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Cambio vita e mollo tutto: la (dura) realtà di chi decide di dire no all’office

Nel 1991, un film con Billy Crystal intitolato «Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche» narrava la storia (tragicomica) di un venditore di spazi pubblicitari che, stanco del suo lavoro, della sua monotonia e in preda ad una deprimente crisi di mezz’età si fa convincere da un amico ad andare nel West per scortare una mandria di mucche come dei moderni cowboy. Di anni e crisi economiche, da allora, ne sono passate parecchie, ma ultimamente pare che la tendenza del «mollo tutto» sia tornata di moda, e che al fatturare si preferisca di gran lunga il «fare una cosa mia». Ecco, è però proprio su quel mia che casca l’asino, perché spesso la fuga dall’office si traduce in un cazzeggio prolungato finché dura il TFR, per poi tornare nei ranghi adducendo scuse che vanno dalla morte improvvisa del gatto a complicatissime menate legali e burocratiche che hanno impedito il coronamento dell’impresa. Alcuni poi ci riescono, sia chiaro, ma ormai a Milano chi opta per una seconda vita lontano dall’agognato tempo indeterminato tende a seguire i trend del momento, che più o meno sono riassumibili in…

«Mollo tutto e apro un chiringuito in Brasile / Ibiza / Lanzarote / La Dovunque»


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Se tutti quelli che abbiamo sentito intenzionati ad inaugurare chiringuiti in giro per il mondo fossero riusciti a coronare il loro sogno, a quest’ora ci sarebbero più chioschi che estetiste cinesi… e invece. Possiamo rivelarvi un segreto? Peccate di scarsa creatività: «aprire un chiringuito» è uno dei primi risultati di Google, e se ciò avviene è perché volete farlo in troppi, e l’idea è inflazionata. Differenziatevi! In Thailandia grigliano delle mini-banane per strada, infilzate in uno stecco e consumabili camminando: possibile che nessuno non abbia mai pensato di esportare l’idea? By the way, sono buonissime.

«Mollo tutto e scrivo un libro»

Ehm. Ok che al giorno d’oggi possono scrivere libri anche gli analfabeti, però ecco, non è che l’editoria italiana stia esattamente aspettando il vostro esordio per tornare ai suoi antichi splendori. Non vogliamo smontarvi, ma vi consigliamo vivamente di pensare a un piano B, nel caso in cui non doveste fare il botto di J. K. Rowling o E. L. James. Che adesso sono miliardarie, è vero, ma è altrettanto sacrosanto, che – come canta il buon Gianni nazionale – «Uno su mille ce la fa». Anzi, forse pure uno su diecimila, se non di più.

«Mollo tutto e faccio una cosa mia»

Che sia un ristorante, una startup o una App, poco cambia: si scappa dall’office per cercare di realizzare un sogno che – si spera! – è stato attentamente ponderato in termini di costi, business plan, potenziali ricavi, analisi del target etc… ché almeno si mette in pratica l’arte appresa stando ventordici ore davanti al monitor. Se l’inventiva non vi manca, ma il cash non abbonda, fino al 21 agosto potete proporre la vostra idea sul sito del concorso Printing Real Lives: una giuria esaminerà e selezionerà i progetti, il pubblico li voterà e i tre vincitori si aggiudicheranno premi che vanno da 1.500 a 5.000€, oltre a una nuova corporate identity e buoni da 500 a 2.000€ per stampare qualsiasi tipo di materiale promozionale.

«Mollo tutto e vado in Australia»


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La terra dei canguri attira ancora parecchi under 30 che si rendono conto con netto anticipo di non essere tagliati per la vita impiegatizia. E come dargli torto? Di fronte alla prospettiva di spiagge assolate, surf, grigliatine in spiaggia e una certa predisposizione all’assunzione di alcolici lo scemo è chi rimane a sbattersi sfornando presentazioni in Power Point come un provetto panettiere. Peccato che poi i nodi vengano spesso al pettine, soprattutto quando ci si accorge che – per campare – occorre andare nelle farm locali a raccogliere mele sotto il ciocco del sole… e allora anche l’aria condizionata dell’office milanese non sembra più un’alternativa così da buttare.

«Mollo tutto e apro un blog di cucina»


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Ah il food! Mai trend fu più totalizzante del cibo, che negli ultimi anni è diventato assoluto protagonista della scena socio-cultural-economica, scalzando addirittura moda, design e arte. Da che non gliene fregava un c***o a nessuno, adesso tutti sono esperti di cucina, dei novelli Carlo Cracco in attesa che la critica mondiale si accorga di loro. E dato che «gli amici mi dicono che cucino da dio, e la ricetta di mia nonna per la parmigiana spacca», allora tanto vale seguire la propria passione e deliziare palati e tastiere con l’ennesimo blog di cui di sicuro non sentivamo il bisogno. Ocio però, perché anche qui vale la stessa regola del chiringuito: distinguetevi! A meno che non vogliate tornare in office a testa bassa sei mesi dopo aver tentato di rompere l’internet. Senza però esserci riusciti.

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