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Dimenticate Chinatown: ora c’è “Little Tokyo” in Porta Genova

A Milano, è risaputo, vengono fuori mode con più frequenza delle promozioni di Poltrone&Sofà, e mediamente ogni tre call apre un nuovo ristorante. Beh, pare proprio che le maledizioni tirate giù al Giappone in coda per ore al padiglione di Expo siano acqua passata, dato che ora, tra giappo sushi veri e fake, in zona Porta Genova sarebbe addirittura cresciuta quella che chiamano la nuova Little Tokyo.

Quindi basta Chinatown? Cazzostasuccedendo? Che a macchia di salsa di soia stanno aprendo, tra Via Vigevano e dintorni, nuovi ristorantini di sushi fusion e affini. E c’è da dire che la zona era già bella fornita, con 5 o 6 locali (di proprietà cinese) aperti e ben avviati. Il nuovo grande player della Tokyo in Milano è però completamente made in Japan e si chiama Tenhoa, che solo ristorante non è: 2600 metri quadrati dove si possono acquistare oggetti, bere cappuccini e aperitivi, consumare pasti, usare le postazioni di coworking, o, per avere più privacy, l’office sharing, cioè  scrivanie individuali e salette private per ricevere ospiti o fare riunioni.

E poi? E poi in zona ci sono Tokyo Table e Bottega del Ramen, entrambi aperti da Toridoll, colosso nipponico con 1.200 ristoranti attivi nel mondo. Per i puristi della cucina giapponese in Darsena c’è poi Omacasè, dove una famiglia giapponese propone cucina vera («Ma qui tutti ci chiedono sushi e sashimi», hanno dichiarato). E poco più in là pure Sakeya, giappo che più giappo non si può: aperto in collaborazione con le 47 prefetture giapponesi (simili alle nostre regioni) con l’intento di diffondere la cultura giapponese di sake e altri alcolici (propone più di 150 etichette) è l’unico locale in cui il sake viene servito in calici di vetro, invece che nei tipici bicchierini di ceramica. «Abbiamo meditato a lungo sull’opportunità di aprire un posto così», ha dichiarato Lorenzo Ferraboschi, ideatore di Sakeya, al Corriere, «E abbiamo deciso che i tempi erano maturi. L’interesse dei milanesi ormai è altissimo e le Prefetture vogliono promuovere le loro tradizioni. Io sono sake sommelier, come il resto del personale di Sakeya, preparatissimo per spiegare ai clienti tutto quello che non viene raccontato di solito nei ristoranti, dove ti danno cibo ma non informazione e cultura».

Ok, Chinatown è comunque, chiaramente, un’altra roba e Little Tokyo potrebbe essere forse una Giargianata, ma si sa che l’imbruttita è affetta da una forma allergica acuta di all you can eat di basso livello… quindi tenete conto delle novità quando c’è da fare i giappo-sciuri al ristorante.

Credit immagine di copertina

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