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Le tecniche “infallibili” dell’Imbruttita per trascinare il proprio lui ai mercatini di Natale

Lo sappiamo, vi sembra ieri, quando stavate pregustando il ponte autunnale del primo Novembre. Ma se è vero che dopo Ferragosto è già Natale, a maggior ragione il ponte di Sant’Ambroeus, che quest’anno particolarmente lungo ingolosisce noi tutti, è ancor più vicino. E con lui, si celano gioie e dolori… gioie per le Imbruttite e dolori per gli Imbruttiti.

Già, perché mentre una parte di popolazione (prevalentemente maschile) è immersa nei meeting e nelle strategie aziendali, l’altra metà (prevalentemente femminile), affianca a tutte queste attività magheggi sotterranei per non perdere tempo e accaparrarsi i posti migliori, negli alberghi migliori, e conquistare anche quest’anno…. i famigerati Christkindlmarkt!

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No, non sono un codice fiscale: stiamo parlando ovviamente dei celeberrimi mercatini di Natale, che – un po’ come la gita all’Ikea – costituiscono quel campo di battaglia necessario per marcare il territorio, una prova di forza per giochi di potere di cui non vogliamo approfondire i dettagli perché sarebbe come aprire il vaso di Pandora.

Diciamolo: proporre a un Imbruttito di andare ai mercatini di Natale equivale a un colpo di maglio medievale nei maroni. Sta quindi alle Imbruttite dar fondo a tutta la loro sagacia per riuscire a trascinare il proprio lui – ancora una volta – a quella che ai loro occhi invece è la figata dell’anno.

Le tecniche possono essere le più disparate: dal becero senso di colpa (“Potremmo festeggiare il nostro anniversario, visto che l’ultimo te lo sei dimenticato”), alla minaccia (“Preferisci forse andare alla fiera dell’artigianato?”), al subdolo inganno che dipinge i mercatini come una parte accessoria in un programma ben diverso (“Dicono che quest’anno sarà un’annata di eccezionali nevicate: potremmo andare a sciare… poi, già che siamo lì, solo se ci avanza tempo…”).

Qualsiasi sia la strada che deciderete di intraprendere, sappiate che non sarà impresa facile.

Soprattutto se siete già al quarto anno di fila di mercatini, l’Imbruttito fiuterà il pericolo già al primo “sai, pensavo…”.

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Non perdetevi d’animo e seguite questi piccoli, ma forse efficaci, consigli:

Puntate su un piccolo centro: facciamo l’esempio del Trentino. Se trascinerete il vostro compagno a Trento o Bolzano come prima tappa, difficilmente riuscirete a convincerlo a spararsi altra strada in macchina per raggiungere, stremato dopo un’esperienza così totalizzante, un piccolo centro. Fate quindi il contrario: prenotate in un delizioso albergo di un adorabile paesino, godetevi il mercatino in piazza e poi sferrate il colpo finale ai capoluoghi.

Rimpinzatelo di prelibatezze: a stomaco pieno e con il vin brulé in circolo, anche le lamentele si riducono al minimo. E di cose buone, ai mercatini, ce ne sono un’infinità. Quindi dateci sotto in un mix vertiginoso di polenta, cervo in salmì, bretzel, knoedel, strudel, carne salada, mele caramellate e innaffiate il tutto con vino speziato e acquavite. Voi recupererete in palestra una volta tornate aMilano, lui serberà il ricordo di questi magici sapori quando dovrete ritornare l’anno prossimo.

Mostratevi entusiaste: beh, qui non vi costerà fatica. Inspiegabile il motivo per cui lui non scorga la differenza della pennellata da una pallina di ceramica a un’altra. O non colga la grande utilità di sacchetti di a forma di boule dell’acqua calda, pieni di noccioli di ciliegia da scaldare al microonde. Né rimanga incantato dalla bellezza dei colori d’insieme e delle lucine che adornano ogni singola bancarella nella sua tipica forma a casetta di legno. Deve avere qualche filtro deformante alla retina che gli fa sembrare tutto uguale. Mah.

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Non perdetevi d’animo e datevi allo shopping: che mentiate dicendo che si risparmia (quando una pallina per l’albero di Natale arriva a costare fino a 25 euro) o non mentiate, preferendo puntare sulla qualità artigianale (però siate furbe e non comprate cose con il marchio Made in China, please!), pensate a godervi la vostra meritata full immersion tra lucine, musichette e i profumi del Natale, che in qualche posto più che in altri, sembra davvero… vicina.

E all’Imbruttito ribadite che i mercatini di Natale sono come i dolori del parto: leggenda vuole che la parte brutta, poi, si dimentichi!

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