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La bici è una cosa seria: 5 tipologie di Imbruttiti sulle 2 ruote

Sono in mezzo a noi, si mimetizzano tra la folla, prendono il caffè gomito a gomito con le nostre mogli e giocano il martedì sera a calcetto con i nostri figli. No, non stiamo parlando dei Giargiana ma dei ciclisti. L’Imbruttito ha un rapporto conflittuale con loro, se da un lato ne apprezza l’attitudine green ed ecologica, dall’altra rappresentano pur sempre un ostacolo tra lui e l’unica onda green che davvero gli interessa, quella verde dei semafori alle 8.30 per arrivare in ufficio prima dei colleghi. Sono i destinatari del maggior numero d’imprecazioni dopo politici e amministratori di condominio, ma negli ultimi anni si è potuto osservare nella fauna urbana (e non solo), una vera e propria mutazione che ha sconvolto antropologi e scienziati dei laboratori Garnier: molti veri Imbruttiti sono diventati essi stessi ciclisti.

Non si è ancora trovata una spiegazione a questo fenomeno, a cui probabilmente hanno contribuito i servizi di bike Sharing e le bighe in regalo con 10mila punti Esselunga, sta di fatto che per molti il cambio Shimano è diventato un prolungamento naturale del braccio. Questi Shimaniti non hanno nulla da invidiare, in quanto a Imbruttimento, ai colleghi su 4 ruote, e abbiamo perciò deciso di elencare le 5 tipologie definitive di ciclista imbruttito:

1_L’Hipster


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La pista ciclabile è, per l’hipster con bici scatto fisso dai colori sgargianti, l’equivalente della passerella per Naomi Campbell. Lui non pedala, sfila. Prima di uscire deterge la barba fluente e i lunghi baffi con balsamo gluten free da 80 euro per proteggerli dalle intemperie e dall’inquinamento cittadino. La bici è categoricamente in carbonio e alluminio con dettagli in cuoio ed è preferibile averla pagata non meno di 800 euro, meglio se con il bancomat dei genitori, ovviamente.
Il vero tocco distintivo è rappresentato dall’anello avvolto poco sotto il polpaccio della gamba destra per salvare i Levi’s 501 vintage anni ‘90 dalla catena. Tra gli altri elementi caratteristici c’è il calzino dai colori esuberanti in bella mostra e qualche tatuaggio con scritte in greco arcaico categoricamente in vista.

2_Il Pro

In settimana è uno dei colletti bianchi che fa girare il cash e le fatture in città, ma il weekend si trasforma in un fissato delle 2 ruote che trova il proprio habitat naturale nei sentieri di Livigno, dove è libero di scorrazzare sudando sette camicie, scolpendo i muscoli delle gambe e scaricando lo stress accumulato in sali e scendi che nessun’altra location può vantare. Ha con sé la dotazione completa per resistere a qualsiasi condizione fisica e atmosferica: caschetto di ordinanza, abbigliamento dai colori improponibili, biberone di vitamine e sali minerali, barrettine energetiche in bella vista e forza di volontà biblica per affrontare scalate che farebbero urlare a chiunque di noi «Ma che sbatti c’hai!».
Gli itinerari in piano e il pavé della città lo annoiano, molto meglio i sentieri dove fare enduro e freeride dando libero sfogo all’adrenalina accumulata in office. In settimana non vuole sentir parlare di nero, ma durante il weekend, quella nera, è l’unica pista che gli si addice: boschi, cespugli, pendenze e sali scendi che sembrerà di stare sul Blue Tornado, ma con 2 ruote.

3_La Mamma


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Da vera Imbruttita è in grado di pedalare con qualsiasi tipo di dotazione, perfino in tacco 12 mentre accompagna i figli a scuola prima dell’office. È attrezzata per affrontare le insidie della città né più né meno di un militare in guerra: caschetto per lei e la prole, cestino ergonomico, seggiolino modello Apollo 13 per il perfetto comfort del nano pronto a una spedizione spaziale internazionale, tracolla in nylon sintetico con cuciture di rinforzo per portare con sé perfino un kit medico di primo soccorso e trombetta di ordinanza per brutalizzare la manica di impediti in auto che sistematicamente sarà costretta a incontrare sulla strada.
Tutto questo non la costringe a rinunciare allo stile: un tailleur Chanel è la sua uniforme d’ordinanza.

4_La Sciura

La sciura è convinta di girare lungo una strada di campagna isolata anche quando si trova al centro dell’incrocio di Piazzale Loreto, e sembra perennemente in stato d’ebbrezza: non pedala, si trascina barcollante per le strade della città. Conosce tutti gli itinerari percorribili per evitare i pavè, i San Pietrini e i binari del tram, perché ognuna ha un’amica Carla o Elvira scivolata sui binari che rompendosi il femore o un polso è sparita dalle scene. E lei non può certo permettersi di perdere la programmazione al Franco Parenti o la colazione settimanale con le amiche da Marchesi. Preferisce muoversi sola per andare a trovare le amiche e la zona pedonale di Brera è il suo luogo preferito. Spesso non ha una meta precisa, gira per giudicare i nostri pantaloni strappati, la decadenza dei costumi dei giovani d’oggi e gli automobilisti che vanno sempre troppo veloci. La riconoscete dal filo di perle cui non rinuncia mai, dal cestino in vimini e dalla Graziella cromata.

5_La/Il Blogger


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Se non fosse tornata di moda negli ultimi tempi, per il/la blogger la bici sarebbe solo una massa di ferraglia destinata alla ruggine, e invece è diventata il must have da cavalcare da aprile a settembre per chiunque ambisca ai 30mila follower. In settimana solo taxi e sfilate*, ma il primo weekend del mese si sfodera lo straccetto in pelle di daino e lo Chanteclair per dare una spolverata al mezzo e correre alla fiera dell’antiquariato sui Navigli. E lì giù di Polaroid e caption pazzesche.
Siccome la bicicletta è un po’ un biglietto da visita, la costumizzazione è d’obbligo: composizione floreale shabby chic sul cestino, campanello polifonico con registrazione di Chiara Ferragni che urla “Hi Guys” per mettere in fuga i poveri con le finte Gucci e specchietto esterno utile solo a darsi una sistemata ai capelli prima degli scatti.

*Mezzi pubblici e Netflix

Credit immagine di copertina

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