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I 9 sgami indispensabili per sopravvivere a un viaggio sulla metro diMilano

Qualcuno dirà che in metro ci vanno solo i Giargiana e che l’Imbruttito usa solo l’auto o lo scooter. In realtà – anche se non è più abbonato ATM da quando aveva lo sconto studenti – l’Imbruttito conosce alla perfezione tutti gli sgami per evitare che un viaggio sottoterra si trasformi in uno sclero prolungato. Ecco allora un breve vademecum che (speriamo) renderà la vita un po’ meno sbatti dal tornello in poi.

9_Pensare oltre

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L’Imbruttito già da quando si apposta sul marciapiede adotta una mentalità forward-looking. Conoscendo perfettamente le caratteristiche della stazione di arrivo, sceglie carrozza e lato. Secondo questo preciso calcolo potrà schizzare fuori ed essere in pole position per la scala mobile. Ocio che sul lato sinistro c’è sempre qualche Giargia IMAC.

8_In cima o in fondo

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Pheega, lo sanno anche i muri che le vetture di testa e di coda offrono maggiori possibilità di salita. L’Imbruttito guarda con stupore e  sdegno tutta quella folla che si accalca a centro treno nonostante le imprecazioni gridate nel megafono dal personale ATM. MA PERCHÉ!?

7_La “strategia” dei grandi eventi

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Agli eventi la gente arriva scaglionata, ma se ne va in massa. Dopo decenni di concerti di Vasco a San Siro, l’Imbruttito sa che quando inizia Albachiara lui, respirando piano senza far rumore, deve piazzarsi in ottica uscita e – quando parte l’assolo di chitarra – scattare verso la Lilla (una volta era più faticoso perché si doveva arrivare a Lotto). D’altronde andranno avanti 10 minuti per far telar via il Blasco.

6_Il cambio “tattico”

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L’Imbruttito calcola in continuazione gli scenari per arrivare a destinazione nel minor tempo possibile. Esempio: se sei a Loreto la mattina del lunedi, per andare dopo Cadorna è meglio prendere prima la rossa. Infatti, se aspetti che la gente scenda dalla verde per cambiare e poi devi far salire masse munite di  ingrombanti trolley a Centrale, Garibaldi e Cadorna, non ti passa più. PROBLEM SOLVING.

5_Il treno vuoto

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Si sa, i convogli fanno un po’ da elastico. Se  passa una metro strapiena di gente “pezzata”, quella dopo viaggerà semivuota, fresca di aria condizionata e a breve distanza. Se ti dicono che un altro treno è partito dalla stazione precedente c***o ti costa crederci? NON INSISTERE NELLA SALITA.

4_Il check dell’orario

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Le metro hanno un orario, e nonostante sia appeso in tutte le stazioni a nessuno frega una beata fava di consultarlo, tanto si prende la prima che passa lamentandosi se i minuti di attesa sono più di due. Se però avete la sfortuna di dover andare in inculandia (es. dopo Cascina Gobba)  è meglio fare un bel check di questi misteriosi foglietti, specie se si rientra tardi a MilanoMilano. Il rischio è quello di rimanere 30 minuti in una stazione in mezzo ai campi. SBATTI!

3_La seduta esterna

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Per l’Imbruttito conquistare la seduta esterna è una vera goduria, specie dal lato in cui bisognerà scendere. Permette di minimizzare il contatto fisico e il rischio di avere vicini molesti, consente una lettura a pagine aperte del free press (ma anche della Gazza) ed è il miglior trampolino di lancio verso le incombenze quotidiane in superficie.

2_”Scusi scende alla prossima?”

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C’è sempre quello che si pianta in mezzo ai c******i davanti alla porta. Invece di spintonare al momento di scendere tirando giù tutti i santi dal cielo, è meglio far capire l’aria che tira già dalla stazione precedente. IO TE L’HO DETTO.

1_La scelta del tornello

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Da poco sono comparsi sulla scena, ma i tornelli sono insidiosissimi. Mentre l’Imbruttito è già predisposto a tutte le operazioni senza rallentare minimamente il proprio passo, ci sarà sempre qualche imbranato che avrà nascosto il biglietto chissà dove e inizierà a cercarlo bloccandosi davanti all’ostacolo “insormontabile”. Urge individuare in anticipo già dalle scale questi soggetti e scegliersi un tornello diverso. PHEEGA, LO SAI CHE C’E’!

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