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I cavalcavia di Corvetto e Serra fanno schifo: in arrivo una trasformazione «newyorkese»!

A Milano ci sono alcune cose che, si sa, proprio non sopportiamo: le file in tangenziale, i bancomat lenti, i Giargiana che fanno gli addii al celibato o nubilato con le magliette tutte uguali («Gli amici dello sposo», ad andar bene) e le zone degradate e non curate della città. Per le prime tre c’è da mettersi il cuore in pace (cosa che l’Imbruttito vero non farà mai) mentre per le zone da sistemare qualcosa, invece, si può e si deve fare.

È il caso di due cavalcavia, quello di zona Corvetto e quello di Serra – Monteceneri, le cui aree sono da bonificare ancora più che la cucina di un sushi all you can eat da 9,99 euro. Il degrado di quegli spazi pubblici ha portato all’inserimento di due capitoli a loro dedicati nel Pums (Piano urbano mobilità sostenibile), approvato dal consiglio comunale giovedì 8 giugno.


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Per Corvetto la strategia è quella del «via il dente, via il dolore»: il cavalcavia potrebbe essere abbattuto, per la soddisfazione della gran parte dei residenti che non vogliono più lo sbatti di sorbirsi tutto il traffico della strada, con il conseguente inquinamento sia acustico e sia atmosferico. Senza dimenticare che la situazione negli spazi sottostanti al cavalcavia è talmente compromessa che, per esempio, è stato recentemente necessario installare delle reti antibivacco.


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Un progetto ben diverso è invece previsto per l’altro cavalcavia, quello di Serra-Monteceneri: qui l’idea è, infatti, non di abbattere ma di convertire la struttura in una High Line come quella di Manhattan. Sul nuovo cavalcavia, secondo questo piano, ci sarà sia un’area ciclopedonale, ma anche la corsia preferenziale del filobus 90-91 che si «innalzerà» dalla strada a livello terra, dov’è ora, liberando così una corsia in basso per le automobili e diminuendo il rischio di eccessive congestioni di traffico.


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Le idee insomma sono buone e sembrano anche aver accolto il favore dei cittadini residenti: basta però che si facciano le cose rapide e fatte bene né, che di sbatti-cantieri in città è già bello pieno… me racumandi!

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