simile. Sciò!

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