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Breve storia triste: ecco a voi Laura, la prima sposa single d’Italia!

Per alcune non è niente più che una data da appuntare in agenda, per altre, invece, è un sogno da realizzare… almeno una volta nella vita!

Stimo parlando del matrimonio, una delle cose più complicate da organizzare dell’intera esistenza, seconda solo al divorzio, seguito con poco distacco da traslochi ed esami di maturità.

E cosa fai se non vuoi rinunciare a vestito, cena e regali, ma la tua condizione di single ti impedisce di sposarti?

O te ne fai una ragione o segui l’esempio di Laura e ti sposi da sola!

Mettiamo subito le cose in chiaro: a noi sembra una trashata pazzesca, una scelta piuttosto triste e molto social, tuttavia come fai a prendertela con una quarantenne che vuole solo esaudire i suoi sogni da bambina?!

Materia difficile da trattare quella dei sogni infantili…

Vedendo le cose da un punto di vista differente, abbiamo trovato spazio per provare tenerezza: ci siamo soffermati a pensare a Laura che sceglie da sola la location del matrimonio e le tappe del viaggio di nozze, a Laura che prepara da sola le sue partecipazioni e le bomboniere, a Laura che con la mamma e la migliore amica va a scegliere il suo abito nuziale, a Laura che durante la cena gira fra i tavoli a salutare, ancora lucida, tutti gli invitati e infine a Laura che spende 10mila euro per sposarsi da sola. Ok, finita la tenerezza: MACELAFAI?


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La differenza sostanziale – e qui facciamo i seri – non sta nella doppia fede al dito, né alle promesse fatte a se stessa, ma nel fatto che Laura, prendendo questa decisione, ha stravolto il punto di vista su una realtà che spesso è percepita come una condizione passiva, affermando, al contrario, la sua volontà, la sua indipendenza, la sua libertà.

Se la leggiamo in questo modo, Laura non ci fa più tutta quella tenerezza, anzi: forse siamo noi a farne a lei.

(Però Laura, la prossima volta gli Swarowsky sul vestito anche no!)

E voi cosa ne pensate cari Imbruttiti?

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