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I colleghi da sclero dell’Imbruttito: chi sono e (soprattutto) come affrontarli

Ogni giorno un Imbruttito si sveglia e sa che deve correre per arrivare al lavoro a badgiare in tempo. Proprio come nella giungla, da lì comincia la quotidiana battaglia per la sopravvivenza. Protagonisti alcune “bestie feroci” che rispondono al nome di colleghi. Se non fosse obbligato dalla necessità di fatturare e di portare a casa la michetta, l’Imbruttito non prenderebbe nemmeno un coffee in loro compagnia. E invece gli toccherà passare la maggior parte del tempo a cercare di costruire rapporti di finta cordialità con questi bizzarri personaggi selezionati da qualche head hunter sciroppato. Li abbiamo osservati a lungo, in ogni luogo di lavoro (dal supermercato all’office passando per i cantieri e gli studi professionali). Abbiamo analizzato ogni loro movimento e preso nota dei loro comportamenti per arrivare a stilare la classifica dei colleghi da sclero dell’Imbruttito. Non potevamo però limitarci a diagnosticare la patologia senza prescrivere una cura. Per ogni categoria è stato individuato un “antidoto“: piccole pillole di sopravvivenza quotidiana per farsi gli anticorpi fermo restando che vale sempre il motto “se li conosci li eviti”.

6_Lo Stagista

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Arriva a pieni voti da master bocconiani finanziati con i dane’ del papi. Questi continuano ad arrivare ogni mese visto che il “rimborso spese” da fame non paga nemmeno l’affitto, figuriamoci gli aperitivi. Per giustificare il grano della retta, gli hanno messo in testa di essere un manager di qualcosa sin dal primo giorno. Parla con saccenza di cose che non sa, facendo abuso di sostanze strane (inglese e slides).

Antidoto: far sentire allo Stagista l’esperienza di decenni di fatture mentre lui faceva la muffa su libroni di management e marketing. In una parola: nonnismo. “Vola basso testina, che ne hai da pedalare“.

5_L’Ansiogena

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Generalmente zitella con ambizioni di carriera frustrate. La sua insicurezza si traduce in una telecronaca minuto per minuto del proprio lavoro, alla costante ricerca di feedback positivi. Tutte le pratiche sembrano avere l’urgenza di un intervento a cuore aperto. Insidiosissima perché farebbe perdere la pazienza anche al Dalai Lama.

Antidoto: se potete lavorate con le cuffiette per non sentirla. Non dimenticate di inserirla nella black list della posta indesiderata. In casi estremi, qualche goccia di Valium nel coffee. “Pheega mollami, sta su de doss e camomillati”

4_Il Lecchino

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Non c’è bisogno di molte spiegazioni perché tutti fronteggiano almeno un Lecchino ogni santo giorno. Per quanto cerchi di ingraziarsi i superiori gerarchici mediante tecniche raffinate di adulazione resterà sempre un “piccolo uomo”.

Antidoto: la soluzione definitiva sarebbe l’eliminazione fisica dall’organigramma, ma spesso ciò non è praticabile. Mantenete i nervi saldi, focalizzati sugli obiettivi e non cedete alle provocazioni. Il rischio è di terminare la propria carriera come Zinedine Zidane, con una bella testata come gesto di stizza.

3_La Segretaria del capo

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Donna tutta d’un pezzo e in qualche caso pure gran gnocca. Affidabile, meticolosa e precisa nel gestire l’agenda del boss nei minimi dettagli. Punto di riferimento per tutta la struttura operativa, conosce tutto e tutti. In realtà è un’infiltrata del capo, al quale riporterà fedelmente ogni cosa, anche le confidenze carpite alla macchinetta del caffè.

Antidoto:  “Ogni parola che dirà potrà essere usata contro di lei”, sapevatelo. Specie quando tenterete di broccolare la Segretaria del vostro capo. Ulisse si fece legare all’albero della nave pur di non cadere nella suadente trappola delle sirene. Sentitevi Ulisse, altrimenti la vostra vita lavorativa diventerà un’Odissea.

2_Il Socializzatore

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Gira e rigira, si trova sempre il collega propenso al team building. Organizza pranzi e aperitivi, conosce le date di compleanno di tutti e organizza collette per i regali. Spesso si tratta di personaggi senza una vita sociale esterna, che si trovano a predicare nel deserto.

Antidoto: premesso che il lavoro di squadra ci sta, qualora il Socializzatore la faccia fuori dal vaso prendete le precauzioni. Il gruppo WhatsApp per la colletta per la nascita dei cuccioli del cane della collega del terzo piano è francamente troppo. Abbandonatelo senza pieta’Ai rendez-vous tra colleghi ve la potrete cavare con un “magari passo” o semplicemente paccando all’ultimo dando la colpa al lavoro.

1_Lo Stakanovista seriale

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Molto comune sul suolo meneghino. Lo potete trovare come senior associate o ruoli simili in qualche studio professionale o società di consulenza, con il sogno di diventare partner e schiavizzare gli altri, ma il fenomeno è assai più esteso. Operativo (a parole) acca 24, 7 su 7. Sui social posta foto trionfanti dall’ufficio alle tre di notte (“altra notte in studio prima del closing”). Ammesso e non concesso che la mente di questo personaggio riesca a rimanere concentrata per un tale numero di ore di fila, stupisce che da cotanto impegno non sia derivata una fulminante carriera. La sua presenza sempre e comunque può essere nociva per quelli che una vita ce l’hanno.

Antidoto: riuscire a dimostrare al capo quanto i colleghi stakanovisti siano in realtà improduttivi è un obiettivo sfidante, anche perché il boss apprezza che sul suo impero  non tramonti mai il sole. Il trucco è fare il proprio fregandosene, senza MAI sentirsi in colpa. Se qualcuno ha qualcosa da ridire basterà guardare il fatturato per ora lavorata e si comprenderà che a questa gente piace scaldare la sedia. NCS.

P.S. Il nostro impegno “sociale” per aiutare gli Imbruttiti nel rapporto con i colleghi da sclero continuerà. Postateci le vostre esperienze e suggeriteci i vostri “antidoti” più collaudati.

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