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Fashion Dummy: il manichino che percula i morti di fama durante le fashion week

Avete presente quei casi umani che stazionano fuori dalle sfilate durante la settimana della moda? Chiaramente no, perché a differenza loro avete un lavoro vero. Beh, fatto sta che ogni Fashion Week che Dio manda in terra, questa pletora di disoccupati seriali, arrampicatori sociali, morti di fama e perenni mortificatori del buon gusto, si piazza nelle location in cui si svolgerà una passerella con l’obiettivo di apparire in qualche inquadratura sfocata di una gallery per Il Fatto Quotidiano.

Stiamo parlando di una specie autoctona rarissima che rimane appartata durante il resto dell’anno per svernare in quelle uniche settimane in cui sente odore di neoprene ed ecopelle da sfilata, e che fa parte della più grande famiglia animale chiamata LPSS (Lavoratori Presso Se Stesso) – da non confondere con loro simili, i FBW (Fashion Blogger Wannabe) che fanno invece parte di un altro ramo, quello degli ex-SASDV, ovvero gli ex-Studenti Alla Scuola della Vita. Insomma, un quadro complicatissimo che rimanda comunque ad un’unica grande specie: i casi umani.

Proprio con l’obiettivo di trollare queste categorie è nato Fashion Dummy, un progetto che porta alle sfilate un manichino, vestito come i pirla che vi stazionano davanti, e percula tutti i morti di fama senza che questi, il più delle volte, neppure se ne rendano conto. Win win: troll per chi ci crede così tanto da sbracciarsi per farsi notare, e per chi va a scorrersi le gallery dei look di strada e vedere ‘sta mandria di poracci prendendo pure ispirazione.

Come ogni blogger che si rispetti, il manichino ha tutti i profili social possibili e immaginabili dove seguirlo, Facebook, Instagram ecc. Non bastasse, gli è stato pure creato – solo temporaneamente – un profilo Tinder con il quale ha ottenuto più di 400 match (facciamoci delle domande), il 70% delle volte con uomini (facciamoci pure un esame di coscienza, già che ci siamo). Cosa volevano questi personaggi dal manichino? La qualunque:

Alla fine, a furia di girare, è pure diventato famoso:

D’ora in poi, vi capitasse di beccarlo per strada, non stupitevi. Anche noi siamo finalmente riusciti a spiegarci un paio di cose:

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