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Dimmi cosa scrivi e deciderò se conoscerti: i peggiori messaggi che gli uomini mandano in chat

Palestra, aperitivi, messaggi e messaggini: ecco il favoloso – e caotico – mondo di noi donne 2.0. Nell’era dell’iperconnessione a tutto e a tutti – anche allo sbattimento – noi restiamo, comunque, sempre incasinate. Tra lavoro, casa e tempo (sempre meno) libero, abbiamo imparato a incastrare tutto: l’amica per pranzo, la manicure dopo lavoro e pure nostro nipote in auto, tra i sacchetti della spesa.

In una giungla metropolitana dove anche Mowgli avrebbe problemi ad orientarsi, diventa sempre più difficile trovare degli esemplari di fauna maschile che siano, prima ancora che interessanti, quantomeno accettabili. Si tratta di una sfida in cui la suspense è assicurata, e il lieto fine un po’ meno, anche perché ora ci si mettono pure loro, le App di dating online: ancore (ops, liane) di salvezza (si spera!) per molte, croci senza delizia per le altre.

Visto che, però, ambasciator non porta pena, sta a noi capire chi effettivamente ci troviamo davanti, o meglio, in chat. E c’è un solo elemento che può davvero aiutarci in quest’ardua impresa: i messaggi che l’uomo in questione ci scrive. Prima ancora del suo aspetto (beh, ormai lo sanno tutti: con le foto barare è un attimo), sono solo le iniziali frasi che vengono scambiate a darci una prima – ma fondamentale – impressione sul suo modo di essere, sui suoi gusti e sulle sue eventuali turbe.

Diabolici, surreali, a tratti grotteschi – ma purtroppo sempre veri – ecco (tutti) i quelli che noi donne odiamo profondamente.

1_«Sei in giro?»

Solitamente è un messaggio che viene scritto alle 2 di notte di un tranquillo martedì sera. In questo caso c’è poco da dire, se non rispondere il mattino dopo con un «Scusami, ma stavo ballando la lap dance al Lilì la Tigresse e ho visto tardi il messaggio, buonanotte!».

2_«Hey»

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Questo messaggio vuol dire tutto e non vuol dire niente. Considerando che ci sono donne che lo stanno interpretando da mesi, voi fate qualcosa di diverso e di più immediato: ignoratelo.

3_«Se ti passerei a prendere?»

E se studiassi l’italiano?

4_«Mandami delle tue foto…»

Questi puntini di sospensione tradiscono un’intenzione tutt’altro che nobile, e soprattutto rischiano di sortire l’effetto diametralmente opposto: far cadere le palle della diretta interessata. Se foste Briatore replichereste con un «Per me sei fuori!», ma dato che non lo siete… immedesimatevi, e rispondete ugualmente così.

5_«Raccontami di te»

Latte alle ginocchia. Suggeritegli di andare in libreria a comprare la vostra biografia non autorizzata, sia mai che capisca l’ironia e vi inviti fuori per un drink.

6_«Non cerco nulla di serio… ci tengo a dirtelo»


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Eccolo qua, l’uomo di ghiaccio. Ambiguo come Zorro, tagliente come Lupin, sfigato come Paperino (che però, a differenza sua, almeno è simpatico).

7_«Jajaja xché fai csì?»

Occhio, dietro lo schermo potrebbe nascondersi un minorenne… o un minorato. Il tempo che impiegate a decifrare il messaggio è inversamente proporzionale al grado di attrazione che questo vi suscita. Abbandonate la nave e abbandonate la chat.

8_«Posso essere sincero? Io odio scrivere messaggi!»


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Quindi, giusto per capire: che c***o ci fai su un’App di dating online? Forse il tipo in questione spera di conquistarvi con la forza del pensiero. Voi, per sicurezza, allontanatelo con la forza dello sclero.

9_«:)»

Studi e ricerche scientifiche stanno ancora cercando di dimostrarne il vero significato. Purtroppo, nel variegato mondo delle App di dating online, non ci sono filtri né selezioni all’ingresso… a meno che non siate su Once, e vi avvaliate dei suoi matchmakers personali, che si faranno in quattro per scegliere in base ai vostri gusti il tipo che fa per voi (nello specifico, uno che non manda emoticon ac***zo).

10_«Vieni qui a farmi le coccole»

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Della serie, credevo di stare in una App di dating online, e invece sono in un negozio della Trudi. Nessuno cerca un piccolo orsetto come compagno, se non di vita, anche solo di una notte: provate a pensare alla fine che rischiava di fare il buon DiCaprio, già quello dovrebbe costituire un buon deterrente.

Articolo scritto in collaborazione con Once

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