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“Sbatti & The City”: quando il tipo che state frequentando sparisce. Istruzioni (semiserie) per l’uso

Ok, è successo a tutte noi, almeno una volta nella vita: il tipo di turno che avevamo iniziato a frequentare, figo al punto giusto da prenderci più degli altri, ambiguo – e quindi per questo – affascinante, si è all’improvviso dileguato. Letteralmente. Puff. Sparito.

La maggior parte di noi ha provato, un paio di volte, a cercarlo con frasi da finta figa: “Ehi ciao, che fai?”. Dall’altra parte il no look, la spunta blu di WhatsApp che tace, il nulla. Con le amiche la prima reazione istintiva è il classico “No vabbè ragazze, questo non sta bene”, che a casa sotto il piumone diventa “Ma io dico, tutti a me?!”. Se la verità è che non esiste una motivazione esoterica o astrologica per questo tipo di atteggiamento (ebbene sì, Giove in opposizone non c’entra nulla), ci sono però una serie di passi falsi da evitare per non risultare proprio alla canna del gas.

1_Pedinarlo

Sbatti and the city: quando lui sparisce

Ora, non che “pedinare” significhi per forza improvvisarsi Tom Ponzi con un (magnifico, tra l’altro) impermeabile Burberry addosso e un’allure da poliziesco anni ’70. Qui ricadono infatti tutte le azioni ascrivibili a:  passare per caso davanti alla sua palestra nei giorni in cui si allena (“Sono ingrassata ultimamente, e poi il mensile è in offerta”), fare un salto ai cinesi in Moscova il giovedì sera (“Ah sì boh, forse è il giorno del ritrovo con i suoi amici”), andare all’Esselunga dei single in Papiniano (“È un caso che sia la sua, ti giuro!”) un giorno sì… e l’altro pure. L’autogiustificazione è come una droga: crea assuefazione, ma rischia di essere letale. Per voi, non per lui (tra l’altro!).

2_Stalkerizzarlo sui social

Sbatti & The City: quando lui sparisce

Udite udite: nonostante gli abbiate augurato un numero consistente di intossicazioni alimentari, lui è vivo. Mangia (beh, almeno finché le vostre preghiere di cui sopra non verranno esaudite), dorme, sparisce, esce, fa serata; soprattutto, posta sui social.  Notare con grosso fastidio e disappunto che “Ieri sera ha fatto check-in da Ugo!” non è una scusa sufficiente per accordargli il like di superiorità, con lo scopo di “fargli vedere che comunque non me la sono presa”. D’altro canto, non è nemmeno credibile che la vostra vita milanese si trasformi di colpo in un continuo carnevale di Rio, e che sui social abbondino foto che vi ritraggono mentre vi state divertendo tantissimo a feste dove gli invitati hanno almeno la metà dei vostri anni. Ok, per disattivare le sue notifiche dalla home di Facebook occorre essere un parente del Dalai Lama, per cui qui la regola generale è semplice: non strafare. Piuttosto, guardate e passate oltre, ché il mal di sushi è meno raro di quanto si creda.

3_Chiedere di lui in giro

Sbatti & The City: quando lui sparisce

“Ciao ragazzi anche voi qui? Maaa… Fede come sta?”. Toglietevi quell’aria da Bambi, perchè lo sgamo è dietro l’angolo. Se avete trascinato le vostre amiche al Mag (“lì sì che si beve bene”), se siete accindentalmente inciampate tra gli amici di lui, se vi sentite addosso gli sguardi increduli e imbarazzati di entrambi i gruppi: salutate, girate i tacchi e, insieme al cappotto, riprendetevi anche la vostra dignità. 

4_Chiudersi in casa

Sbatti & The City

Una sera mettete lo smalto, una sera andate in palestra, un’altra sera vi riposate, poi le scuse finiscono. A meno che non abbiate il corpo di Kayla Itsines, evitate di chiudervi in casa e di limonare col gelato tutta la sera. Se per puro caso ci fosse un figo là fuori pronto ad aspettarvi, non saranno i vostri 5 chili in più a conquistarlo. Cosa cosa? Si dice che quella che conta è la bellezza interiore? Può anche darsi, certamente, ma se lui sparisce, voi fate sparire con altrettanta velocità quel dannato cucchiaino.

5_Supplicarlo

Sbatti & The City: quando lui sparisce

Ok, non siete un Jack Russel. È inutile cercare le sue attenzioni mandandogli su WhatsApp il link “di quella canzone che mi avevi fatto scoprie, ricordi?”. Se lui sparisce e non si fa sentire da sette giorni, è soltanto perché non gliene frega (più) nulla. Fate in modo che il cucciolo scodinzolante che è in voi non si trasformi in uno zerbino ambulante, raccogliete i cocci e voltate pagina a testa alta. Tenendo bene in mente un vecchio adagio: nel (malaugurato) caso in cui il lui in questione dovesse tornare, non è perché si è magicamente reso conto di volere proprio voi. Ma perché con tutta probabilità nessun’altra l’ha voluto.

Arrivederci al prossimo sbatti!

Il Milanese Imbruttito

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