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Il Milanese Imbruttito meets Linus

All’ultimo piano, nell’ultimo ufficio, ci aspetta Linus, per tutti il capo di Radio DeeJay. Ma come ogni storia che racconta un successo, l’inizio era pieno di incertezze, di sacrifici e di qualche rinuncia: “tra il ’76 e il ’78 mi hanno bocciato due volte. Dalle 8 alle 5 andavo in fabbrica, poi a scuola e la sera in radio. Quando finalmente ho finito le superiori, la mia ragazza mi ha mollato, l’aspirazione di fare la radio le sembrava poco seria… Cosa ha fatto? Ho mollato il lavoro in fabbrica e ho deciso di fare solo quello, solo la radio.” Da allora è passato un po’ di tempo e il ragazzo di periferia è diventato una vera e propria istituzione diMilanoMilano, tanto da essere nominato Consulente del Comune.

Come è iniziata questa nuova avventura? Hai già dato qualche dritta per migliorare la situazione in città?

Con grande entusiasmo… anche se la politica non è il mio campo e mi sta già sfinendo! Di sicuro mi occuperò del Capodanno, elemento distintivo per tutte le grandi città ma che qui è poco considerato. Oltre al concerto in Piazza Duomo, si può fare di più. Poi c’è l’idea del Sindaco di fare una settimana della musica, che sto provando a concretizzare e mi piacerebbe portare a Milano quello che ho visto a Londra: una giornata dedicata alla bicicletta, non solo quella competitiva o quella con il cestino, ma tutto il mondo che ci sta in mezzo.

Questa è la visione del Consulente, ma il ragazzo come vedeva la città? Quali sono i tuoi primi ricordi di Milano?

Ricordo la prima volta che sono venuto a Milano in motorino, avrò avuto 14 o 15 anni: l’equivalente di fare oggi un viaggio in moto fino a Capo Nord. In un modo o nell’altro sono arrivato fino in centro. Poi la prima fidanzata a Milano, che mi costringeva a un pendolarismo d’amore, e infine la radio. Le prime radio in cui lavoravo erano in periferia, poi dagli anni ’80 mi sono stabilito qui e sono diventato milanese.

Linus e la radio adesso sembra un binomio scontato. Ma qual è stato il momento in cui hai capito che potevi davvero realizzare il tuo sogno, che fare la radio sarebbe stato davvero il tuo lavoro?

Nel mio caso, i momenti sono stati due. Quando, finite le superiori, la ragazza mi ha mollato proprio perché guardava con un certo fastidio questa cosa della radio e io allora ho molato il lavoro e mi sono dedicato a tempo pieno alla carriera radiofonica. E poi circa 6 anni dopo, nell’’84. Avevo girato tutte le radio del milanese, facevo serate in discoteca e la produzione per altre radio. Guadagnavo bene ma non cambiava mai niente, così l’estate di quell’anno sono partito per le vacanze dicendomi che una volta tornato mi sarei messo a cercare un lavoro vero, più serio, continuando a fare radio solo per passione. Invece arrivo a casa e trovo una chiamata di Cludio Cecchetto che mi chiede di venire qui a Radio DeeJay… ad ottobre trasmetto da Radio DeeJay e presento DeeJay Television su Italia1. Incredibile!

Oggi fai coppia fissa con Nicola Savino. Hai avuto altri partner radiofonici?

Nicola è l’unico con cui abbia fatto coppia fissa. Nel ’94 sono diventato direttore di radio DeeJay e dopo un paio d’anni abbiamo iniziato a trasmettere insieme. È successo quasi per caso: lui bazzicava la radio, abbiamo fatto qualche piccola gag e poi siamo andati in onda stabilmente in coppia. È la prova di come una componente di casualità nella vita ci sia sempre: un’alchimia come la nostra non la puoi creare artificialmente, o c’è o non c’è. Da allora quasi nessuno va più in onda da solo, abbiamo formalizzato una tendenza che ha fatto scuola.

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La radio è musica, spettacolo, informazione, è molto cose diverse. Cosa ti ha conquistato di questo mondo e cosa continua a piacerti? C’è anche qualche sbattimento che non sopporti?

Ho iniziato al 99% per la musica. Negli anni ’70 ce n’era tanta, tantissima. C’era ancora il rock e stava nascendo la disco music, la musica divertente che poi trasmetteranno tutte le radio. Oggi è ancora importante per me, ci sto attento, però la musica non è più l’elemento centrale, è la parola. La possibilità di raccontare e commentare le notizie. Qui godiamo di assoluta libertà, possiamo parlare liberamente e di tutto. La radio va bene e nessuno mi ha mai detto cosa posso o non posso dire… è un privilegio di pochi. Forse anche per questo non vedo sbattimenti.

 

Invece anche tu, come tutti i milanesi, devi affrontare gli sbattimenti quotidiani. Quanto ti fa girare i maroni:

 

La cassiera lenta al supermercato

 

Scatta la parculaggine: essendo un personaggio, le cassiere sono sempre gentili con me, anche perché io sono sempre gentile con loro. Se il personaggio vuole essere trattato bene ed è pure stronzo, si merita di aspettare!

 

Quelli che applaudono quando atterra l’aereo.

 

Ce ne sono ancora, soprattutto su tratte minori: persone che prendono poco l’aereo e/o hanno un po’ strizza. Io sono un pendolare del Linate/Fiumicino, solo passeggeri imbruttiti: finisco di trasmettere a mezzogiorno, il taxi già mi aspetta, alle 12.30 sono a Linate, il biglietto è pronto (sono socio del Club SEA), passo i cancelli e ho anche il tempo di prendermi un panino. Alle 13.00 decollo e alle 15.00 sono a rapporto. Rimango circa tre ore e prendo il volo delle 19.30. Alle 21.00 sono a casa a mangiare, aMilano. E mentre volo, spero di non incontrare nessuno che conosco… perché per un’ora mi dovete mollare. Per fortuna gli altri passeggeri sono nella mia stessa condizione, parecchio imbruttiti.

 

Quelli che fanno conversazione in ascensore.

 

Io attacco bottone facilmente: quando prendo il taxi, spesso ci rimango male se il taxista non parla. Quindi, eccezion fatta per il Milano-Roma, sono io quello che parla.

 

Il portinaio che fa troppe domande

 

Non mi disturba. Solo il cameriere che esagera a simpatia mi prende male. Dopo mezz’ora che è lì in piedi di fronte a me, mi viene da dire: ma cos è che vuoi? Sono qui a farmi i fatti miei, no?

 

È peggio chi frena con il verde o il pedone che attraversa col rosso?

 

Sicuramente chi frena col verde, il verde è sacro. Una volta che ce l’hai, non me lo puoi far perdere!

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Prima di salutarci, consegnamo a Linus un suo ritratto, opera di ManBott, artista decisamente smart che spacca di brutto, e ci complimentiamo con il nostro ospite: capace anche nel ruolo di intervistato e decisamente imbruttito.

 

Oh, ma sai chi è veramente imbruttito? Quelli in scooter, ieri ho dovuto attraversare Milano… mi sembrava di essere in mezzo a un gran premio! Dovreste fare una puntata solo su questo, o sul volo Milano-Roma.

 

Non facciamo ancora puntate, però se c’è un buco tra le 17 e le 18 potremmo iniziare a parlarne su Radio DeeJay… sai, tornando alle casualità della vita! (vi faremo sapere ndr)

 

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