0 0

Vita da Fuorisalone: la giornata-tipo nella settimana più sclerata dell’anno

Durante il Fuorisalone ogni milanese si alza e sa che dovrà correre più dei Giargiana in trasferta per accaparrarsi un posto sui mezzi. Proprio in questi giorni, nella zona tra Solari e Savona, lungo la linea 14 che fa capolinea a Mannaggialamalorasembra di stare a Calcutta.


Uno scatto all’angolo tra via Solari e via Stendhal, martedì 4 aprile – Credit immagine

Non che il resto della città se la cavi meglio, sopratutto quando ATM decide di infilarci le solite 4 ore di sciopero a caso mandando in tilt la città*.

via GIPHY

*Ogni riferimento a fatti o episodi realmente accaduti è puramente NON casuale.

La giornata in ufficio scorre veloce: tra un vaf****ulo all’amico modaiolo che alle 3 del pomeriggio – non si sa come – si fotografa già agli eventi, e un Cristo Redentore tirato a tutta la gente che manda inviti a c***o agli eventi su Facebook, si fanno presto le 18 e, finalmente, è ora di buttarsi nella movida. 

via GIPHY

Il milanese ha un unico obiettivo: bere.

via GIPHY

Si, ma DOVE? Perché va bene che ci sono 3mila eventi, ma il rischio di finire in mezzo al gruppo vacanze arrivato con il diretto Katia Tours da Vizzolo Bredabissi anche no. E allora che fare? Dove andare? Quale distretto scegliere per non beccarsi la gente appena uscita da quello di polizia? Questo è il momento preciso in cui ognuno si pente di aver sfa****ato le decine di inviti ricevuti il pomeriggio in ufficio. Ecco un breve RVM di quel momento:

via GIPHY

Il tempo stringe, tanto vale raggiungere gli amici ad un open bar. Meglio andare sul sicuro.

via GIPHY

Ma a Milano, lo sanno tutti, open bar fa (quasi) rima con morti di fam, che infatti tentano di infiltrarsi in ogni dove in stile alba dei morti viventi.

via GIPHY

Immagini esclusive riprese a un evento in Brera mercoledì 5 aprile

La tecnica più usata da questi infiltrati è millantare parentele e amicizie: “Sono sorella di tizio, moglie di caio, figlia della Contessa Bagatti Valsecchi Vien Dal Mare”. Tutto inutile: you can’t fuck with Fuorisalone, baby!

I veri PRO sono ovviamente in lista: occorre solo farsi strada tra questa sfacciata pletora di wannabe per essere finalmente dentro.

via GIPHY

4 chiacchiere, un po’ di networking, il primo drink in mano, e ci si inizia vagamente a rilassare, ma la sensazione di essere un pesce fuor d’acqua in mezzo a tutto quel concetto non passa. Perché diciamoci la verità, tra i catto-hipster con l’occhiale grosso e tondo, intenti ad accarezzare chaise longue in tessuto tecnico mentre parlano di materiali biosostenibili, il vero milanese si sente a suo agio come Flavia Vento alle Nazioni Unite. 

via GIPHY

Meglio fare come fanno tutti: fingersi esperti.

via GIPHY

Tempo un’ora con l’alcol ci si potrebbe riempire il Piave: la palpebra* comincia a calare pesantemente.

via GIPHY

*Leggi: dignità

Meglio tornare a casa prima che sia troppo tardi. Trovare un taxi è un’impresa impossibile, tanto vale mettersi nell’ottica di farsela a piedi.

via GIPHY

Sbatti finiti? Macché ragazzi, il Fuorisalone, insieme al concetto, porta con sé un’unica certezza: la pioggia. Meglio ricordarselo.

via GIPHY

In bocca al lupo, ne abbiamo tutti (tremendamente) bisogno.

Commenti Facebook
Iscriviti alla Newsletter Imbruttita

Inviando questo modulo, confermi di accettare la nostra politica sulla privacy.


Il Milanese Imbruttito

Una pagina Facebook che nasce dopo un’attenta e imparziale osservazione della città, delle sue abitudini, del suo linguaggio e delle diverse tipologie umano/metropolitane che vivono e lavorano a MILANO.

La chiave e il tono ironico/realista che ne caratterizzano i contenuti, la identificano come riferimento e testimonianza moderna delle dinamiche sociali e dei cambiamenti linguistici all’interno della città.

Il Milanese Imbruttito non è né in orario, né in anticipo, né in ritardo; è già lì!

Vieni a trovarci sui nostri social!