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Non sei di Milano se… non sai perché sulla Chiesa di Sant’Eustorgio c’è una stella e non una croce!

Istupidito da tutto quel ghiaccio che i baristi si ostinano a mettermi nei negroni, cammino per Corso di Porta Ticinese cercando di rimanere più solidamente possibile sulle gambe.
Tutto sembra filare liscio, fino a che non passo davanti a Sant’Eustorgio e, alzando la testa verso il punto più alto della basilica, vedo che non c’è nessuna croce, ma una stella.

 

All’inizio penso di essere vittima di un abbaglio. No, quella è proprio una stella.

Così, in un momento in cui la mia mente ritrova la lucidità che, a Capodanno, è stata riservata solo alla pelle del cotechino, mi faccio prendere dallo spavento e cerco di richiamare l’attenzione di un qualsiasi anziano saggio sulla questione: chiamo mio padre.

Tempo due minuti e lui – affranto – mi somministra uno schiaffone morale.

Perché lì la croce non c’è mai stata.

«Uh, possibile?» dico, ma dentro di me reagisco così:

 

«Certo!», mi fa lui con tutto l’affetto di un padre nei confronti di un rarissimo esempio di figlio-capra, e continua:

«La leggenda vuole che quando Eustorgio fu eletto vescovo, andò a Costantinopoli da Costante – che allora era a capo dell’Impero Romano d’Oriente – per rimettere nelle sue mani il mandato di governatore della città.

Costante gli donò le reliquie dei Re Magi che erano conservate in un pesante sarcofago nella chiesa di Santa Sofia, perché Eustorgio le portasse indietro con sé a Milano.

Una volta arrivato dove ora c’è la Basilica, il carro usato per trasportare il sarcofago affondò nel fango e non fu più possibile spostarlo.


Credit immagine

Per Eustorgio, quello era un segno divino: lì i Re Magi erano arrivati e lì sarebbero rimasti. Ed è per questo che, quando venne costruito il campanile, in cima al posto della croce venne posta una stella a 8 punte, che simboleggia sia la stella polare, ma anche l’origine spirituale del mondo.

E quella è anche la stessa stella che, quando nacque Gesù, guidò proprio i Re Magi alla grotta dove Giuseppe e Maria si erano fermati».

La storia è bella, lo ringrazio anche perché mi ha reso più tranquillo: il carboidrato assunto in eccesso negli ultimi 10 giorni di dicembre non è ancora diventato allucinogeno.

Certo, c’è da dire che saperne un po’ di più di queste cose mi eviterebbe un sacco di spaventi.

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