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«Ce la mangiamo una roba?»: 6 nuovi ristoranti milanesi da provare subito!

Anno nuovo, vita… vabbeh, dopo questo gennaio che, anziché 31 giorni, ne è durato 70, possiamo dire di essere già nel pieno del 2018, altro che novità. Archiviati i buoni propositi che mai realizzeremo, espiati i pranzi e i cenoni natalizi, è tempo di abbandonare diete tristemente punitive e rimettersi a mangiare.

Milano – ovviamente, perché mica abitiamo in inculandia – non sta ferma un attimo, soprattutto da un punto di vista gastronomico, e di nuove aperture da qualche mese ad oggi ce ne sono state parecchie, pure troppe (tanto per fomentare l’ansia da prestazione digestiva). Noi, per facilitarvi sia la vita, che gli stomaci, abbiamo selezionato sei ristoranti che potete tranquillamente spalmare nell’arco di qualche settimana, ma non temete: chi di #foodporn ferisce, di #foodporn perisce, quindi – come direbbe qualsiasi cattivo di una serie tv – «non finisce qui».

Boatta Milano, piazzale Segrino 1

Siamo allo stesso tempo in Isola, ma anche su un’isola: in questo delizioso ristorante si respira infatti aria di Sicilia, grazie allo spirito imprenditoriale dei giovani soci siciliani, uniti da una grande passione per la cucina buona come quella fatta in casa. Boatta prende il nome dal contenitore che veniva utilizzato per conservare e tutelare la qualità degli alimenti preparati con cura dalle madri italiane: l’intento è riproporre la stessa emozione, con piatti al top. Da segnalare, le polpettine di pesce e la frittura di calamari e gamberi rossi tra gli antipasti; gli spaghettoni al nero di seppia o con vongole e bottarga tra i primi; il Boatta Fish (pesce fresco del giorno cotto a vapore e servito in boatta) tra i secondi. Segnatevi che il locale è anche Food Shop e take away, nonché aperto per il pranzo della domenica, consuetudine che noi milanesi stiamo riscoprendo non senza un certo piacere.

EXIT Gastronomia Urbana, piazza Erculea 2

Credit: Team99

È una bellissima new entry quella di Exit: in pieno centro, a pochi metri da Corso di Porta Romana e da Piazza Duomo, in un chiosco esistente, dopo alcuni lavori di ampliamento e restyling, ha preso vita questa gastronomia guidata nientepopodimeno che da Matias Perdomo, già chef del Pont de Ferr e attualmente ai fornelli del Contraste (per il quale ha conquistato una Stella Michelin), Thomas Piras e Simon Press. Circa una trentina di coperti, che con l’arrivo della bella stagione e l’apertura delle vetrate aumenteranno, e una proposta appunto da gastronomia, che non si lascia dimenticare facilmente: ostriche; prosciutto crudo iberico; paté di Foie Gras; puntarelle con acciughe e parmigiano; faraona con pistacchi, gorgonzola e barbabietola; burrata affumicata con agretti, pera e pinoli. Il servizio è semplice, veloce, e disponibile dalla colazione fino alle 21: un’oasi di relax, dove mangiare e bere bene, da provare, per poi tornarci ancora, ancora e ancora.

19.26 Bistrò, via Milazzo 6

Se la combo pizza & cinema vi ha stufato, questo nuovo ristorante è ciò che fa per voi: a pochi passi dall’Anteo Palazzo del Cinema, il 19.26 Bistrò è la soluzione perfetta pre o post film, con un menù che promette di non deludere anche coloro che son famosi per avere gusti difficili. Poi non dite che la salivazione non aumenta a sentir parlare di millefoglie di melanzane gratinate su vellutata di pomodoro, tortino di patate e porcini con fonduta al parmigiano, spaghettoni freschi cacio e pepe, paccheri 19.26 al ragù bianco di vitella, filetto di maialino bardato al bacon con fonduta di zola, trancio di tonno fresco scottato al sesamo con misticanza e chupito di salsa di soia. Fame, eh? La formula del locale poi è ideale per assecondare i tanti tira-tardi: se la cucina più elaborata chiude verso le 23, nel weekend per il dopo cinema o per chi ha orari spagnoli si possono gustare tutti gli antipasti e alcuni dei piatti del menù. Ah, e dalle 19 alle 21 c’è pure l’ape… della serie, servizio completo.

Ambaradan, via Castelvetro 20

L’ennesima pizzeria, direte voi. E invece no, perché Ambaradan è la prima pizzeria meritocratica milanese: sarà infatti il cliente a decidere quanto vale la propria cena, assegnandole un punteggio M (migliorabile), B (buono) o O (ottimo) al momento del conto. Tra le proposte, pizze fritte (montanarina classica; con zucca violina e Pecorino DOP; stracciatella e pomodorino pendolino), bianche (salsiccia e friarielli; San Daniele e stracciatella; con l’uovo di Parisi, fiordilatte d’Agerola e guanciale in uscita) e rosse (marinara; margherita; n’duja; bufala; con olive taggiasche), oltre alle stagionali. La valutazione sarà fatta per ogni proposta in menù – escludendo acqua, caffè e bibite – e la differenza di gradimento avrà una variabile di 2 euro, tipo: la margherita può costare 6 euro (migliorabile), 7 euro (buona) o 8 euro (ottima); la birra artigianale d’accompagnamento segue la stessa scala (4, 5 o 6 euro). Quindi, se il pranzo o la cena risulterà migliorabile il conto ammonterà a 10 euro, 12 euro se buono o 14 euro se ottimo: siete pronti a dare le pagelle?

Sixième Bistrò, via Scaldasole 7

Credit immagine

Prendete un cortile della vecchia Milano punteggiato di verde e piante tropicali, uniteci i ballatoi e gli archi che appartenevano a un antico monastero cinquecentesco, immaginate che questa location un po’ magica e sicuramente fuori dall’ordinario venga scelta come sede per Six, un concept store che riunisce sotto lo stesso nome tre realtà distinte ma complementari: una galleria-studio, il bistrò Sixième e la boutique di green design Irene. Se volete trascorrere una serata che più romantica non si può, questo è il posto giusto: la cucina è abbastanza chiacchierata e le recensioni che leggerete piuttosto discordanti, ma chi scrive ha assaggiato una bruschetta con uova di riccio e una guancia di vitello brasata con polenta e salsa al cioccolato sublimi. Il consiglio è di provarlo comunque, anche per l’aperitivo: a un locale del genere – il cui progetto è firmato Sergio Carnevale (musicista e fondatore del cocktail bar Zog in Ripa di Porta Ticinese) – una chance gliela si dà più che volentieri.

Filz, Largo della Crocetta 1

Questo è quello che in gergo giornalistico si chiama scoop: con netto anticipo, vi annunciamo che il prossimo 21 febbraio aprirà il primo locale a tutto spiedino di Milano, dove l’intera offerta gastronomica sarà spiedinata e infilzata, con ben 30 proposte soggette a stagionalità tra carne, pesce e vegetariane, da ordinare singolarmente alla carta o in combinazione. Da Filz potrete abbinare la rana pescatrice al fungo cardoncello; il cuore e il friggitello con la salsa di miso; lo gnocco di riso orientale con pera, zola e barbabietola, e scegliere uno dei 12 cocktail in carta, proposti e rivisitati da Franco Tucci Ponti. L’ambiente ricorda quello dei soda shop anni ’50: un vintage che non si prende troppo sul serio e che sa essere chic, senza impegnare. Non sappiamo voi, ma noi non vediamo l’ora di provarlo.

Credit immagine di copertina: Team99

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