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Angelo Azzurro & Co: i cocktail che ci spaccavano negli anni ’90

E poi oggi facciamo i fighi chiedendo un Moscow Mule, e se non c’è la giusta dose di zenzero ci lamentiamo pure. Sorseggiamo un prosecco e fingiamo anche di saperne un botto di vino, chiedendo anno e cantina della bottiglia. Ma se il nostro fegato potesse parlare…

Negli anni ’90, quando si andava nelle peggiori disco di Milano e periferia, l’obiettivo diventava uno, ben chiaro e preciso: SPACCARSI AMMERDA. E per raggiungere codesto nobile e ricercato scopo non c’erano barman freestyle particolarmente ricercati o bartender con tre o quattro diplomi a servirci da bere. Il menù dei cocktail per il devasto da weekend proponeva quei pochi mix che, forse, sarebbe meglio dimenticare perché a qualcuno, sebbene con il sorriso, potrebbe anche tornare in mente il senso di schifo di quelle sere in cui si ha davvero esagerato.

Sono loro i responsabili dei primi mal di testa pesanti del giorno dopo, delle sere in cui non ci ricordiamo come siamo potuti finire a dormire a casa dell’amico o metterci a limonare con quello/a senza averne minima memoria. Nel nostro Santo Graal dei sabati sera degli anni ’90 ci trovavamo i peggiori ed imbevibili mix, che un millennial con il suo cocktail d’autore può accompagnare solo.

Ecco i 5 cocktail da (non) dimenticare molto di moda negli anni ’90.

 

5. Angelo Azzurro


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Ingredienti: 6 cl Gin, 4 cl Cointreau, 1 cl Blue Curacao.

Anche il barman quando gli chiedevamo un Angelo Azzurro ci guardava male, sperando di essersi sbagliato. “Nastro Azzurro hai detto?” No, proprio Angelo Azzurro. Benzina pura (anche di sapore) per scassarsi.

 

4. B52


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Ingredienti: 2 cl di liquore al caffè, 2 cl di Irish cream, 2 cl di Grand Marnier.

“Minchia oh, fa la fiamma”. Si, faceva la fiamma, ma non faceva proprio bene bene al corpo e alla mente. Il B52 era uno dei più richiesti perché prima ti illuminava la vista con i suoi colori e la fiammata, e poi ti illuminava il cervello e infiammava lo stomaco. Per un’altra serata da leoni (malconci e poco credibili).

 

3. Invisibile


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Ingredienti: 1 cl di maraschino, 2 cl di rum bianco, 1 cl di vodka, 2 cl di triple sec, 2,5 cl di succo di lime, 3-4 cl di acqua tonica, 2 gocce di Angostura, grattugiata di zenzero.

Un’altra di quelle bombe in stile “non ho tempo per ubriacarmi piano piano, dammi un invisibile che faccio subito”. E tac, il giramento di testa era assicurato. Molto gettonato in modalità “alla fragola”, specialmente per le ladies che volevano uscire di testa, ma senza mai privarsi di un retrogusto fruttato.

 

2. TGV


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Ingredienti:1 cl tequila, 1 cl gin, 1 cl vodka.

Un eccellente modo per distruggersi. In pratica era uno degli “all in” per la serata. L’iter era ben noto: si assaggiava, si iniziava a guardarsi in giro, poi a ridere, poi a barcollare, e poi a stare malissimo. Felicità pura, praticamente.

 

1. Cervelletto


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Ingredienti: 3/4 di Vodka, uno spruzzo di Baileys, sciroppo di granatina

Chiamato anche Cervello di Scimmia, era uno degli shottini più “innovativi” dei peggiori bar di fuori Milano. Di cattivo gusto il nome, non tanto il sapore. Anche questo spaccava perché uno tirava l’altro (fino a quando non si finiva in bagno).

 

E se non volevi spaccarti? Beh c’erano molti altri cocktail buoni, che vanno ancora oggi di moda, comunque leggeri e gustosi. L’importante, per non entrare dritto nella categoria “BABBIDIMINCHIA” o “FIGHETTE” era non cedere, davanti a tutti, alla tentazione di un insulso…

BACARDI BREEZER


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La traduzione fatta in bottiglia del “vorrei ma non posso”, “faccio finta di essere figo”, “vabbè si chiama Bacardi allora ci sto dentro”. Ci sono state gioventù rovinate, con i Bacardi Breezer.

Se dobbiamo guidare non beviamo, altrimenti beviamo responsabilmente, ma anche irresponsabilmente.. ma questa roba mai più, please! (Messaggio inviato con posta prioritaria dal vostro fegato).

 

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