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I peggiori corteggiatori su WhatsApp: se li conosci, li eviti!

Questo pezzo deve iniziare con una doverosa premessa: parafrasando un vecchio detto, “Tutto il mondo è pae…Imbruttito!”, e sebbene questo articolo esprima riflessioni riportate dal punto di vista di una donna, il ragionamento vale – ahi noi! – per entrambi i sessi, o per qualsiasi orientamento sessuale. Insomma, alla fine della fiera, i peggiori corteggiatori in cui incappiamo su WhatsApp son sempre quelli. Chiaro? Si esce, si conosce qualcuno che ci sembra simpatico, piacevole, e si scambiano i numeri di telefono.

Da manuale le Imbruttite si aspettano che sia l’uomo a fare il primo passo e, difatti, spesso è così, ma ecco che improvvisamente, maschi che dal vivo sembravano divertenti, spigliati e gradevoli, in fase di corteggiamento, grazie all’amata/odiata WhatsApp, si trasformano in tutt’altro. Qui incominciano i dolori!

Lo diciamo? Diciamolo, i corteggiatori via WhatsApp sono il male supremo. Ecco, secondo noi, le 5 peggiori categorie:

1_I Silenti

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Alle prime li scambi per timidi (ma come, ma se dal vivo sembravano così frizzanti!), eppure in ogni Imbruttito può potenzialmente nascondersi un silente… No no Harry Potter non c’entra! I silenti sono quelli che dopo avergli smollato il numero di telefono incominciano a bombardarti unicamente di icone, tipo la faccina col cuoricino di lato subito dopo che ti hanno conosciuta. Da quel momento, sia che piova, sia che ci sia il sole, dall’augurio del buongiorno, fino a quello della buonanotte, non fanno altro che mandarti quelle stramaledette faccine. Faccine al mattino, faccine al pomeriggio, faccine alla sera. Capiamo la paura del rifiuto – ragazzi, è capitato a tutti – però dai, l’emoticon inviata ad minchiam senza aggiungere altro testo, somiglia molto alle pitture rupestri dell’uomo di Neanderthal…Carini son carini eh, presenti anche, ma come a certi cagnolini intelligenti pare manchi un unico requisito fondamentale: la parola.

2_Gli Sfrontati

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“Posizione preferita?”. E già ti vien da rispondere con un caustico “A testa alta”, ma gli sfrontati mica si fermano qua! No no, gli hai dato il numero, hai WhatsApp? Ecco che loro si sentono autorizzati a chiederti l’indomandabile, a entrare nella tua sfera più intima dopo che, magari, ci hai parlato giusto 3 minuti alla Feltrinelli mentre sbocconcellavi una brioche prima di andare in ufficio! Loro son seri, ci credono, si imbarcano subito in richieste esplicite modalità sexting on senza manco chiederti dove sei o con chi o se te gusta. All’inizio (alla Feltrinelli) ti eran sembrati diretti, magari un po’ sopra le righe ma almeno diversi dalla massa, però adesso tu sei in ufficio, nel pieno di una riunione, oppure a casa, hai i capelli unti, la ceretta è un ricordo vago, indossi una simil-tuta o il pigiamone e stai guardando Grey’s Anatomy, magari con un’amica, magari mangiando schifezze. No, too much! Un uomo che ti tratta fin da subito come la cosa più sacra in India, cioè come un’emerita vacca, è uno da mollare ASAP!

3_I Recidivi

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Una donna lo capisce subito, giusto? I recidivi son quelli seriali, quelli che pur di ottenere un sì, anche solo virtuale, si farebbero il cammino di Santiago di Compostela in ginocchio. Sono quelli troppo attenti, troppo carini fin da subito. Ti stordiscono con le lusinghe, ti confondono con attenzioni non richieste. Ci hai ballato mezz’ora al Gattopardo e mezz’ora dopo sembra che vogliano già sposarti. A un tuo minimo lamento per un mal di testa si offrono di farti la spesa, comprarti gli analgesici, portarti il tutto a casa a spese loro, completando la faccenda con dritte mediche, massaggini lenitivi e attenta analisi sulle possibili cause psicologiche della tua encefalea. Stordite all’inizio da cotanta carineria alcune Imbruttite ci cascano, per poi accorgersi, specialmente su WhatsApp, che il nuovo potenziale generoso amico, è generoso urbi et orbi. Vale a dire, uno capace di tenere in piedi una chat in tempo reale con almeno 6 o 7 fanciulle alle quali si propone con le stesse frasi e la stessa identica, calcolata premura. La morale: basta che respirino. Se avete il sospetto (sappiate che al 99% sarà fondato) fategli qualche domanda a bruciapelo. Confuso dalla giostra sulla quale è salito, prima o poi si tradirà da solo, rispondendo a voi quello che voleva rispondere a Barbara, Francesca, Monica, Claudia, Simona ecc ecc. Tana. Game over.

4_I Perditempo

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Gente che ha scambiato WhatsApp per Snake, il vecchio gioco passatempo del Nokia (alzi la mano chi se lo ricorda). Insomma, gente che ha un momento libero, desidera riempirlo e auto-gratificarsi, ma che non ha nessuna, nessunissima intenzione di andare oltre un corteggiamento virtuale. Carini, gentili, presenti, spesso simpatici, questi Imbruttiti usano la chat come intermezzo tra una riunione e l’altra, come compagnia virtuale da pausa pranzo, come riempitivo serale quando c’è la pubblicità mentre stanno guardando X Factor. Fior di sociologi e psicologi si sono arrovellati per spiegare il fenomeno. Siccome le imbruttite sono donne pratiche, dovrebbero aver capito che di spiegazioni ce ne sono tante, spesso tutte comprensibili. Una sorta di “Cara Ti Amo” degli ELS declinata al maschile. L’importante è non avere troppe aspettative su questo tipo di corteggiatori. In aggiunta, volendo, ricordiamo che se si vuol giocare a “il gatto e il topo” spesso è meglio non essere il topo…

5_I Braccini corti

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Hanno la casa a Santa e magari una “tana” (leggi trilocale in centro) a Courma, lavorano col daddy nella fabbrichetta di famiglia che prospera da anni nei dintorni di Varese. Hanno il Range Rover Evoque e apparentemente nessun problema di cash, ma chissà come mai, scrivono sempre e solo su WhatsApp, possibilmente quando il wi-fi è gentilmente offerto dal bar di turno. Che poi, a pensarci bene, anche tra Iphone gli sms blu mica costano! E in ogni caso loro continuano imperterriti a scriverti l’equivalente di Guerra e Pace a costo all inclusive, e persino le chiamate le fanno via app, finendo per farle di fretta – e male -, come quando da piccoli si chiamava dall’estero con la cabina telefonica con la para che finissero i gettoni. Le nonne dicevano: tirchio nella vita, tirchio nei sentimenti, o come dice l’inossidabile Jerry Calà: Ocio!

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