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Tutti i templi scomparsi della musica milanese, dal Palavobis al Rolling Stone

I ricordi dell’adolescenza sono una brutta bestia. Soprattutto quelli legati ai primi concerti, magari accompagnati dal papà in macchina. Poi si cresce e pian piano riaffiorano le storie di quei locali di una volta, dove si ascoltava musica dal vivo, e che inesorabilmente, per una ragione o per l’altra, sono scomparsi.

Rispetto a qualche anno fa, la situazione live nella nostra città è nettamente migliorata. Ma c’è stato un momento, quando tutti questi posti hanno chiuso, che Milano rischiava di diventare una città dormitorio. Di colpo non c’erano più posti per suonare o ascoltare la musica. E volevi indietro la tua adolescenza. Un dramma.

Rivediamo insieme quali erano i famosi templi musicali che hanno fatto la storia degli ultimi 15-20 anni a Milano. E scopriamo che fine hanno fatto oggi!

1_Palavobis, Mazda Palace, Palasharp…


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La tensostruttura di via Sant’Elia 33 era il massimo per i concerti. Il tendone fu inaugurato come PalaTrussardi, nel 1986, con il primo concerto italiano di Frank Sinatra. Da allora il Pala cambiò mille nomi, a seconda dello sponsor, ospitando concerti da paura come quelli dei REM, Deep Purple, Nirvana, Metallica, Radiohead, Elio e le Storie Tese, Arctic Monkeys, Muse e tanti altri.

Ora il PalaSharp versa in stato di totale abbandono.

2_Rainbow Club


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Situato in via Besenzanica 3, era il punto fisso per i concerti e le serate indie o cosiddette underground (anche se questo termine fa trasalire ancora oggi). Dopo aver varcato la porta d’ingresso, si accedeva al locale sotterraneo tramite uno scalone. Pareti rosse, grondanti di sudore, grande palco per i live e tavoli intorno alla pista. Indimenticabile la serata Karmadrome del venerdì a colpi di new wave e brit pop.

Che cosa è rimasto oggi del Rainbow? Purtroppo è diventato il garage di una delle tante palazzine in zona Bande Nere. Ma vogliamo dare una speranza a tutti i nostalgici: il progetto Ricordi? Il Rainbow che offre una visita virtuale agli interni del locale.

3_La Casa 139

Un circolo Arci sarebbe troppo riduttivo. La Casa 139 in via Ripamonti era in effetti una casa, su due piani, dove gravitava tutta la scena milanese più interessante degli anni 2000. E un mucchio di concerti alternativi che ti facevano sentire il tipo giusto nel posto giusto al momento giusto.

Gli ex-proprietari della Casa 139 hanno aperto un nuovo locale, Il Serraglio, in zona Lambrate.

4_Rolling Stone


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Il mitico Rolling Stone di Corso XXII Marzo era il caposaldo per i live in città. Alla fine degli anni ’90 ci registravano anche alcune trasmissioni televisive, come MTV Supersonic. Era anche una discoteca su più livelli e con differenti generi musicali (accontentava tutti in una sola serata!). Fece da sfondo a una guerra tra bande rivali nel film I Fichissimi con Diego Abatantuono.

Chiuso nel 2009, per alcuni anni il suo futuro era incerto finché non venne costruita una palazzina nuova di zecca: la Stone Tower, 12 piani con porticato e box.

5_Transilvania Live


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Divenuto poi MusicDrome, il Transilvania Live di via Paravia era un ex-magazzino messo a nuovo, un posto stratosferico per i concerti. I muri erano costellati da finte lapidi e all’epoca andavano ancora di moda gli shot di tequila bum bum. Nato da una costola dell’altro Transilvania, quello con i serpenti vivi, il Live era l’ideale per tutti i darkettoni ma non solo.

Stessa fine del Rainbow Club: oggi è diventato un parcheggio per automobili.

6_Le Scimmie


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Le Scimmie erano un baluardo della musica jazz della Milano dei navigli. Inaugurato nel 1981 con Karl Berger al pianoforte e Attilio Zanchi al contrabbasso, è stato il palco di tante epoche e generi musicali diversi. Tutti concerti intimisti, dato lo spazio ristretto. Ci sono passati in tanti, da Enzo Jannacci a Morgan, passando per le band di giovani emergenti. La classica domanda del proprietario Ismael, in quest’ultimo caso, era: «Ma se ti faccio suonare, quanta gente mi porti?»

Nel 2015 lo storico locale ha chiuso i battenti, dopo vari anni di decadenza. Ne avevamo parlato qui.

Appello a tutti i trentenni: quali concerti ricordate che vi sono rimasti nel cuore?

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