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Lasciarsi, how to: la prima settimana dopo la rottura dal punto di vista di lei e di lui

Panta rei diceva qualcuno, tutto finisce; alle volte persino certe relazioni che sembravano solidissime. La prima settimana del dopo-rottura pare sia la più difficile perchè, che ci crediate o meno, dati scientifici hanno dimostrato che il processo di distacco (altro che lutto) è paragonabile ad una vera disintossicazione da una droga o da una dipendenza alla quale ci si è abituati fin troppo facilmente. Insomma, uscire dal loop del messaggino su WhatsApp del mattino, cinemino del mercoledì, ape del giovedì, serata con gli amici il venerdì e sesso a go go il sabato sera – per i più fortunati anche di domenica*- pare sia una faticaccia disumana.

Ma quando una coppia di Imbruttiti si lascia, cosa succede in pratica? Le reazioni dell’Imbruttita sono simili o totalmente diverse da quelle del suo contraltare maschile? Dato che ci siamo passati un po’ tutti, vogliamo raccontarvi il day by day della prima settimana dopo la rottura osservato dal punto di vista di lui e di lei. Come per la Settimana Enigmistica: trovate le differenze.

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Lunedì: ne han discusso tutto il weekend; niente da fare, storia al capolinea, finita, bisogna solo farsene una ragione.

Lei: arriva in office coi capelli unti, gli occhi gonfi e vestita di merda. Tratta malissimo la sua assistente ma se ne pente subito. La convoca in bagno, il regno delle confessioni femminili, si scusa, piange e vuota il sacco. “Mi raccomando, che non si sappia in giro”. Tempo due ore e lo sa pure il portinaio del building.

Lui: arriva in office vestito da cerimonia: ha messo anche la cravatta rossa, la power tie. I colleghi lo perculano e gli ricordano che la riunione con l’Amministratore Delegato sarà solo per la settimana prossima. Resta in ufficio fino a tardi (ha le chiavi), è solo e vuole strafare: decide di guardarsi un filmino su Youporn ma il manico -guarda caso – non collabora. Manco il tempo di tirare su la zip che entra il filippino per le pulizie. L’imbruttito tela fuori con l’ego a terra.

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Martedì:

Lei: sta tutto il giorno a controllare WhatsApp per vedere se lui le ha scritto, nonostante non ci sia nessuna notifica. In office è inesistente. Amen, recupererà domani. Accetta persino l’invito del contabile che sono mesi che la tampina. Se ne pente subito dopo, ma ormai è fatta. Giovedì le toccherà uscirci a cena.

Lui: si butta a bomba sul lavoro, chiude tre contratti e si rimette in pari con l’arretrato di un mese. Trova persino il tempo di fare il marpione con la nuova del quarto piano e le strappa un sì per un ape per il giovedì seguente. Si sente un gallo di Dio.

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Mercoledì: basta! È ora di reagire sul serio (pensano entrambi).

Lei: chiama Michael, il suo parrucchiere gay, e prende appuntamento chiedendogli un taglio RA-DI-CA-LE. Michael le chiede tre volte se è sicura di volerlo fare, e una volta avuto l’ok (da buon parrucchiere) taglia anche più del dovuto. Lei esce euforica, e si sente una strafiga almeno per mezz’ora. Arriva a casa, si guarda allo specchio con il nuovo taglio cortissimo e si mette a piangere.

Lui: dopo mesi di assenza decide di tornare in palestra perchè quella pancia deve sparire, è ora. Una volta arrivato, si guarda un paio di culi di tipe sul tapis roulant, e poi ci dà dentro coi pesi. Suda come un maiale. Giura a se stesso che entro una settimana avrà il fisico di Nadal. Torna a casa, ma dopo neanche mezz’ora ha la carne greve e la mobilità di un Playmobil. Fa***lo: si piazza sul divano e si beve 4 birre di fila. Caccia un rutto totale. Per prudenza il gatto si rifugia sotto al divano per un paio d’ore.

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Giovedì:

Lei: realizza che no, a cena col contabile manco morta. E poi, poverone, gli farebbe solo perder tempo. Pensa a una scusa valida: ciclo, mal di testa feroce, malattia misteriosa, improvvisa morte di un parente prossimo, amica in crisi da salvare (ci farebbe anche bella figura), tetano. Sceglie la più plausibile, si piazza sul divano in pigiama, ciabatte e maschera all’argilla e si spara X Factor.

Lui: arriva all’ape leggermente in ritardo dando la colpa al traffico in realtà inesistente. Quella del quarto è vestita da “puttanone paludato”. La serata promette emozioni… La porta al Rade, dove tanto c’è un po’ di tutto. Parla a raffica, saluta chiunque, finisce per starfare ordinando sciampo come se la Amex con cui striscia non fosse sua. In un momento di lucidità si sbottona e apre il file “ex”. Quella del quarto mangia la foglia, capisce e con una scusa (una di quelle già usate dall’altra) si dilegua nella notte. Lui torna a casa e si addormenta sul divano guardando X Factor in differita.

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Venerdì:

Lei: ape con le amiche, le asciuga parlando costantemente di quanto sia stronzo il suo ex. Le amiche annuiscono pazientemente.

Lui: si trova con l’amico di sempre e in pratica fa uguale. Lei è una gran menefreghista e in fondo in fondo anche un po’ zoccola… L’amico annuisce e intanto si beve uno Spritz.

Foto: Roy Beusker
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Sabato:

Lei: fa shopping sfrenato sia online che dal vero. Da Zara si compra della roba immettibile. Stasera si fa festa…

Lui: si trova con la cumpa del calcetto e inizia a bere già dalle 6.

Lei: arriva con le amiche in quel locale in Sempione dove si finisce sempre per ballare sui tavoli. Sbevazza, si diverte, sì, ok, è pieno di replicanti di Fabrizio Corona, però dai, è tutto divertente se non fosse per quel radiologo di Ferrara (c***o ci farà a Milano?) che le alita sul collo da un’ora. Fa niente, Alvaro Soler la consola… Se non che, all’improvviso, vede il suo ex insieme a quelli del calcetto. Panico! Piglia un’amica e si rifugia in bagno. Si studia un piano tattico di fuga. Ok, via, bisogna andare; esattamente nel momento in cui lui compare sulla porta. Come stai? Ciao bene grazie e tu? Io Da Dio. Palla al centro.

Lei: passa il resto della notte in auto, sotto casa con le amiche a fumare l’equivalente di sei pacchetti di Nazionali senza filtro.

Lui: convinto di aver avuto la meglio, si ubriaca a straccio, ci prova con chiunque respiri diventando a tratti anche molesto e viene portato via a forza dagli amici rimasti. Nel tragitto verso casa, il nostro testina sbocca tre volte fuori dal finestrino. Si rinviene la mattina dopo, mezzo svenuto abbracciato alla tazza del water.

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Domenica:

Lei: si alza e tossisce, è un rottame.

Lui: idem.

Entrambi aprono WhatsApp e si beccano reciprocamente online. Nessuno scrive. Tutti e due pensano che l’ex si sia già trovato un rimpiazzo. Passano il resto della domenica ciascuno a casa propria passando dal divano al letto. In pratica “giocano a vegeto”.

Fine della settimana: e adesso? No happy ending? Non temete, il mercoledì successivo lui, mangiando pane e orgoglio la chiamerà. Finiranno per vedersi e tornare insieme, almeno fino al prossimo sc**zo.

E finsero tutti felici e contenti.

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