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Quant’era bello quando c’erano le canzoni trash del rap italiano da limone durissimo…

Che poi a pensarci era già un miracolo rimanere seri sentendo queste canzoni, figurati limonare.. eppure tra gli anni ’90 e l’inizio dei 2000 qualcuno ce la faceva! (Non di certo io, che di solito ero in un angolino a bere un Bacardi Breezer, pieno di invidia per i miei amici biondini che riuscivano a farsi le tipe).

Quelle canzoni le sentivo però, e le canticchiavo di brutto. Non stiamo parlando del rap romantico di massa alla «Serenata Rap» di Jovanotti, e nemmeno della cultura rap urbana emergente e comunque un po’ di nicchia che nei 90s prendeva piede, ma di quegli artisti che si sono messi a comporre perle d’amore trash per il grande pubblico, con grandi risate e qualche piccolo grande risultato.

Si, perché mentre dall’altra parte del mondo Eminem e Dr. Dre con macchine zompanti e rime violente insegnavano la legge del rap a Los Angeles, a Milano e in Italia su Mtv e All Music gente come Big Fish e i Gemelli Diversi ci colpivano a suon di Coccinelle e di trasmissioni zarre (chi non si ricorda la versione «Pimp My Wheels» proprio dei Gemelli Diversi, dove insegnavano come elaborare i motorelli? Una cosa di una portata giargianesca inferiore praticamente solo ad un cenone di Natale con Rocco Papaleo e Gigi d’Alessio).


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Ecco una buona dose di romanticheria rap e limoni duri vintage in 5 canzoni, in quello che era il Get Down trash dell’Italia del tubo catodico musicale da non dimenticare.

5_Resta ancora – Big Fish con Esa & Retnek

«Se un pò ti senti sola pensa che sei benza sul fuoco che incendia sulla beach, yes».

Da Grattosoglio fino a Pizzo Calabro, non si poteva che rimanere ammaliati dalle prelibate rime di questo pezzone e, soprattutto, dalla sobrietà delle due ragazze che per tutto il video hanno in bocca un lecca-lecca (che assaporano come se non mangiassero da due stagioni), con un portamento zarro che non passerebbe inosservato nemmeno in Barona.

4_La mia coccinella – Sottotono

«Allora ascolta non importa se l’incomprensione è sorta, Tormento ti vuole bene e tutto quanto si scorda. A doppia F E doppia T O resiste giù».

Il Tupac di Reggio Calabria non solo ci spiega cos’è l’affetto nelle sue rime, ma ne fa addirittura lo spelling. Cioè, «La mia coccinella» è poesia e sinossi insieme. Che maestro. E che movenze nel video.

3_Tu No – Gemelli diversi

«Ma c’è un cuore che spera che pensa valga la pena di parlarti di ogni sua regina per ogni signorina una rima partendo dalla prima…».

Premesso che i Gemelli Diversi hanno preso come stylist di questo video probabilmente il capo delle giostre di Cologno Monzese e il parrucchiere dell’Uomo Gatto, i ragazzi ci hanno spiegato in rima che praticamente se le sono bombate tutte, ma proprio tutte, e che finalmente avevano trovato quella con cui fare l’amore. Un po’ i Dante e Boccaccio dei primi anni 2000. E così il limone (senza amore) era assicurato.

2_Sotto i raggi del Sole – Brusco

«Permesso mi scusi non passo la spiaggia è affollata… Scotta la sabbia scotta è arroventata… Mmmm mamma mia che giornata».

Una storia tremenda quella cantata da uno degli idoli di Ostia Mare, fatta di sabbia che scotta, sale che tira la pelle, ressa e sole che brucia. E che finisce con un tragico «Amore mi freghi ogni estate con la tua dolcezza, Mmmm ma ora ho la certezza basta non ti do più retta». E quindi era una canzone da post limone quasi arrabbiato. Chissà che orgoglio Edoardo Vianello (quello che cantava Abbronzatissima… la base insomma).

1_Un attimo ancora – Gemelli Diversi

«Voglio spiegarmi e adesso dammi solo un minuto per levarmi questo sapore amaro dal palato».

In questo pezzo di trash non c’è nulla a parte Thema, che con quel pizzetto biondo e gli orecchini tondi così assomiglia in maniera quasi preoccupante a Gigi d’Agostino; ma parlando di rap romantico nostalgico e limoni duri non si può non citare questa canzone. D’altronde, ci sono state più copule e pianti giovanili con questo pezzo che polsi slogati dalla nascita di Youporn. Il primo posto è d’obbligo.

Credit immagine di copertina 1, 2

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