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Mamma, mi porti a giocare al parco? Le sei tipologie di Mamme Imbruttite outdoor

Ci risiamo: il traffico è aumentato a dismisura e grembiulini e cartelle sono spuntati improvvisamente tutti insieme come funghi. Naturalmente è ricominciata la scuola e sia che i vostri pargoli siano già a pieno regime o ancora nella fase dell’odioso “inserimento” (leggi una serie di orari stranissimi che man mano portano i bimbi all’orario completo e le mamme all’esaurimento), il classico doposcuola, condizioni meteorologiche permettendo, viene normalmente da passarlo al parco. A seconda dell’ubicazione della scuola, si sceglie il più vicino, così da non perdere troppo tempo tra andata e successivo ritorno a casa. Inutile aggiungere che aMilano le possibilità tra parchi, parchetti, campetti, piazzette, oratori ecc sono pressoché infinite. I due “polmoni verdi” più famosi e frequentati dalle Mamme Imbruttite restano però il Parco Sempione e i giardini pubblici in Porta Venezia: qui, genitrici di ogni classe, colore ed estrazione sociale si ritrovano così tutte insieme, spesso costrette a far conversazioni di cui, a volte, farebbero volentieri a meno. E però… Se desiderate riconoscerle sin dalla prima occhiata, ecco un prontuario delle tipologie che si incontrano più di frequente.

1_#Le espansive

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Incredibilmente, questa categoria di mamme esiste anche nella riservatissima Milano. I figli si conoscono oppure fanno amicizia direttamente lì, magari vicino alle altalene, e così due chiacchiere tra madri ci scappano sempre. Le espansive sono spesso le prime ad attaccare bottone, solitamente iniziando a parlare dell’età dei figli e della scuola frequentata (per i milanesi, caratteristica pressoché unica in Italia, la scuola frequentata dai figli è infatti uno status symbol che immediatamente classifica i genitori per reddito e provenienza). Dopo pochissimo tempo però le espansive, quando meno te lo aspetti, cominciano con una serie di domande personali magari inerenti il compagno e il conseguente “rapporto di coppia”. Alcune interlocutrici rispondono prima con luoghi comuni o frasi fatte (leggi aria fritta), dopodiché – forse rassicurate dalla tanta spontaneità – finiscono per mollare gli ormeggi e raccontare vita morte e miracoli di una vita di coppia che è spesso molto meno glam di come appare, finendo spesso fazzoletto alla mano a farsi un sano pianto liberatorio davanti a perfette sconosciute.

2_#Le swag e affini (Leggi: mamme famose)

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Capita spesso di vederle il lunedì, qualche volta insieme al marito calciatore per una volta prestato alla vita vera che, dal ruolo di attaccante o di terzino, si infila in quello di papà. Poi ci sono anche quelle famose per conto proprio: attrici o soubrette, veline, personaggi vari che lavorano in tv. Queste mamme, scese dal palcoscenico si rivelano spesso normalissime nella gestione dei figli e molto affabili con le altre presenti, a patto che qualcuna trovi il coraggio di rivolgere loro la parola. Difatti hanno tutte una caratteristica in comune: vuoi per qualità naturali e vuoi per ovvie esigenze del mestiere, le swag &co arrivano al parco perfettamente truccate, con la messa in piega appena fatta, indossando mise perfette e improbabili tacchi a spillo che si piantano nell’erba soffice ogni due per tre. I paparazzi appostati dietro le siepi ringraziano. Molte mamme normali, magari arrivate dal lavoro col tailleurino grigio da suora laica, spesso non si sentono all’altezza e finiscono per evitarle come la peste. Un consiglio: se c’è l’occasione, non tiratevi indietro, sono mamme come tutte le altre con (quasi) gli stessi nostri problemi.

3_#Le competitive

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Categoria particolarmente antipatica, include mamme che – oltre a cercare la competizione con le altre madri su qualsiasi argomento – incitano costantemente i figli a fare meglio, a dare di più. Anche nel caso in cui il piccolo si trovi su una automobilina elettrica, giocando a calcio con gli amichetti o facendo una corsa e si stia amabilmente godendo il momento, le competitive devono per forza suggerire dalla distanza e il modo migliore per superare l’avversario, per batterlo, per primeggiare sempre e comunque salvo fare le faccette deluse quando il piccolo non soddisfa le aspettative. Roba da manuale di psicologia o da film di Woody Allen.

4_#Le ansiogene

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Sottocategoria delle competitive, queste mamme non perdono mai di vista il loro bambino: mentre questo tenta di scorrazzare felice con i compagni, il sottofondo musicale costante è tutto un refrain di “Stai attento”, “Non ti fare male!”, “Guarda che così cadi” e via discorrendo. Nota positiva: non è raro che in borsa abbiano cerotti e disinfettante da poter chiedere in prestito quando noi mamme normali, in caso di sbucciatura, rimedieremmo con un po’ d’acqua presa alla immancabile fontanella.

5_#Le dirigenti

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Motivate forse dal senso di colpa dovuto ad orari assurdi ed eventi di lavoro inderogabili, hanno mollato per un paio d’ore l’ufficio determinate a rientraci più tardi. Arrivano direttamente da un consiglio di amministrazione, col tailleur di Armani, un mezzo tacco, due telefoni e un tablet. Si piazzano sulla panchina più lontana da tutte le altre mamme, mollano il figlio con gli amichetti e si mettono a fare una conference call con Londra. Se per caso qualche mamma nei paraggi alza il tono di voce, la fulminano con un’occhiataccia. Se uno dei gadget elettronici per caso si scarica, inveiscono contro la mancanza di prese perché, a dir loro, a New York o a Singapore, ormai le prese elettriche le hanno messe anche nei parchi… Sempre in bilico tra responsabilità, presenza altalenante e affetto, anche loro non sono da giudicare troppo negativamente… almeno, ci provano.

6_ #Le babysitter

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Le vedi camminare con passeggini, cani (perché già che ci sei portalo fuori) e magari bambini biondissimi e algidi, vestiti come fossero appena usciti dal Pitti Immagine Cimbo. Le babysitter hanno spesso la pelle più scura e quasi sempre si capisce che quei figli non sono esattamente “loro figli”, eppure, con un italiano strascicato, le esse dolci, le erre mancanti, si prendono cura di ragazzini non loro, affidatigli per volontà o – molto più spesso – per assenza di alternative da mamme che diversamente non potrebbero fare. E allora… beh, così Filippo Maria imparerà anche lo spagnolo.

A sto giro siamo stati troppo teneri? Può darsi, ma le Mamme restano mamme, anche quando sono Imbruttite.

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