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Gigi D’Agostino: i 5 motivi del successo eterno e indiscutibile de “Il Maestro”

Lui viene da lontano, con i suoi dischi in mano… lui viene da Torino, è Gigi d’Agostino!”.

E da Torino è infatti arrivata, nel lontano 1967, la stella del giargianismo, l’icona della musica tamarra per eccellenza, l’inventore dei sottofondi delle serate sulle Fiat Punto truccate, il compositore delle colonne sonore delle più ignoranti risse viste nelle discoteche di secondo ordine, il celebre ed inestimabile creatore del “Lento Violento”.

È lui, “il Maestro”, Luigino Celestino – detto Gigi  D’Agostino. Chiamala mediterranean progressive, Italo Dance, musica commerciale o unz unz senza né capo né coda… la musica di Gigi d’Agostino ha fatto ballare mezza Italia per ore e ore (più che altro muovere il braccio su e giù a non finire come dei gran babbi).

E aMilano? Pure. Imbruttiti e Giargiana se lo ricordano bene nelle serate all’Alcatraz o al Tocqueville (di pomeriggio, verso la fine). Un imbarazzante, quanto vero, ricordo.

Il punto qui non è solo ricordare con tremenda nostalgia (o per qualcuno con enorme disagio) il buon Gigi, ma cercare di capire come sia possibile che ancora oggi il suo sound non sia passato completamente di moda. La gente, believe it or not, alle serate sta ancora andando fuori di testa per Gigi D’Agostino! Un esempio? L’evento del 18 febbraio, All Night Long *L’Amour Toujours Dj Set * Milano” al Fabrique, che su Facebook conta già più di 4mila tra partecipanti e interessati.

Sarebbe da studiare la psicologia e la fenomenologia che stanno dietro la moda eterna di Gigi D’Agostino, che unisce in qualche diabolico modo intere generazioni. Ora, chiamare un team di psicologi per analizzare i suoni di Dottor Dag mi pare un tantino eccessivo, ma vogliamo comunque cercare di capire i motivi per i quali persone con 20 anni di differenza ancora provano piacere sentendo pezzi come The Riddle.

1_I sobri outfit


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Nemmeno Platinette o il Divino Otelma accetterebbero di provare i completi che sfoggia il caro Luigino D’Agostino. Tailleur zebrati, cappellini da comandante, cilindri bianchi, giacche sgargianti, occhiali glitterati, pizzo ossigenato… I suoi outfit racchiudono tutti i gusti incoerenti e ripugnanti che solo i veri Giargiana possono apprezzare e ammirare. E la mamma del Giargiana è sempre incinta…

2_I testi di un certo livello


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Le hit più famose di Gigi D’Ag hanno un lavoro di testi che probabilmente ha richiesto mesi, se non anni, di duro lavoro interpretativo. Ne riporto di seguito alcuni estratti per cercare di coglierne l’essenza:

“Bla Bla Bla”
A A BEN, WAREM A BEN BEN, WAREM BEN BEN BEN, WAREM A WA TWO BEN BEN, WAREM A BLA A BLA BEN, WAREM A A BEN, WAREM BEN BEN BEN, WAREM A TWO BEN BEN.

“Super”

Un Deux Trois, Tarari Comme Ci Comme Ca, One Two Three Tarari the place to be.

“Ginnastica Mentale”

Fatico molto a passare da una condizione di sonno protratto, a uno stato di veglia totale. GINNASTICA MENTALE  ti ti ti fa tico ti ti ti fa tico ti ti ti fa tico.

Le canzoni di Gigi hanno testi decisamente base, ripetitivi e per nulla importanti. Ascoltarlo non è chic e non impegna: basta spegnere il cervello, cosa che fanno in tanti, da anni ed anni.

3_I video di classe

Che siano con l’omino stilizzato di BlaBlaBla o di The Riddle, o le tamarrate dei video di L’Amour Tojour o Another Way, tutte le clip musicali sono leggere. Con buona pace dei registi, non c’è un lavoro di scrittura creativa o di effetti speciali memorabili, ma sono di certo simpatici e fanno sorridere (anzi, proprio ridere). E ce n’è sempre più richiesta, numeri alla mano: i suoi video più famosi superano le 20 milioni di visualizzazioni su YouTube!

4_Siamo vecchi (ed i remix aiutano)


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Oh, non c’è niente da fare. Una volta erano le balere, poi i Bee Gees. Ora siamo noi, i vecchi. E Gigi D’Agostino significa rivivere la gioventù di tanti attuali 30/35enni. Ecco allora lo spopolare delle “Zarro Night”, dove mostrare magliette fosforescenti, occhiali da sole in pista, cappellini con la visiera leggermente alzata e lacrime di nostalgia. I maschietti ora trentenni si dimenano in centro pista e spesso si mettono d’impegno per provarci con le 20enni… sì, perché ci sono anche le 20enni (e i 20enni), zarri pure loro. “Il Maestro” infatti  è un’icona “transgenerazionale”, e questo grazie a dei recenti remix che gli hanno ridato gloria. Su tutti, di certo, quello di Dzeko&Torres con Tiesto, che hanno remixato un paio di anni fa l’Amour Toujours, con grande successo tra tutti, giovani e non.

5_I post su Facebook

I numeri sui social parlano chiaro: Gigi D’Ag si sa muovere alla grande anche lì. Facciamo un check su Facebook. Zucchero? Nemmeno un milione di fan. Marco Mengoni? 1,7 milioni. Fedez? 2 milioni… tsè! Gigi d’Agostino? 2 MILIONI E MEZZO! Quasi come Tiziano Ferro e poco meno di Ligabue. I suoi post celebrativi, e di lancio delle serate (sì, anche quelle alle Rotonde di Garlasco!) riescono a raggiungere i 14mila like. I social uniscono tutti, scatenano il Giargiana.. e lui li sa cavalcare bene. Che “Maestro”.

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