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Ho provato SecondChef, il nuovo servizio clicca e cucina, e ho scoperto che non è una Giargianata!

Qualche settimana fa mi trovavo in metro dopo una lunga giornata da sclero al lavoro. Sulle banchine delle varie fermate ho notato un sacco di cartelloni pubblicitari con del cibo in bella mostra e lo slogan SecondChef – Semplicemente Cucinare“. Non ho capito subito, ma per curiosità ho cercato il loro sito per capire di cosa si trattasse esattamente. In pratica ti registri, scegli alcuni piatti e ti portano a casa un box con gli ingredienti freschi (già “porzionati”), nella fascia oraria e nel giorno che preferisci. Poi li devi cucinare, ma ti viene fornita la ricetta con l’esplicita promessa del poco sbatti per eseguirla. L’idea di fondo è che tu sei l’Executive Chef con un sottoposto da comandare – il SecondChef appunto – che ti prepara la “linea” mettendoti nelle condizioni di esprimerti al TOP! ai fornelli.

Confesso di aver subito pensato ad una Giargianata siderale (“pacchi contenenti cibo spediti!?“) e poi di essermi sentito un po’ come Pozzetto in un remake 2k17 de Il Ragazzo di Campagna (“questi non mi ritengono nemmeno capace di cliccare un pomodoro!?“).

Quando ho rivisto i cartelloni la mattina successiva con la mente fresca, ho però pensato che “Pheega se l’han fatto è perché a qualcuno serve!“. Come sempre, quando si parla di cibo, la curiosità mi è salita a mille.

Ho quindi contattato SecondChef per capire meglio ‘sta storia del pac… (ehm del box!). Mi hanno detto che raccolgono gli ordini qualche giorno prima, così possono organizzare una consegna ad hoc. In questo modo i prodotti del box che hai ordinato arrivano “dal campo la notte prima al loro centro logistico, così da venire preparati e spediti in meno di 24 ore. Altri servizi concorrenti che promettono consegne in meno di 24 ore devono invece tenere la merce in magazzino e questo va a discapito della freschezza/qualità.

Ok! Va bene il bla bla, ma da vero Imbruttito, sono malmostoso e diffidente by definition. Per levarsi l’etichetta di Giargianata non mi basta immaginare un contadino che lavora apposta per portare il meglio sulla mia tavola l’indomani. Alla “favola” promozionale della persona oltre le cose ho smesso di credere da un pezzo: voglio i fatti, fatemelo provare!

Ho ordinato un box di tre ricette per due persone per sottoporre SecondChef ad un test particolarmente severo: la prova del TAAC!

In pratica, ho messo in fila i miei dubbi originari per vedere se il servizio era in grado di superarli. Ogni volta che ci è riuscito ho assegnato un TAAC!, unità di misura del Grado di Imbruttimento. Ecco com’è andata.

1_Arriva veramente quando voglio? 

Il mio rapporto con corrieri e spedizionieri è usualmente uno sbatti. Passano negli orari a c***o loro, non trovano nessuno e lasciano un biglietto di mancato recapito: “se vuoi  il pacco vienitelo a prendere“. Ovviamente in qualche deposito sperduto di Inculhinterland. Questi di SecondChef mi hanno stupito positivamente. Abbiamo concordato un orario serale e hanno spaccato il minuto, manco fossimo in Svizzera. Cosa che a mio avviso è importantissima per far una buona impressione sul cliente, ma soprattutto perché stai maneggiando del cibo.  Il ragazzo, gentilissimo, è salito sino al mio piano risparmiandomi anche lo sbatti di scendere.

Che dire? Primo TAAC! conquistato in scioltezza.

2_Ma le cose dentro al box? Ci si mangia?

Le tre ricette da me ordinate erano: risotto con crema di ceci, arrosto di vitello agli agrumi e – un saluto agli amici vegani – miglio decorticato con verdure, spezie e pinoli. All’interno del box gli ingredienti erano sistemati con ordine, adeguatamente separati ed etichettati. Inoltre, per le cose deperibili ho trovato una borsa termica con dei ghiaccioli all’interno che posso anche riutilizzare per i c***i miei. Per quanto attiene alla qualità ho analizzato con cura ogni singolo ingrediente, e tutti mi sono sembrati molto freschi. In tema quantità credo che pure ci siamo con porzioni che possono sfamare (e vi garantisco hanno sfamato) due persone con appetito medio senza sprecare nulla. Certo se siete della stazza di Antonino Canavacciuolo o del compianto Bud bisognerà aumentare il numero di porzioni.

Questi fanno sul serio! Secondo TAAC! preso.

3_Non è che devo aggiungerci del mio

Se c’è una cosa che mi dà veramente fastidio è quando compri un preparato e devi metterci un sacco di ingredienti tu (latte, zucchero, caffè, uova ecc.). Pheega mi viene l’herpes. È un po’ come comprare qualcosa a batteria, senza le pile nella confezione. Nel box mancavano solo sale, pepe e olio. Diciamo che non comprendo perché di curcuma e cumino abbondi e non mi metti un pizzico di sale… credo però che tutti possiamo essere d’accordo si tratti di un peccato veniale, visto che sono ingredienti abbastanza comuni in tutte le cucine di casa. Mal che vada il sale lo chiedi alla vicina di pianerottolo gnocca, così finalmente la puoi invitare a cena invece di chiederle l’amicizia su Facebook.

Terzo TAAC! (Bene che diventa benissimo se la vicina accetta l’invito)

4_Si sclera a cucinare? E il risultato?

Tendenzialmente lo sclero in cucina non c’è stato. Le ricette sono molto semplici da realizzare e i passaggi ben spiegati. Ovviamente, un minimo di competenza di base tra i fornelli serve. Della serie, se non sai nemmeno friggere un uovo lassa stà.  Non crediate nemmeno di poter diventare degli Chef provetti e di iscrivervi con qualche chances di vittoria al casting di Masterchef Italia. Lì il box è Mistery e con il c***o che hai un SecondChef a disposizione! Quanto ai piatti (finalmente si mangia): il risotto è interessante (con il mix di cereali e legumi non si sbaglia mai!) e la pancetta croccante ne esalta il sapore. La carne dell’arrosto è buona e gli agrumi (limone e arancia) si sentono pur senza essere invadenti.  Il miglio credo di non averlo mai mangiato prima, ma alla fine con verdure spezie e pinoli ha il suo perché. Non mi sono trasformato in un canarino. Che poi, c***osignifica decorticato?

Quando si mangia bene il TAAC! lo si prende. E sono quattro.

5_Quanto costa la “baracca”?

Il box con tre piatti per due persone costa 59 Euro. Poi ci sono anche diverse soluzioni e puoi anche abbonarti al servizio, con ricette sempre nuove ogni settimana. Prima dell’ordine, i prezzi mi sembravano decisamente alti (“C***omene dei tuoi costi!?“). Non ho fatto il confronto diretto con una spesa equivalente al supermercato, però bisogna considerare tutta la faccenda in termini oggettiviÇa va sans dire che se fossi uscito a mangiare o avessi ordinato delivery le stesse cose avrei speso di più (senza nemmeno vedere e toccare con mano la qualità degli ingredienti). Se fossi andato al supermercato ci sarebbe stato lo sbatti di fare tardi, la benzina, le code in cassa ecc. Molto probabilmente, per non cenare a mezzanotte, avrei preso qualcosa di pronto dal banco gastronomia (sicuramente costoso a parità di qualità). Anche se avessi deciso di replicare gli stessi ingredienti nel carrello, le dosi non sarebbero mai combaciate con quelle necessarie, avanzando alimenti con il rischio di sprecare cibo e cash. In più avrei fatto incetta di roba che non mi serve nel breve periodo, semplicemente per i punti o per qualche promozione in atto (generalmente al supermercato finisco sempre per comprare il doppio delle cose scritte in lista).

Detto questo, sul quinto TAAC! non me la sento di assumermi la responsabilità. Il prezzo mi è sembrato congruo rispetto al servizio ricevuto, ma ognuno deve valutare per i c***i suoi. Posso solo dirvi che dopo averlo provato, non mi sembra più una Giargianata.  Se vi capiterà di provare un box di SecondChef, la vera eccellenza Imbruttita la potrete però assegnare solo voi.

Qui sotto i miei piatti (abbiate pietà di me, ci ho provato con tutto me stesso a fare il food blogger Imbruttito!)

Risotto con crema di ceci

Arrosto di vitello agli agrumi

Miglio decorticato con verdure, spezie e pinoli 

Ps. (specie per mia moglie con la quale ho smezzato i piatti): la vicina gnocca nel mio caso non esiste.

Articolo scritto in collaborazione con SecondChef

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