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7 cose che, a distanza di 20 anni, non ho ancora capito di quel Giargiana di Harry Potter

Era il 26 giugno 1997 e mi stavo ancora allenando a limonare sui vetri di casa mia, quando una casa editrice inglese decise di dare una chance alla giovane squattrinata scrittrice Joanne Rowling (le fu suggerito di chiamarsi J.K Rowling per lasciare il dubbio che si trattasse di un uomo. Evviva la parità dei sessi!) e alla storia del suo mago occhialuto. Da quel giorno, nulla è stato più come prima. Un’invenzione straordinaria paragonabile solo alla scoperta della ruota e ai Miracle blade dello Chef Tony. 

La vita di tutti noi cambiò per sempre condannandoci ad anni di agguati al postino nella speranza che il poveretto ci recapitasse l’agognata letterina per Hogwarts. Sto ancora aspettando, ma lui si ostina a consegnarmi solo multe per divieto di sosta.

Sicuri che molti dei fan italiani stiano già intasando le code dell’exhibition a tema alla fabbrica del Vapore a Milano, abbiamo deciso di elencare quelle osservazioni che tutti noi appassionati abbiamo sempre desiderato urlare alla scrittrice, nella speranza che questa, tra una pausa nel contare i soldi e l’altra, possa trovare il tempo di risponderci.

Cara Rowling ti scrivo…

1_Gufi e Lettere. Figa, ma le mail? 

Nel magico mondo di Harry Potter tutto è possibile o quasi, un po’ come in Svizzera. Scope volanti, trasformazioni animali e, soprattutto, quel cesso di Ron Weasley che si cucca quella bonazza di Hermione. Ecco, ma se con la magia è tutto fattibile o quasi, come diamine è possibile che questi si scambino le letterine coi Gufi?

«Probabilmente il gufo con la lettera si è perso…». Ma stiamo scherzando? Come si fa a lavorare in queste condizioni? Figa whatsappami o mandami un DM su Insta.

2_Le numerosissime skills di Harry Potter

Cercavo di immaginarmi un possibile profilo LinkedIn del mago più famoso del mondo (scusaci Otelma) e mi chiedevo cosa si potrebbe elencare sotto la categoria Skills. Ne è uscito questo:

– Forte a Quidditch (il gioco delle scope volanti. Babbani vi vedo)

– Non so fare quasi un cazzo ma ogni volta che sono in crisi per una combinazione di botte di culo secolari porto a casa il risultato.
– Cocco del Preside

– Farsi la sorella del migliore amico

Sì, perchè Harry Potter è teoricamente il protagonista della saga, eppure non si capisce bene in cosa si distingua o perché Voldemort ci tenga così tanto ad ucciderlo considerato che impara 2 incantesimi nell’arco di 7 anni di scuola. Raccomandato e membro della Kasta1!11!! 

3_Hermione e la pietra filosofale, la camera dei segreti, il prigioniero di Azkaban

In questi tempi di #metoo, si sta finalmente sottolineando come per troppo tempo i ruoli femminili siano sempre stati relegati in seconda fila a favore dei più celebrati maschietti. È tempo di dare ad Hermione quel che è di Hermione (che poi in realtà alla fine è di Harry) e pronunciare a gran voce una grande verità: Harry Potter non sa fare un cazzo e se non fosse per Hermione non sarebbe arrivato vivo al quinto capitolo del primo libro. In questo giudizio non sono ASSOLUTAMENTE influenzato dal fatto che ho chiesto più volte ad Emma Watson di sposarmi su twitter.

4_A cosa serve Ron Weasley?

Ecco, se il profilo LinkedIn di Harry Potter è smilzo, quello di Ron Weasley è talmente corto che si potrebbe spedire facilmente in codice morse. Condivide col suo migliore amico l’assoluta assenza di talento. Anzi, lui è pure scarso a Quidditch. Ron Weasley è come quel collega a cui chiedi di farti una fotocopia e torna indietro con le focaccine dell’Esselunga. Beffa delle beffe, la scrittrice, in un impeto di smodato sadismo, decide di fargli sposare quella bonazza biblica di Hermione. I suoi sostenitori si ostineranno a ripetere sì, ma è un bravo ragazzo… Eh, fallo anche cattivo…

5_Pensavo fosse Voldemort e invece era Zenigata. 

Per una buona prima metà della storia, la scrittrice compie un sublime lavoro di caratterizzazione del cattivo, Lord Voldemort. «Il mago più terribile della storia…» e via dicendo. Ricordo benissimo che alcuni passi del libro mi facevano più paura di quando mamma mi inseguiva con la cucchiaia di legno. Poi… poi alla fine del quarto libro risorge e passa gli altri tre libri a farsi perculare a percussione da un gruppo di adolescenti che stanno ancora usando il Topexan. Il morbo di Zenigata colpisce il Signore Oscuro e i suoi compari al punto che sul finale viene preso a pernacchie persino da Neville. Se vuoi aiutare Lord Voldemort manda un sms al…

6_La fama e i soldi di Harry

Come Lebron James, Harry Potter è il prescelto. L’adolescente più famoso del mondo della magia sopravvissuto al feroce attacco del mago più crudele di tutti i tempi. Un vip dei vip, in parole povere. Sarebbe facile immaginarsi come tutti nella scuola vogliano essere suoi amici, come le ragazze si strappino i capelli nel tentativo di strappare un’uscita al CR7 del mondo della magia, il fisco alle calcagna e una scopa Lamborghini parcheggiata in doppia fila davanti a scuola. Niente di tutto questo, sembra Alvaro Vitali. Non se lo fila nessuno. Alle feste della scuola le ragazze lo scartano meglio dei baci perugina e quando finalmente riesce a convincerne una, questa lo abbandona per andare a ballare con un bidello dopo mezz’ora. Per non parlare poi della cospicua eredità lasciatagli dai suoi genitori, più volte citata nel libro: si veste come un barbone, ha lo stesso paio di occhiali rotti per 7 anni e le scarpe antinfortunistiche nere del mio idraulico. Poverata.

7_Voldemort è come l’allergia, arriva in primavera!

Vi siete mai chiesti come sia possibile che i piani di quel babbeo di Voldemort siano sempre studiati per culminare alla fine dell’anno scolastico? È onesto dire che si tratta del cattivo più attento all’istruzione della storia della narrativa fantasy? Possibile mai che un anno, anche solo per cogliere Harry di sorpresa, non possa organizzarsi per l’inverno? È a sciare a Cortina?

Perché va bene il piano di conquistare il mondo e uccidere i babbani, ma non azzardiamoci a disturbare gli esami di fine trimestre, per dio!

 

Articolo scritto da Diego Carluccio

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