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Torna l’ora legale: più luce, ma si dorme di meno (sì, anche se è domenica)

La notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo torna l’ora legale. Il che significa che dovremo spostare le lancette avanti di un’ora, tra le due e le tre di notte, e dormire 60 minuti in meno, che per una che già normalmente pospone la sveglia di cinque minuti in cinque minuti, sognando tra una suonata e l’altra, è una vera tragedia.

Smartphone, tablet, computer e apparecchi tecnologici intelligenti si aggiorneranno automaticamente, mentre se utilizzate ancora la vecchia sveglia dovrete ricordarvi di mandare avanti le lancette di un’ora. O arriverete in ritardo al vostro brunch della domenica. Di fatto si guadagnerà un’ora di luce in più, che potrete sprecare gonfiando il pettorale in palestra o cercando di beccare la luce giusta per il tramonto sui Navigli da pubblicare su Instagram.


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Il principio su cui si basa l’ora legale nacque da una proposta di Benjamin Franklin, espressa in una lettera del 1784 a un giornale di Parigi. L’idea è quella di risparmiare sull’energia sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica.

In Italia l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, in piena Prima Guerra Mondiale. È stata abolita nel 1920 per poi essere ripristinata e sospesa diverse volte durante il secolo scorso. Dal 1966 al 1980 era in vigore per quattro mesi (da maggio a settembre). Dal 1981 si è deciso di applicarla già dal mese di marzo, scegliendo l’ultima domenica come data prestabilita. L’ultima modifica risale al 1996, quando è stato deciso che il passaggio dall’ora solare a quella legale fosse uguale per tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Nonostante sia passato più di un secolo (nel vero senso della parola) da quando è stata adottata per la prima volta, ancora c’è chi non si dice convinto del risparmio che l’ora legale dovrebbe generare. E allora ecco che Terna, operatore di reti per la trasmissione dell’energia elettrica, ha messo a disposizione i dati relativi al risparmio di energia elettrica ottenuto in Italia lo scorso anno.

Si scopre così che c’è stato un minor consumo di energia elettrica che ha consentito il risparmio di 94,5 milioni di Euro, pari a circa 580 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di oltre 200 mila famiglie. Mica male.

Epperò, c’è sempre chi continua a non vedere di buon occhio l’ora legale. Il motivo? Alcuni studi sostengono che lo spostamento delle lancette provochi uno stress per l’organismo, per via dell’alterazione della fase sonno-veglia (per un’ora sola? Direte voi. Beh, pare di sì). In pratica il solo dormire un’ora in meno o un’ora in più può provocare un effetto simile al jet-lag. Roba che manco si facesse Milano-Miami andata e ritorno in un weekend. Eppure alcuni studi hanno registrato  casi di cali di concentrazione e addirittura depressione in seguito al cambio dell’ora. Altro che “gomblotto”.

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