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Le sette tipologie di boss che non vorresti mai avere, ma che con tutta probabilità ti ritrovi

Il capo, da che mondo è mondo, è l’Imbruttito per eccellenza. Può essere l’amministratore delegato di una grossa multinazionale o un piccolo artigiano con un solo apprendista a libro paga. Non importa quanto sia grossa l’azienda, rimane sempre e comunque The Big Boss. Chiaro che non sempre costui è l’individuo geniale, illuminato e mosso da nobili sentimenti che ci si aspetterebbe, anzi… spesso coincide con l’ultima persona al mondo con cui vorreste avere a che fare. Dato che il nemico è meglio conoscerlo a priori – nonostante non lo potrete evitare, statene certi – ecco le sette peggiori tipologie per cui potreste avere la figa di lavorare.

1_Il malfidente

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Accentratore. Pensa che tutti i dipendenti non siano assolutamente in grado di fare le cose come le potrebbe fare lui, e quando queste non vanno per il verso sperato, è convinto che ci siano dei sabotatori in azienda. Onnipresente, onnisciente onniTUTTO. Lavoratore multitasking, con un occhio legge le mail mentre con l’altro osserva il personale attraverso le vetrate del suo ufficio posto direttamente in reparto. Tutto ciò stando  al telefono col fornitore. Portatore sano d’ogni tipo di tic nervoso, che aumenta in maniera esponenziale quando gli si comunica di aver bisogno di un giorno di ferie. Ipocondriaco.  Bastano due linee di febbre per imbottirsi di farmaci, perché se si ammala lui, chi tira avanti l’azienda? Risultato: Imbruttito.

2_Il lampadato

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Esemplare di maschio giargianico color mattonella, di mezza età, fumatore incallito e perennemente inc***ato. Usa “c***o” come intercalare, sempre e ovunque. “Tagliato spesso”, non ama girare attorno alle cose quindi negli affari va subito al sodo: “Non c’ho mica tempo da perdere, c***o!”. Chiama tutti i dipendenti con un “Wei, giovane”, anche se lavorano per lui da una vita: “Non  posso ricordarmi il nome di tutti, non son mica un computer!”. Un Cayenne bianco come biglietto da visita, giusto per staccare dal marrone della sua faccia che spunta dal finestrino… è una questione di stile. Risultato: Giargiana.

3_L’animalista

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Sessantenne dalla pelle vitrea. Campione di salto del pranzo, unico suo vizio il caffè, che beve in quantità industriali. Non ride quasi mai e quando capita, lo fa in modo isterico. Ignora tutti i suoi sottoposti, eccezion fatta di quelli alle sue dirette dipendenze, che comunque spreme come limoni. Interloquisce solo con i suoi “pari”, all’apparenza cordialmente ma in realtà reputa tutti dei co****ni. Non è scalfito da alcun sentimento umano, ma il suo sguardo cambia improvvisamente se gli si parla di animali. Ama in maniera smodata il suo piccolo barboncino, che non considera solo un membro della famiglia, ma quello più importante. Risultato: Ectoplasma.

4_La donna in carriera

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È il capo più feroce che un dipendente possa sperare di non incontrare. Quarantenne, fisico asciutto, curata nei minimi dettagli dal taglio di capelli al tailleur senza la minima piega. Felicemente single, anche se dallo sguardo sembrerebbe una che non ha mai provato quel tipo di sentimento. Acida come uno yogurt scaduto da un mese. Non accetta giustificazioni, accetta. Punto. Non ha il minimo scrupolo nel far saltare teste di responsabili incompetenti, anzi, prova piacere nel farlo. Odia festività e ricorrenze varie, mai farle gli auguri, soprattutto quelli di compleanno! Risultato: Str***a.

5_Il raccomandato

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Poco più che trentenne, fresco di laurea. Già da questo si può intuire che non sia proprio una volpe nel deserto. Della vita, quella reale, non conosce proprio nulla. Deve ringraziare il cielo che papi l’abbia fatto mettere lì dov’è, perché amico di vecchia data dell’amministratore delegato. Si ritrova alle sue dipendenze personale che lavora in azienda da trent’anni e che conosce  vita, morte e miracoli di ogni processo produttivo, al contrario di lui. Ma con arroganza trova anche il modo di rimproverarli senza nessuna ragione oggettiva. Malvisto da tutti, probabilmente anche dai suoi genitori che non vedevano l’ora di levarselo dalle balle. Risultato: Irritante.

6_Il LATRIN lover

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Cinquantenne con la classica sindrome di Peter Pan che colpisce lui e i suoi coetanei. Ci prova praticamente con tutte,  dalla stagista a quella prossima al pensionamento. È un tradizionalista, avendo come amante la segretaria. Fa sempre squallide battute cariche di doppi sensi, risultando repellente ad ogni donna con un minimo di amor proprio. Ha chiaramente sulla scrivania la foto dei figli che giocano, un’altra di lui con la moglie al mare mentre si guardano teneramente negli occhi, una del cane, della nonna e di tutta la Sacra Famiglia. Certo non è mica una bestia, durante le sue riunioni amorose con la segretaria rivolta tutte le foto a faccia in giù altrimenti fatica a “decollare”. Perché deve ammetterlo, un po’ di rimorso a volte lo prova anche lui. Risultato: Viscido.

7_Il Fantoccio

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Catapultato alla scrivania nella veste di capo. Perfettamente cosciente di contare come il due di briscola, ma d’altronde è stato messo lì proprio per questo, eseguire ordini dettati da altri. Ha la stessa funzione della sagoma pubblicitaria cartonata, solo più molesta. La sua posizione è sempre retta… come l’angolo. Non importa quale sia il quesito che gli si pone, anche il più banale, lui non assume mai né  posizioni, né tantomeno prende decisioni senza prima chiedere al suo diretto superiore. Solitamente non guarda mai negli occhi e se costretto, porge una disgustosa mano molle ed umidiccia che nemmeno stessi stingendo fra le dita una triglia… Nonostante tutto, prende mediamente il doppio del tuo stipendio stando in ufficio la metà del tempo, e già questo basterebbe per odiarlo. Risultato: Patetico.

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