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Ho mangiato in locali “salutisti” per una settimana: vi racconto come è andata a colpi di TAAC!

Frequentare locali “salutisti” come necessità. Confesso di aver molto peccato di gola nel recente passato e di non essere un fan del detox. Prima il giro degli Spontini, poi le feste di Natale ed eccomi qua, gia’ terrorizzato dalla prova costume e dal piatto della bilancia.  Pur essendo un neofita, mi sono voluto buttare a capofitto nel mondo dei locali salutisti diMilano. Non mi sono studiato teorie strane, indici glicemici, calorie ecc. Ho voluto scoprire sulla mia pancia queste “terre inesplorate” per una settimana. I ristoranti li ho scelti un po’ ad ca**um e per sentito dire. Ecco il risutato condito – almeno quello – con le valutazioni del Grado di Imbruttimento espresse in termini di TAAC!

1_Lunedi’ – MANTRA RAW VEGAN (Via Panfilo Castaldi,21)

La partenza è con il botto. Il battesimo del fuoco (spento) avviene in un ristorante crudista a cena, in Porta Venezia. È molto presto e il locale è ancora vuoto. Mi sento in colpa perche’ ho interrotto il pasto di una delle cuoche (ma si chiamano così anche se nessun alimento viene cotto!?). Locale molto minimal, un pizzico radical chic, ma tutto sommato gradevole. Ordino dei cavoli essiccati al formaggio per stuzzicare e li trovo molto meglio di qualsiasi patatina “vera”. Come portata principale, un piatto di gnocchi alla zucca misti con crema di funghi e limone, cider alla pera e croccante speziato di semi: molto bello a vedersi, gradevole ed equilibrato al gusto, ma ne avrei mangiati il doppio. Decido quindi di ordinare un TIRAWMISU (tanto e’ crudista c***omene!). Da grande esperto di creme al mascarpone “vere” dico che la versione vegan non mi dispiace: è tutto bilanciato, anche se un po’ troppo freddo. Bisogna ammettere però che l’emozione del savoiardo pucciato nel coffee e dell’uovo a crudo nella crema è tutta un’altra cosa. Staff cortese che mi regala pure un paio di opuscoli per cercare di “convertirmi” alla filosofia crudista. Il conto però fa venire l’ipertensione (25 Euro bevendo acqua): un po’ troppo salato per quello che ho mangiato, ma forse sono io il pirla che non capisce quello che ci sta dietro e a pranzo forse avrei speso un po’ meno.

Grado di Imbruttimento: 3 TAAC! (Bene, ma non benissimo!)

2_Martedi – CENTRO MACROBIOTICO MILANESE (Via Larga, 7)

Esiste da molto prima che i locali salutisti diventassero di moda, precisamente dal 1972. Però devi sapere che è lì, visto che bisogna salire al primo piano e nel portone c’è solo una targhetta. Io la parola macrobiotico l’avevo sentita praticamente solo in una canzone degli Articolo (l’Impresa eccezionale). Mi ero fatto un’idea tipo di una “setta” di tipi strani che volevano occupare il reparto casalinghi dell’Esselunga… invece mi accolgono con un sorriso. La gente che mi circonda sembra “abbastanza” normale, a parte qualche discorso da pippa mentale sulle intolleranze che ho avuto modo di ascoltare. Menù fisso a pranzo le cui portate cambiano ogni giorno a 8,50 Euro. Ho mangiato zuppa di miso, sorgo alla zucca e fagioli borlotti. Da bere un tè bancha. Tutto buono e durante il pomeriggio non mi è venuta fame. In più sembrano accettare ogni tipo di buono pasto (cartaceo o elettronico). Anche se la location è un po’ da alternativo vintage, occorre badare alla sostanza. Tornerò sicuramente.

Grado di Imbruttimento: 4 TAAC! (Bella lì il Macrobiotico!)

3_Mercoledì – UNIVERSO VEGANO (Via Solferino, 41)

Universo Vegano è una catena piuttosto nota. Anche un carnivoro come me la conosce e, anzi, apprezzo molto le loro zuppe. Quello che pero’ non mi piace è il voler imitare in tutto e per tutto piatti non vegani, come gli hamburger o addirittura scimmiottare le ricette tradizionali della cucina regionale (come le lasagne). Pur pensando che si tratti di una forma di invidia penis ho voluto mettere alla prova  i pizzoccheri con il formaggio vegetale al posto del bitto e, ovviamente, senza il panetto di burro con il quale andrebbero grassamente conditi. Secondo me, visto che proprio li vuoi imitare, se non sono paragonabili a quelli che si mangiano in Valtellina, ciao proprio (criterio severo, ma giusto). Il sapore è buono, ma con la struttura del piatto proprio NCS: a Bormio te li tirerebbero dietro e mai reggerebbero un abbinamento con un corposo vino rosso valtellinese. Chiamatela pasta di grano saraceno con verza e patate che è meglio! Alzano l’umore i falafel di quinoa, molto meglio soli che “male” accompagnati (la salsa tzatziki vegana non va bene nemmeno per la Grecia in default). Prezzo onesto (10,90 Euro) e accettano il buono pasto elettronico. Penso che la prossima volta ordinerò nuovamente zuppa e falafel senza salsa, sempre se mi lasceranno ancora entrare dopo che capiranno chi ha scritto questo articolo.

Grado di Imbruttimento: 3 TAAC! (media di 2 su pizzocheri e salsa e 4 con menzione su zuppe e falafel)

2_Giovedì – THAT’S VAPORE! (Corso di Porta Vittoria, 5)

Locale specializzato nella delicata cottura al vapore, che punta a valorizzare le caratteristiche degli ingredienti in modo salutare. Location che vorrebbe farti sentire in mezzo alla natura, ma forse l’architetto si era bevuto, come me, un centrifugato alla spirulina prima di progettarlo. A parte questo e lo staff, che pare peccare un po’ di inesperienza nel gestire il flusso cospicuo di clienti a pranzo, il cibo in vetrina è bellissimo. Il pesce è molto invitante, ma decido per tofu, olive, verdure e quinoa. Il gusto conferma l’impressione ottima, il conto un pochetto meno: 16 Euro senza accettare il mio ticket elettronico fanno male. Sarà colpa della spirulina. Mentre torno al lavoro un dubbio mi assale: ma che c***o è la spirulina?

Grado di Imbruttimento: 4 TAAC! (con la spirulina si fattura!)

1_Venerdì – EXKI (Piazza Santa Maria Beltrade, 1)

Locale che fa parte di una catena internazionale. La cosa bella è che qui c’è una gran varietà di portate, anche caloriche se proprio non se ne può fare a meno. L’inserimento tra i salutisti deriva dalla qualità e stagionalità degli ingredienti. Rinuncio alla tentazione di un lonzino di maiale tonnato e prendo tre mini burger con contorno, verdure saltate con sesamo e frutta cotta. Il tutto buonissimo specie se condito con la lettura della Gazza. Questo format ha solo qualche piccolo difetto. Il packaging sembra un plasticone e solo dopo che hai assaggiato capisci che dentro c’è roba buonissima. Inoltre, davanti ai frigo si piazzano un sacco di imbranati IMAC per leggersi le etichette, e questo crea nelle ore di punta un po’ di coda, ma scorrevole. Personale gentilissimo e i buoni pasto te li caricano su una loro prepagata, così la prossima volta si fa prima. Conto di 14,70 Euro. Nel complesso ci sta. Cibo di qualità e siamo a due passi dal Duomo, mica da un kebabbaro di NoLo.

Grado di Imbruttimento: 4 TAAC! (ma che vuol dire Exki?)

Concluso il tour salutismo, chiudo la settimana con – 2 Kg sulla bilancia. Non male. Certo mangiare sano fuori casa è un investimento e i risultati non vanno dispersi con prosecchini e taglieri di salumi e formaggi (veri) nel weekend. Quindi vai di reparto ortofrutta al supermercato, magari con una qualsiasi tessera punti ben “carica” + enne Euro si può pure portare a casa una centrifuga  per provare a casa il beverone alla spirulina.

Per quanto riguarda i locali salutisti, le valutazioni mostrano un buon livello qualitativo nel complesso. Certo il quinto TAAC! – quello che ti porta al TOP! – è un po’ come il sogno della terza stella per Cracco. Te lo devi sudare!!

 

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