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I sei classici, abituali ed emblematici tipi da ristorante giapponese

Prima ancora dell’invasione degli odiati All You Can Eat, quando ancora il ristorante giapponese era “il giappo” e non c’erano dubbi circa la sua originalità, non avevamo mai mangiato, né mai ci saremmo sognati di mangiare, tutto quel riso in bianco. Se pensavamo alla terra del Sol Levante, ci venivano alla mente solo cartoni animati e Samurai. Ma in fin dei conti era scontato che questa cucina avesse un gran successo nella città di Sant’Ambrogio, anche grazie alla rapidità del servizio che la contraddistingue: “Sì bello il locale, buona la cucina ma mangia alla svelta, caffè, ammazzacaffè, strisciata alla Visa e fõra di ball.” D’altronde un Imbruttito non può mica stare dodici ore al ristorante come alla comunione del figlio del Giargiana… però – nonostante la rapida permanenza – i diversi comportamenti e atteggiamenti di fronte “al sushi” sono ormai prassi consolidata.

1_L’incapace

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Si ostina a mangiare con le bacchette anche se in realtà fatica ad impugnare anche una penna. Abituato a lavorare al pc, le dita sono utilizzate più per tamburellare sui tasti che per afferrare gli oggetti. Nonostante le prese per il culo dei suoi commensali, continua imperterrito nella sua impresa impossibile. D’altra parte si sa “con le bacchette ha tutto un altro gusto…”. Il suo motto è insistere persistere, mai desistere.

2_L’espertissimo

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Comincia a spuntargli un lieve accento nipponico correlato da occhi a mandorla. Se patito d’arti marziali tenta di prendere le mosche al volo come in “Karate Kid”. Dispensa consigli ai malcapitati commensali su quale sia il modo più corretto di mangiare siffatti piatti orientali, che lui d’altronde ha potuto ampiamente degustare nella loro versione originale proprio in terra giapponese. Saccente e finto intellettuale. Chi è in sua compagnia fa il conto alla rovescia nell’attesa di tornare a casa. Esperienza da non ripetere.

3_Il nervoso

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La prima cosa che ordina sono le posate, poi sfonda gli uramaki infilzandoli con la forchetta. Finisce per mangiare tutto a mani nude, pucciando i nigiri nella salsa di soia come fossero frollini nel caffelatte. Non vede l’ora di pagare per andarsene fuori dalle balle.

4_Il nostalgico

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“Si buono il giappo, ma un bel piatto di spaghetti? Vuoi mettere…”. Paragona ogni singola portata a un piatto italiano sottolineando difetti (dei piatti giapponesi) e pregi (di quelli italiani). Potenzialmente è la prima è unica volta che mette piede in un ristorante non italico.

5_L’ingordo

all you can eat
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All You Can Eat è la parola d’ordine. Digiuno da almeno tre giorni per arrivare in loco il più vuoto possibile… Giargiana! Si ingozza come un tacchino bevendo l’acqua del cesso per non sforare di budget, e se ordina una bevanda poi si lamenta del conto eccessivamente elevato. Convinto che i ristoratori campino d’aria e non di fatturato.

6_Il fotografo

fotografo
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All’ingresso è già in modalità giapponese. Scatta più foto ai piatti che Gastel alle modelle. Non è sazio se non lo è anche l’utente di Facebook a cui ammorba gli zebedei intasandogli la pagina con barche di sushi misto, tiger roll e tempura di gamberi. Raggiunge l’apoteosi della str****ggine quando nelle note della foto scrive “Buon appetito”: ma buon appetito di che?? Sono in coda in circovalla con le palle che girano ad elica di mulino olandese! Irritante.

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