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Piccolo vademecum se sarete destinatari di un regalo-pacco: come reagire in ogni situazione

Noi ci abbiamo provato, dandovi consigli e dritte per evitare regali epic fail… ma qualche amico o collega vi ha rifilato il regalo-pacco ugualmente (dalla qual cosa si evince che non è un nostro lettore). Così eccovi lì, davanti a un barlafuso di difficile collocazione, a pensare: e adesso cosa gli dico? No panic. Non vi lasceremo soli nemmeno in questo caso, grazie a questo piccolo vademecum di frasette di convenienza da dire per trarvi d’impaccio (o tirare una frecciatina all’incauto donatore). In ogni caso, avete tutta la nostra vicinanza e solidarietà: è Natale, siamo tutti più buoni e possiamo anche ghignarci su insieme.

1_Il profumo (per lui e per lei)

Pensiero nella vostra mente: no, dai, siamo seri. Tanto vale prendere un biglietto e scrivere “non sapevo cosa regalarti”. Paradossalmente proprio il profumo, che è qualcosa di estremamente personale (la stessa essenza, a seconda del ph della pelle, può deliziare con richiami a fiori di campo o richiamare cani da caccia alla ricerca di un fagiano) tu me lo piazzi come regalo passepartout per eccellenza? Ma perché?!?

Parole dalle vostre dolci labbra: “Oh, grazie mille! Ho sempre sognato di andare a letto solo con due gocce di profumo!”

Se poi siete un rugbista che pesa 120 chili, la frase avrà ancora più effetto. Garantito.

2_La cravatta (per lui)


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Pensiero nella vostra mente: a parte che regalare una cravatta a Natale mi fa subito ripensare all’office, guastando quei 20 minuti di spensieratezza che mi ero concesso per aprire i pacchi sotto l’albero, vogliamo parlare di questa fantasia assurda? Lavoro in office, mica faccio il cabarettista!

Parole dalle vostre dolci labbra: “Oh, che meraviglia! Mi serviva proprio una nuova cravatta per un meeting fissato in gennaio sulla dissociazione cognitiva psichedel-somatica.”

… che ovviamente non esiste, ma suona talmente male che forse l’anno prossimo ci la vostra bella ci penserà due volte.

3_ “L’ho fatto con le mie manine” (per lui e per lei)


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Pensiero nella vostra mente: va bene, il regalo “fai da te” dovrebbe essere generalmente apprezzato perché, insomma, se si sono presi lo sbatti di passare nottate a lavorare per realizzare un cadeau “home made” meritano almeno l’onore delle armi. Ma pheeega, se avessero almeno avuto un po’ di sana autocritica e spirito obiettivo, ora non sareste lì impalati a guardare una specie di creazione indecifrabile fatta con la tecnica del decoupage, che anche quando è eseguito bene è una cosa che non si può obiettivamente vedere.

Parole dalle vostre dolci labbra: (Cercate di togliervi dalla fronte la scritta lampeggiante “e adesso dove c**** lo metto?”). “Che pensiero originale! Non sapevo che facessero anche un Art Attack per adulti… ah, non lo fanno?”

4_Gli incensi col diffusore (per lei)

Pensiero nella vostra mente: Schivati ai mercatini, dribblati alla temibile fiera dell’artigianato, ignorati (volutamente) nelle profumerie, pensavate di averla fatta franca, e invece. La Giargianata per eccellenza che sembra davvero non vedere mai tramontare la sua era, torna inesorabile ad ogni suon di sonaglio. E questa volta ha colpito voi.

Parole dalle vostre dolci labbra: “Grazie, stavo proprio pensando di partecipare al casting di Hair!”

… se invece l’intento del donatore era quello di regalarvi un mal di testa garantito, vincerà il premio genio del male 2016 e, dobbiamo dirlo,  merita tutto il nostro rispetto.

5_L’impegno (per lui e per lei)


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Pensiero nella vostra mente:  se le “esperienze in scatola” possono quantomeno essere gestite in piena libertà, vedervi regalare un impegno  a data fissa, considerando che nessuno può conoscere a memoria  tutto il vostro calendario annuale – cosa praticamente impossibile perché non lo conoscete nemmeno voi –  già vi manda di traverso il cadeau.

Parole dalle vostre dolci labbra: “Oh, che bello, il teatro…sarà una gioia venirci, devo solo spostare la conference call delle 16.00. il meeting delle 18.00 e la cena con l’amministratore delegato alle 21.00. Che vuoi che sia?”

Consiglio: se non paccherete il teatro (regalo buttato), cercate di abbassare il grado di tensione quando ci andrete. Non potete alimentare tutti i lampioni di Milano!

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