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Lo strano rapporto tra Milano e le code: due str***ate e la gente non capisce più un c***o!

Le code sono una costante a Milano. Non serviva l’apertura (temporanea) di Los Pollos Hermanos in Ticinese per avere l’ennesima conferma. Forse perché ci hanno «inculcato» l’idea che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, o forse perché desideriamo essere sempre sul pezzo. Chi si incolonna in una coda non molla di un centimetro pur di mantenere la priorità acquisita a costo di perderci mezzo weekend. Abbiamo quindi raccolto una serie di code, alcune «celebri» altre decisamente più comuni: molti obietteranno che il vero Imbruttito è sempre in lista, ha il priority pass oppure fa tutto on-line per non distrarsi dalla fatturazione… ma siamo proprio sicuri che quelli in fila siano tutti Giargiana?

6_Il padiglione del Giappone


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Eh dai che l’avete fatta! Davanti al padiglione nipponico di Expo 2015 si incolonnava talmente tanta gente che da lì si è creato un nuovo concetto di fila.  Lo si cita ancora dopo anni come termine di paragone quando le code sembrano interminabili. Ricorderete che, ad un certo punto, ci si metteva meno ad andare a Malpensa e partire per la vera Tokyo piuttosto che attendere a Rho.

5_Le code sulla neve

Se da Milano non vai a Courma non sei nessuno, non c’è bisogno di ricordarlo. Ovviamente con l’equipaggiamento nuovo all’ultima moda.  Già prima di arrivare si creano più ingorghi che tra Pero e Cormano,  sulle piste poi non c’è storia: tutti in fila per la risalita. Però quando si torna a Milano, pheega tutti a dire di aver fatto la pista «nera» a bomba su una neve fantastica. Sì, vista col binocolo dal fondovalle.

4_I centri commerciali

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Tutti ricordiamo le code chilometriche ad Arese, giusto per rimanere in tema di pollo fritto (remember KFC). È vero, i centri commerciali saranno pure una Giargianata e molti (giustamente) contestano le troppe aperture festive, ma chissà perché poi sono sempre pieni e spuntano come funghi. Scagli la pietra chi è senza il peccato di aver fatto la fila di domenica al centro commerciale!

3_Le code alle Poste

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Alle Poste, ma anche in banca, in Comune o in qualsiasi altro ufficio affollato. Ovviamente ci si arriva con l’ansia sbrigare in fretta la burocrazia e tornare a fatturare. Il primo step è scegliere il giusto talloncino. Ovviamente le persone in coda sono in tripla cifra. Rapido check per vedere se scorre e marcatura stretta di quelli con la sbuffata facile (sai mai che mollino il prezioso biglietto per recuperare posizioni). Se pensate di anticipare tutti in apertura o a inizio mese, vi siete sbagliati di grosso: pensionati si sveglieranno sempre molto prima di voi.

2_La passerella di Christo

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Anche questa è stata memorabile. Per qualche settimana in molti hanno esaudito il sogno di camminare sulle acque del lago d’Iseo. Per rimanere in tema pseudodivino la possiamo inserire di diritto nell’Olimpo delle code. Ricorderete che in quei caldi giorni dell’estate 2016, vedendo le foto della gente in fila, il primo pensiero era «ma che voglia c’avete».

1_Le code in tangenziale

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Per completare il quadro un grande classico che fa parte del repertorio quotidiano di molti Imbruttiti. Qualcuno crede che il tempo passato nel traffico faccia curriculum, un po’ come le ore di volo per i piloti. Certo per affrontare le code in tangenziale un po’ di skill bisogna acquisirli… giusto per non arrivare sclerati e in perenne ritardo in office.

Ci siamo dimenticati di citare un sacco di code: mostre varie tipo Real Bodies, Escher, le serate passate fuori dai locali ecc. Qual è la coda più lunga che avete fatto a Milano e dintorni?

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