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10 pubblicità natalizie vintage per farvi salire la nostalgia

Anche quest’anno ci siamo: benvenuto periodo natalizio, benvenuto diabete, benvenuto colesterolo altissimo.

Addobbi ovunque, regalo-mania, aperitivi aziendali, cene aziendali, feste aziendali.

E loro, sue altezze reali, le pubblicità a tema.

Per me che della pubblicità ne faccio il mio mestiere – sicuramente vi ricorderete della sottoscritta per la campagna di Roberta, il culo è il mio – poterne parlare mi ringalluzzisce.

Rispetto agli anni che furono, in questi giorni si fa un gran vociare sulla bassa qualità o sul dubbio gusto degli spot natalizi che in tv ci stanno tartassando.

La mia volontà è quella di essere superiore ed elevarmi al di sopra di questa discussione perché, come il vino, anche la pubblicità migliora invecchiando.

A riprova di questo, vi stilo la classifica degli spot natalizi vintage che ancora oggi ci fanno sognare.

Mi darete ragione fra 10 anni quando la canzone sul Candito sarà sulla bocca dei vostri figli.

1_SPERLARI 1996

 

La mia generazione è cresciuta con le puntate di questi 3 Re Magi, che ogni anno si rinnovavano (leggi anche: cambiavano gioco di parole).

Mi ricordo che a scuola, durante la ricreazione, passavamo il tempo a mettere in scena le stesse gag. Per me, bambina di 9 anni, il Re Magio africano era uno spasso.

Ora chiudete gli occhi, fate un respiro e immaginatevi questo spot in onda OGGI, tra una puntata de Le Iene e subito dopo la pubblicità di Save The Children.

Brividi eh?

Ecco, il ’96 non è stato l’anno migliore per i valori d’uguaglianza; però che torroni!

2_COCA-COLA 1984

 

La canzone di Natale definitiva.

Ce l’hanno riproposta per anni e in tutte le salse, ma come dargli tolto?

Il playback tutto sbagliato è forse la cosa che più mi lega a questa pubblicità, perché mi fa pensare che sì, avrei potuto farla anch’io.

3_BARILLA 1994

 

Zucchero e un coro di giovanotti vestiti di blu cantano White Christmas.

Lui, addirittura raggiunge la stratosfera finendo in mondo visione con il suo messaggio di pace.

Appropriandosi così del posto che gli spetta di diritto.

4_TARTUFONE MOTTA 1988

 

Mai presentarsi a mani vuote a una cena, soprattutto durante Natale.

Ed eccolo il nostro protagonista diventare l’anima della festa grazie al Tartufone Motta.

Stringe mani, dà cinque, saluta e sorride. Riesce pure a concupire la bionda scema che gli sviene tra le braccia alla vista di tutto quel cioccolato.

Anche qui: ogni fetta di Tartufone mangiata negli anni ’80 contribuiva al gender gap.

5_BISTEFANI 1992

 

Un nome che dice tutto.

Quando senti Bistefani, in maniera pavloviana ti parte il «E chi sono io? Babbo Natale!?».

A casa mia, era diventato il modo divertente ed educato di rispondere col cazzo alla domanda «posso avere quel giocattolo?».

6 (+1)_DOPPIETTA MELEGATTI (1984 E 1991)

 

Una Franca Valeri in pieno spolvero per due spot incredibili.

Quelli di Melegatti non si sono limitati a scomodare la Valeri, ma pure la Vukotic.

Per di più per un concorso.

Un po’ come se oggi, per fare lo spot di una promozione Esselunga, chiamassero Carla Fracci.

Rimpiango quei tempi perché oltre a un certo livello qualitativo, si poteva ingrassare sognando di vincere una pelliccia o una Maserati.

7_OMNITEL 1999

 

La Christmas Card.

Cazzo, mi scende la lacrima.

Era il perno attorno a cui girava la mia vita in quei mesi.

Catene di Sant’Antonio, disegni fatti con la punteggiatura, messaggi inviati senza bisogno di avere davvero qualcosa da dire.

Mica come Megan, che in due minuti ti organizza un’orgia in casa.

8_STANDA 1991

 

La solita dinamica Sandra vs. Raimondo si veste di televendita. Lei che mostra i capi appena acquistati mentre magicamente compaiono i prezzi in lire (ve le ricordate le lire? Mi mancano che fa quasi male).

Raimondo impassibile continua a leggere la Gazzetta fino a sbottare.

Magari non è lo spot migliore di sempre, ma cosa vuoi dire a quei due?

Io niente.

9_MONTE DEI PASCHI DI SIENA 1998

 

Entrambi i protagonisti di questo spot non ci sono più.

R.I.P Luciano, R.I.P Monte.

10_BAULI 1988

 

L’unico adulto nel video è un anziano panciuto e barbuto che tiene in braccio un neonato.

Attorno a sé ha un piccolo stuolo di bambini – tra i 4 e i 7 anni – che intonano la canzoncina del brand.

In sottofondo si sente la doppia voce cantare «Baciamoci».

Non ho altro da aggiungere, vostro onore.

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