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Come mi è cambiata Milano: le 10 cose degli anni ’90 sparite

Milan l’è un gran Milan sempre, ma quanta roba che è cambiata.  “Milano che quando piange, piange davvero” cantava Lucio Dalla. E aMilano, tra un meeting, un ape e una corsa per non perdere il tram, a volte nemmeno ci si rende conto di tutte le cose che oggi non ci sono più. E allora bisogna fermarsi un attimo – magari senza piangere davvero come diceva Dalla – e fare una “lista degli assenti”. Negozi, attività, vecchie routine e abitudini che solo 15-20 anni fa erano normali, posti che vedevi tutti i giorni e che ora sono sparite. Il cambiamento ci sta, ma ricordatevi che chi dimentica è complice.

10_Burghy

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Ebeh! Mica si andava da Mc, per i paninari esisteva solo Burghy, catena fast food nata aMilano nel 1981, con il primo ristorante in piazza San Babila, punto di raduno per tantissimi. E allora da Burghy, pagando in lire, ti prendevi il Big Burghy, il King Cheese o il King Fish, e in omaggio magari ti beccavi pure una spilletta di Willy Denty, del panino Mr.Burghy, della cola Freddy o della scatola di patatine Patty. Altro che BigMac!


9_I pomeriggi alle Messaggerie Musicali

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E dove compravi se no i cd singoli? E dove ti infilavi tutto il sabato pomeriggio ad ascoltare i nuovi album con le torrette e le cuffie disponibili? E poi quella valanga di libri e di gadget inutili che potevi trovare. TOP. Poi è arrivato nel 2014 Mango, e addio alle Messaggerie.

8_La Standa!

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C’era la Standa! Il grande magazzino aMilano era lei, oltre alla Rinascente (che però è sempre stata di altro genere). Nata nel 1931 come “Società Anonima Magazzini Standard”, la Standa è stata acquisita dalla Fininvest del Berlusca nel 1988. Ci potevi fare shopping e la spesa, fino al 1998, quando è stata ceduta la parte non alimentare a Coin e poi nel 2001 quella alimentare a Rewe. Prima del Carrefour 24h, prima del Billa, aMilano – se non andavi all’Esselunga – avevi la Standa.


7_Rolling Stone, CasaBlanca, Atlantique e le altre disco

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Non ci si va più molto eh. Però prima per la disco del venerdì o del sabato ci si organizzava dal martedì, con mille chiamate a casa e poi con qualche sms. Ressa davanti e poi dentro a scatenarsi e a cercare di limonare. Niente emoticon su whataspp, gruppi e note vocali: se volevi cuccare dovevi andare in quelle disco. Poi molte le hanno chiuse, come il Rolling Stone (nel 2009, dop 28 anni) e il CasaBlanca. Peccato.


6_I biglietti ATM pluritimbrabili

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Ora è tutto controllato elettronicamente, pure all’uscita. Ed è giusto così. Prima però il biglietto ATM era di carta, da timbrare nella torretta arancione. E poi da ritimbrare. E poi da girare e ritimbrare. I biglietti ATM erano multiuso e mancano a tanti. Se poi eri un pendolare c’era da prendersi l’indimenticabile pacchettino da 7!


5_Le giostre delle Varesine

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Oggi al posto delle Varesine c’è tutta la nuova skyline della zona cantiere di Porta Nuova – Garibaldi. Ma prima c’era il Luna Park, proprio in centro! Un paradiso storico, dato che le giostre erano state installate li dalla fine degli anni ’60, e smantellate nel 1998. E comunque la zona alla fine non era diventata troppo raccomandabile.


4_Tessere telefoniche come se piovessero

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Girare le cabine telefoniche per trovare le tessere, collezionarle, scambiarle e andare a comprarle o venderle al mercatino. Maperchè? Perché non ci serviva l’ultimo update di Snapchat per divertirci.


3_Milan e Inter erano al TOP

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Oggi ci si gasa per una vittoria sporadica sulla Juve. Ma 15-20 anni fa il Milan andava in giro per l’Europa a vincere trofei ed era temuto da chiunque. E nell’Inter giocava un certo Ronaldo, quello vero, che tutto il mondo voleva e che faceva impazzire tifosi nerazzurri e difensori. Il calcio era qui, aMilano.


2_C’era TRL aMilano

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Milano era la capitale della musica teenager, i quali rompevano come non mai il c***o a tutti, soprattutto ai turisti del centro, con le loro urla isteriche appena la pop star di turno usciva dal Balcone. Ora quei teenager si atteggiano come Imbruttiti tra un meeting ed una call… ma il passato non si scorda.


1_E i CD e le cassette masterizzate?

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Quante in***ate che si prendevano dalle bancarelle con CD e musicassette masterizzate! La musica si compra originale! Ok ok, ma costava un botto, non c’era di certo iTunes, e quindi ogni tanto il cd tarocco lo si acquistava, magari alle bancarelle di Porta Venezia o in corso Buenos Aires. Solo che poi lo ascoltavi e la metà delle volte non andava, oppure se compravi quello dei Queen ti trovavi dentro l’ultimo live di Nino d’Angelo. Che tempi!

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