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Rivoluzione mezzi pubblici: arriva il bus che si autoguida. Presto anche aMilano?

Sivabbè, e poi cosa ti aspetti, pure l’autobus che si autoguida? Sì, forse. Se quando prendete la metro lilla ancora andate a dare un’occhiata nella prima carrozza, giusto per vedere come viaggia il mezzo sotterraneo senza guidatore (ovviamente solo il Giargiana ci rimane, perché l’Imbruttito le carrozze con guida automatica già le aveva viste nei suoi mille viaggi di lavoro in giro per il mondo), beh, ora sappiate che potrebbe esserci molto di più.

Perché in Europa l’autobus driverless esiste già. Non aMilano però (almeno, per ora), ma a Parigi. Si tratta di un nuovo esperimento, effettivamente, rivoluzionario: dalla scorsa settimana due minibus senza conducente collegano la Gare d’Austerlitz e la Gare de Lyon, cioè due tra le stazioni più importanti di Parigi. I minibus prodotti dalla società Navya sono per 6 posti, quindi senza rischi di resse da pullman strapieni. Si tratta del primo step verso un qualcosa che potrebbe forse davvero cambiare per sempre il trasporto pubblico nei prossimi anni (probabilmente decenni).

«I veicoli autonomi rappresentano una rivoluzione per ogni città del pianeta – ha dichiarato il vicesindaco della capitale francese, Jean-Louis Missika – e nel corso dei prossimi 20 anni cambieranno il nostro ambiente urbano e lo spazio pubblico». Un’innovazione interessante e all’avanguardia: i minibus, che saranno in servizio tutti i giorni dalle 14 alle 20 fino al prossimo 7 aprile, utilizzano una combinazione di laser e telecamere che riescono a rilevare la presenza delle persone e degli oggetti intorno. Non si tratta del primo esperimento nel mondo: già in Giappone, Olanda e Finlandia furono fatti testi simili a questo. Ma se, un giorno, dovessero arrivare in Italia, Milano (in quanto città più smart del Paese) potrebbe essere la candidata ideale alla prova dei bus automatici.


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Certo, potrebbero così prendersi male i conducenti ATM. C***ofanno, ci vogliono togliere il lavoro? No, a quanto dichiarato da Elisabeth Borne, capo della rete di trasporto di Parigi: «Le navette non sostituiranno i bus, ma saranno un mezzo supplementare per rispondere ai bisogni della mobilità futura». Sarà… i parigini per ora sembrano presi bene dalla cosa. Forse un giorno, e forse presto, si vedrà pure cosa ne penseranno i milanesi.

Mapoi, almeno con ‘sti bus elettronici, si riusciranno a bloccare tutti gli Ayeye Brazorf che salgono senza biglietto?

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