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Milano diventerà la nuova Londra, anche il sindaco Sala lo conferma: ecco la strategia

Risottino giallo is the new Fish and Chips. O almeno è quello che spera il sindaco Giuseppe Sala.

Dopo Brexit, l’ipotesi che Milano potesse diventare la nuova Londra (economicamente parlando) era già stata portata avanti dal Financial Times. La dinamicità della città imbruttita, l’essere la capitale economica del Paese, la recente apertura di nuovi e grandi sedi di aziende multinazionali, il fervore culturale… insomma, roba qui ce n’è per chi deve sloggiare da London City. Ovviamente appena è spuntata l’ipotesi non sono mancate le polemiche, anche perché l’Imbruttito vero lo sa: lui Londra la conosce bene, e – con tutto l’amore per Milano – è conscio che a livello di business ci siano ancora un po’ di differenze tra la capitale britannica e la città meneghina! Queste potranno impedire al capoluogo lombardo di sfruttare l’uscita dell’Inghilterra dalla Unione Europea per aumentare la propria forza economica?

No, secondo il governo ed il sindaco Giuseppe Sala, che pochi giorni fa hanno ufficialmente tramutato l’ipotesi di Milano come nuova Londra post Brexit in una vera e propria candidatura.

“Dobbiamo candidare Milano come capitale europea del post Brexit, favorendo un deflusso istituzionale, economico e finanziario. Questa città ha tutto il bello dell’Italia senza averne i difetti e ha raggiunto livelli di giustizia civile, burocrazia e sicurezza paragonabili a quelli delle grandi città straniere”, ha detto il Ministro degli Esteri Angelino Alfano. 


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Il Sindaco Sala ha quindi dettato la linea operativa: “Per raggiungere l’obiettivo abbiamo deciso di costituire una task force tra Governo, Comune, Consob, Banca d’Italia e Agenzia delle Entrate, chiedendo anche ad Assolombarda e Camera di Commercio di farne parte, per far sì che chiunque è interessato a costruire il proprio futuro in questa città possa avere un unico punto di riferimento”.

Ora, cari Angelino e sindaco Beppe, stiamo calmi e ragioniamo. Di certo tra tutte le città in giro per l’Europa Milano (ehvabbè, siamo di parte) è una di quelle che meglio unisce la mentalità business-oriented con una grande qualità di vita. E tutta la Lombardia ha dato prova di solidità, risentendo molto meno della crisi rispetto alle altre città italiane. Per attrarre investimenti, però, serviranno incentivi fiscali mica da ridere: solo così si batteranno le condizioni economiche migliori che potranno proporre altri Paesi in Europa.

Poi beh, è chiaro che avere nuovo capitale economico ed umano in città possa fare esaltare investitori, ristoratori, albergatori e soprattutto l’ego dei Bocconiani. Ma occhio al vero problema: questi non usano mica inglesisimi a caso, ma parlano davvero inglese! E allora che facciamo: salto di qualità o vera figura di m***a??

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