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New York è bella, ma non ci (soprav)vivrei: 6 motivi per cui Milano, alla fine, è pure meglio

Se c’è una cosa che ho capito stando un paio di settimane dall’altra parte dell’oceano è che, alla fine, New York è solo un’Usmate Velate che ce l’ha fatta. Non fraintendetemi, la città offre tutto quello che di positivo e auspicabile si può desiderare di avere: piste ciclabili, parchi e raccolta differenziata, senza dimenticare che Hillary Clinton qui ha preso qualcosa come il 70% di voti alle presidenziali. Insomma, c’è gente civilizzata da queste parti, roba che se tutti gli States fossero così il parruccone carota non sarebbe al potere.

Ma alla fine per me New York rimane come una vita a partita IVA: bella, ma non ci (soprav)vivrei.

Ideale per una vacanza e un giretto nei musei, a lungo termine presenta diverse criticità non trascurabili. Eccone un elenco semiserio:

1_La metropolitana 

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Chi siamo? Dove andiamo? Perché le linee della metro di New York sembrano lo schizzo di un bambino in pieno delirio artistico? Roba che se ti distrai un secondo e sbagli linea o direzione è un attimo e cambi pure parallelo e latitudine, e il sottoterra diventa subito il Sottosopra. La leggenda narra che c’è gente intrappolata lì sotto da settimane, e ovviamente anche io vi sto scrivendo proprio da qui.

2_L’aria condizionata

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Ok il negazionismo del cambiamento climatico, ok l’uscita dagli accordi di Parigi sul clima promessa dal Presidente Trump, ma che bisogno c’è dell’aria condizionata a mille quando fuori ci sono 17 gradi? Vivere qui è una condanna al moccolo perenne.

3_Il caffè

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Bello Starbucks, lo aspettiamo tutti con grande trepidazione* a Milano per un paio di instagrammate col bicchierone in mano davanti alle palme, ma trovare un vero espresso a New York è come cercare un milanese in Paolo Sarpi: non pervenuto.

*terrore

4_Gli sbanda

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Il più sbanda degli sbanda di milano rimane comunque una contessa dello Yorkshire in confronto ad alcuni elementi visti qui. A girare dopo mezzanotte in certe zone sembra di stare all’afterparty di un rave dove la sostanza allucinogena più leggera che gira è la musica di Fedez e J-Ax.

5_I ratti 

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A vederli viene il dubbio che il riscatto per Lapo Elkann, lo scorso novembre a New York, fosse stato chiesto da loro, e sarebbe stato anche più credibile, perché l’unica cosa gli che manca è il dono della parola, come grandezza invece ci siamo. Ti tagliano la strada in metropolitana con la sfacciataggine di chi la sa lunga, e potete stare certi che la combriccola è governata dal maestro Splinter delle Tartarughe Ninja, ve lo dico io.

6_Il junk food

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Frutta e verdura queste sconosciute. Due settimane a mangiare me**a, un colpo di aria condizionata in metropolitana, ed è subito Iva Zanicchi quella volta che proprio non ce la fece a trattenerla…

Scherzi (e soldi) a parte, probabilmente metteremmo tutti la firma per un bell’appartamentino vista Central Park e per vivere «le vite scandalose dell’élite di Manhattan», e invece a breve anche il sottoscritto tornerà alla sua cameretta e alla «produttiva vita dei poracci del Giambellino»: fatturare, fatturare, fatturare, ché son mica il figlio di Rockefeller!

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