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Dal design al food democratico: arrivano ristoranti e bar indipendenti firmati Ikea!

Se nel 2013 a causa dello scandalo del ritrovamento di carne di cavallo nell’impasto delle kottbullar in alcuni punti vendita europei, le famose polpette svedesi erano rimaste in scuderia alimentando l’idea che il modello di ristorazione della multinazionale di Ingvar Kamprad fosse in crisi, negli ultimi anni hanno scalpitato così tanto da vincere il primo premio del palio: vedersi dedicare ristoranti e bar autonomi!

ikea ristoranti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il gigante svedese dell’arredamento fai da te (cercando di interpretare le istruzioni) Ikea aprirà infatti dei ristoranti autonomi al di fuori dei suoi maxi store! A lanciare la polpetta-bomba è  Gerd Diewald, capo della divisione Food dell’azienda, durante un’intervista per il mensile Fast Company.

«Abbiamo sempre definito le polpette il migliore venditore di divani» evidenziando come negli ultimi anni, tiri più una pelo di polpetta che un carro di tappeti Rens e librerie Billy. Sì, il fatturato Ikea dipende anche dal food.

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Da tutti quelli che, dopo due ore di acquisto compulsivo con il partner annoiato, si concedono 5 giri di gelato alla panna, l’azienda incassa circa 1,8miliardi di dollari all’anno: il 5%  dei 36,5 miliardi registrati nel 2016. Non solo gelato quindi. Sono 650 milioni i pasti serviti ogni anno e circa il 30 % dei clienti, arriva negli store Ikea soltanto per mangiare (e di sicuro non per comprare una bilancia).

ikea ristoranti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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«Se dai da mangiare ai tuoi clienti, restano di più, parlano dei loro possibili acquisti, prendono una decisione sul posto prima di lasciare lo store. È stata questa l’intuizione all’inizio» racconta il fondatore  Ingvar Kamprad, che aprì il primo punto ristoro nel 1958. Un po’ come andare al super a stomaco vuoto e finire con il comprare anche i commessi, solo che, qui, lo stomaco è pieno.

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Dopo i temporary restaurant – caffetteria, ristorante self service & bottega – aperti a Londra, Parigi, Oslo, a Milano durante le iniziative ideate per Expo e a Parigi, dove 15 aspiranti chef sfidarsi ai fornelli per 15 giorni, Ikea è pronta a indossare il cappello bianco da chef e fare il grande passo. Quando, dove, come, ancora non si sa, ma di sicuro anche Milano verrà travolta da una valanga di salsa ai mirtilli rossi.

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«Penso ci sia del potenziale. Spero che un giorno i nostri clienti possano dire che Ikea è un posto straordinario per mangiare. E a proposito, vendono anche dei mobili»  afferma Michael La Cour, Ikea Food’s managing director che già, si vede fare a polpette il mercato della ristorazione.

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Quindi: se fare shopping da Ikea a stomaco pieno aiuta a fare acquisti – ragionati – dite che i fashion designers di Balenciaga e la loro fantastica borsa fake Frakta bag da 1700 dollari, avevano fatto il pieno di meat o ci hanno voluto rifilare consciamente questa  cagata?

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